Rugani, sulle orme del maestro: le statistiche in Siviglia – Juventus

di Alex Campanelli |

Del rendimento della difesa a 4 schierata da Allegri in quel di Siviglia, una scelta dettata dai tanti indisponibili piuttosto che da una reale volontà di cambiare modulo, ha già disquisito ampiamente Giulio Gori nella sua interessante analisi, valutando il reparto nella sua interezza. Per quanto riguarda i singoli, lasciando per un attimo da parte l’indiscusso MOTM Bonucci, è altrettanto intrigante andare a sviscerare la gara di Daniele Rugani, alla prima grande sfida europea della sua carriera. L’inizio non è stato certo dei migliori, con la respinta aerea centrale che ha propiziato il gol del vantaggio casalingo firmato da Pareja, ma il resto della gara del numero 24 bianconero offre diversi spunti che vale la pena analizzare.

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La retroguardia a 4 non è certo una novità per Rugani, che si è affermato tra i professionisti nell’Empoli prima in B e poi in A, in coppia con Tonelli; in Toscana era Daniele il centrale dedito all’impostazione e occupava il centro-sinistra della difesa (in bianconero ha sempre giocato a destra), nella Juventus tale titolo spetta ovviamente a Bonucci, ma accanto a lui anche il classe ’94 sta emergendo con personalità prendendosi sempre più rischi e giocando più palloni in avanti. Il ragazzo timido che si rifugiava sempre nei piedi del numero 19 o nell’appoggio semplice a Buffon o al laterale di destra sta crescendo, come testimoniato dal 37,8% di passaggi in avanti, di poco inferiore al 40% del “maestro” Bonucci. Per quanto riguarda la posizione in campo, Rugani ha dovuto occupare una porzione di campo lateralmente più ampia rispetto a Leo, a causa dei movimenti di Dani Alves: com’è facile osservare in una sua qualsiasi gara, l’ex Barça tende molto ad accentrarsi e partecipare all’azione quasi da mezzala aggiunta più che da esterno puro, lasciando scoperto il binario destro che dev’essere occupato dal centrale di competenza, in questo caso Rugani, il quale ha egregiamente coperto le spalle al brasiliano.

Anche i numeri evidenziano la crescita del ragazzo in fase d’impostazione, dal punto di vista tecnico ma anche mentale: Rugani è stato il terzo assoluto per passaggi effettuati, 74 in totale, appena dietro a Bonucci e Dani Alves, azzeccando ben 65 appoggi, l’88% del totale, meglio di Bonucci e dietro ad Alves e Cuadrado, che però ha toccato molti meno palloni. Nel suo tabellino statistico c’è anche un key pass, ovvero la sponda di testa nell’area di rigore che ha messo Evra in condizione di staccare pericolosamente a due passi dalla porta difesa da Rico. Numeri così, in una gara delicatissima come Siviglia – Juve, un anno fa erano difficili anche solo da ipotizzare.

Dal punto di vista difensivo Daniele ha giocato la solita gara pulita, con pochi interventi rischiosi, ma efficace: 5 su 7 i duelli vinti, 2 duelli aerei vinti su 2, 2 tackle entrambi a buon fine, 4 respinte difensive (secondo assoluto dietro a Bonucci) e un solo fallo fatto. Fiore all’occhiello della sua prestazione i 10 palloni recuperati, secondo solo a Marchisio (12) e davanti a chi solitamente occupa la vetta di questa specifica graduatoria, come Alex Sandro e Bonucci (entrambi fermi a 9). A chi continua ad accusarlo di poca cattiveria e scarso mordente, critiche retaggio del suo periodo da immacolato, poniamo la domanda inversa: in una partita accesissima che rischiava di andare alla deriva, disciplinarmente parlando, un ragazzo di 22 anni che è stato esempio di calma e sicurezza per molti compagni, in una Juve che comunque in generale non ha ceduto alle provocazioni del Siviglia, non sarebbe da lodare? Lo stesso Bonucci, uno che notoriamente non tira indietro la gamba e che quando c’è da andare a muso duro è sempre in prima linea, ha chiuso la gara con 0 falli fatti. Capite come s’intendono e s’influenzano questi due?

Non molti giorni fa (quasi in contemporanea col nostro Roberto Savino) Massimiliano Allegri ha affermato che il futuro di Rugani è adesso, e il suo definitivo salto di qualità passa per partite come questa, dove vieni chiamato in causa e devi dimostrare di essere un difensore da Juventus, almeno alla pari coi tuoi compagni di reparto. Il primo esame è superato, Daniele deve dimostrare in ogni occasione di essere diventato una certezza nel presente, solo così potrà diventare un mattone sul quale edificare il futuro. Non suo, di tutta la Juventus.