Salvate il soldato Weston

di Milena Trecarichi |

Management nuovo, modus operandi vecchio?

Weston McKennie, secondo gli addetti ai lavori, pare non rientri nella short list degli incedibili: addirittura, si vocifera che il centrocampista texano non piaccia a Max Allegri che non lo immagina nei 3 di centrocampo ma tra gli uomini offensivi, dove c’è già troppa concorrenza.

McKennie, possiede caratteristiche uniche tra i centrocampisti della rosa: dinamismo e inserimenti in zona gol.
Lo stesso Allegri, nel corso dell’amichevole Juve-Cesena, mimò al centrocampista il famoso gesto dei 10 gol in campionato: nonostante ciò, pare che Allegri voglia un centrocampista con caratteristiche diverse, in quanto reputa il texano troppo offensivo, poco diligente tatticamente e poco abile nella lettura di alcune situazioni di gioco (ad esempio la copertura alle spalle) per poter giocare a centrocampo. Prima di conoscerlo a fondo, Allegri lo aveva descritto così in conferenza stampa: “McKennie è un giocatore che ha l’istinto del gol, sotto porta è freddo ed è bravo di testa”

Queste pare siano le motivazioni tecniche, alle quali vanno aggiunte le motivazioni economiche, che sembrano però avere un peso superiore rispetto alle prime.

Anche quest’anno, la Vecchia Signora è rimasta prigioniera degli ingaggi di uomini non centrali nel progetto: Ramsey, Bernardeschi, Rugani, De Sciglio. Ecco perché, il club bianconero ha necessità di fare cassa con uno dei pochi giocatori che ha mercato proprio l’Harry Potter americano.

McKennie, fortemente voluto da Pirlo e scoperta/sorpresa tra le più liete della scorsa stagione non è certo un centrocampista top ma è giovane, ha ingaggio sostenibile ha doti uniche nella batteria di centrocampo e, infine, come ha detto Agnelli “il suo acquisto ha anche una valutazione non solo tecnica, vista l’attenzione a temi che noi abbiamo sempre dibattuto“, con riferimento all’impegno dello statunitense sul fronte Black Lives Matter.

La cessione dell’americano può essere contemplata solo in due casi:
– l’arrivo di un top player (impossibile in questa sessione di mercato)
– l’acquisto di un altro centrocampista giovane di prospettiva, con caratteristiche congeniali alle idee dell’allenatore.

A tal proposito, qualora la cessione di McKennie, sia propedeutica come si legge da più parti, al ritorno di Pjanic in bianconero, sarebbe in contraddizione con la politica di ringiovanimento attuata nell’ultimo anno e mezzo, nonché un errore: il bosniaco è un over 30 che ha già dato il meglio di sé, in più percepisce un ingaggio elevato che lo aggiungerebbe alla lista degli invendibili, ingolfando così il bilancio già abbastanza appesantito. Se anche Pjanic arrivasse con una formula molto allettante (prestito senza obblighi, ingaggio ridotto) si tratterebbe comunque di un’inversione di tendenza.

Dopo il mancato upgrade Donnarumma per Szczesny, dopo lo switch Rugani per Demiral e la probabile permanenza di De Sciglio (con Pellegrini rimandato in prestito) e dopo le lunghe telenovelas Locatelli e Ronaldo, il cambio McKennie per Pjanic riporterebbe indietro la Juve, in campo e sul mercato, in quel circolo vizioso degli over30 già bocciati che tanto ha frenato la crescita e lo sviluppo del progetto in questi ultimi anni.