Luci e ombre della Juve prima del rush finale

di Alex Campanelli |

juve finale

✔️ A 5 giornate dal termine della Serie A la Juventus, in attesa della gara con la Lazio, ha gli scontri diretti a favore con Inter e Atalanta: considerando che le due inseguitrici si scontreranno l’una contro l’altra nell’ultima giornata, potrebbero bastare anche meno di 9 punti per aggiudicarsi lo Scudetto.

❌ La squadra di Sarri nelle ultime 3 giornate ha perso, oltre che punti, molte certezze, soprattutto dal punto di vista psicologico. Basta un gol, o addirittura una serie di occasioni a favore degli avversari, e i bianconeri non riescono più a gestire in alcun modo le situazioni di vantaggio, riportandosi paradossalmente in partita quando vanno sotto nel punteggio, ma continuando a rischiare moltissimo. Il calendario non è proibitivo, certo, ma in queste condizioni mentale ogni partita può diventare una sofferenza.

✔️ Contro Atalanta e Sassuolo, le squadre più in forma del campionato, era importantissimo non perdere. Coi bergamaschi la Juventus ha avuto per una volta gli episodi dalla sua, mentre la narrazione sbagliata generatasi intorno alla partita del Mapei restituisce una squadra dominata dall’avversario, quando è stata la Juve a creare maggori opportunità da gol, com’è facile desumere dagli Expected Goals della partita.

❌ Le ultime avversarie della Juve avevano un ritmo e una condizione fisica decisamente superiori a quelli della squadra di Sarri. Facile individuare la causa: oltre ai titolari di ieri, il tecnico ha potuto affidarsi ai soli Cuadrado, Rabiot, Dybala e Douglas Costa, un gruppo di appena 14 giocatori di movimento, mentre Atalanta e Sassuolo hanno pescato a mani basse dalle retrovie della rosa e addirittura dalla Primavera. Obiettivi diversi, certo, ma con gare così ravvicinate poter contare su un gruppo più ampio di giocatori fa tutta la differenza del mondo.

✔️ Qualche temerario aveva provato a metterlo in dubbio, ma Wojciech Szczesny è il miglior portiere della Serie A: alle grandi doti tra i pali unisce un sempre miglior tempismo nelle uscite basse, decisivo senza mai essere spettacolare.

❌ Davanti a lui, tolti a de Ligt e Bonucci, c’è il vuoto: Rugani se possibile ha ricominciato peggio di come aveva concluso, Chiellini non è ancora in una condizione accettabile, Demiral non va assolutamente forzato. Se ai titolari prende un raffreddore, è notte fonda.

✔️ Dopo la battuta a vuoto col Milan, Alex Sandro sta tornando progressivamente sui suoi livelli, un recupero fondamentale vista la povertà di alternative. Anche Cuadrado, al netto di qualche amnesia, sta facendo bene, e un turno di riposo non può che avergli giovato.

❌ Ieri Danilo ha riassunto in 90′ ciò che ci possiamo attendere da lui: corsa, capacità di giocare nei mezzi spazi, qualche gol più o meno fortunoso, ma anche assoluta incapacità di tenere alta la concentrazione per 90′. L’errore sul gol di Caputo è da matita blu, e se il brasiliano non è riuscito a sfondare con Real e City le motivazioni non sono assolutamente tecniche. Una riserva, certo, ma che (come peraltro De Sciglio) non sempre fa dormire sonni tranquilli.

✔️ Il rilancio di Rabiot è la vera notizia del post lockdown: tolto il gol illogico contro il Milan, il francese sta mostrando pulizia nella gestione, fisicità ma anche intelligenza nel pressing e nei contrasti e una fiducia nei suoi mezzi sempre maggiore. Non un fenomeno, chiaro, ma ora come ora è importantissimo potersi fidare di lui. L’ultimo Bentancur invece non va attaccato: a 23 anni sta trascinando quasi da solo il centrocampo della Juve senza praticamente mai riposare, qualche errore è assolutamente giustificabile. Di quello di ieri non se ne ricorderebbe nessuno se Berardi non avesse infilato il terzo gol su punizione in 7 anni di Serie A.

❌ Dietro al francese e all’uruguagio c’è il vuoto. Khedira è scomparso, Matuidi è rientrato malissimo e sta facendo fatica anche nel pressing e nei contrasti, suoi punti di forza, Pjanic nella testa di Sarri doveva uscire dal terzetto titolare ma il tecnico è stato costretto a proporlo praticamente sempre per mancanza di alternative. Preoccupa soprattutto Ramsey: prima del lockdown il gallese pareva in grande spolvero, ora è scivolato in fondo alle gerarchie e ogni volta che subentra sembra spaesato e in affanno, un’involuzione che preoccupa non in prospettiva ma nell’immediato, dato che la Juventus ha bisogno di lui ora e subito.

✔️ Chi invece è ripartito alla grandissima è Paulo Dybala, che tolta la partita col Sassuolo è stato tra i migliori in ogni uscita dalla Juventus, con gol pazzeschi e una sensazione costante di poter far male al limite dell’area così come partendo da lontanissimo. Discutere Cristiano Ronaldo invece, l’uomo più pericoloso della Juventus per distacco nonostante sia costretto dalle circostanze a giocare ogni partita, è qualcosa di difficile anche solo da concepire.

❌ Dopo l’incoraggiante partita col Bologna, Bernardeschi è rapidamente tornato l’ombra di sé stesso: Sarri continua a schierarlo da titolare nella speranza di ricavarne qualche colpo e per sfruttare il suo grande lavoro in non possesso, ma il 33 ha raramente ripagato la sua fiducia. Anche Higuain, tolto il gol contro il Sassuolo, non è al momento presentabile e non rappresenta un’alternativa credibile. C’è bisogno di Douglas Costa, e dall’inizio, smontando la sterile narrativa che lo vuole più decisivo a partita in corso e quella ancora più insensata che definisce ormai storia il suo impatto nella ripresa perché nelle ultime 3 gare non ha fatto gol o assist (5 key pass negli ultimi 2 spezzoni).

✔️ Chiudiamo con Maurizio Sarri: se è vero che la Juventus si sta aggrappando ai singoli, è altrettanto vero che a mettere in condizione di rendere tali giocatori è stato lui. Sarri ha impostato Cuadrado da terzino totale, ha consegnato le chiavi del centrocampo a Bentancur ricavandone prestazioni di altissimo livello, ha concesso libertà a Dybala incasellandolo contemporaneamente nei suoi schemi e ottenendo così la miglior versione di Paulo di sempre, ha riportato Cristiano sulle sue medie realizzative, a un passo dal record di “Farfallino” Borel, miglior marcatore della Juve in un singolo campionato. Inoltre, pur con alterne fortune, ha imposto un meccanismo di pressing perfettibile ma già efficace, che ha regalato alla Juventus diverse reti.

❌ Quanti si aspettavano una Juventus dominante e fluida nel gioco non possono che essere delusi. Il calcio di possesso immaginato dall’allenatore si è visto a sprazzi e quasi mai per 90′ continuativi, alcuni giocatori sono stati penalizzati dal cambiamento di impostazioni ed altri (Mandzukic, Can) sono stati addirittura sacrificati a tavolino. Nonostante i migliori Cristiano e Dybala, la Juve non crea le occasioni da gol che dovrebbe ma non è nemmeno solida dietro: le distanze tra i reparti sono spesso sbagliate, manca una figura dalla leadership spiccata (Chiellini, Buffon) che sappia tamponare le frequenti emorragie difensive della squadra, e l’impressione di poter esser aperti come il burro dalle proiezioni di un Muldur qualsiasi è sempre viva. Indipendentemente dal finale, a bocce ferme ci sarà da sedersi al tavolo e risolvere diversi problemi.


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