Rugani, il ritorno: analisi e prospettive

rugani

Nell’ambito della restaurazione difensiva bianconera, col reparto arretrato tornato su livelli d’eccellenza, il grande assente risponde al nome di Daniele Rugani. Limitandoci al solo campionato, dopo il 3-2 in casa della Samp il centrale classe ’94 è rimasto fuori per 9 partite consecutive, rientrando per 45′ non memorabili nel 7-0 rifilato al Sassuolo e tornando in panchina per la trasferta di Firenze. Massimiliano Allegri l’ha riesumato un po’ a sorpresa in occasione delle ultime due complicate partite esterne, il Derby della Mole e la gara dell’Olimpico contro la Lazio; il numero 24 ha risposto presente, ma tornerà ad essere davvero una risorsa per la Juve da qui alla fine della stagione o è stato impiegato solamente nella logica del turnover pre-Tottenham? Di seguito proveremo a dare una risposta.

Dal punto di vista tattico il ragazzo è sicuramente cresciuto: se nel primo periodo in bianconero Rugani veniva impiegato solamente sul centro-destra della difesa a 3, magari con Barzagli spostato a sinistra per rendergli la vita più facile, oggi Daniele giostra indifferentemente su entrambi i lati e con la retroguardia a 3 o a 4 (contro la Lazio ha giocato con entrambi i moduli nell’arco dei 90′), senza particolari differenze di rendimento. La tendenza a giocar palla non si è arrugginita con le tante panchine consecutive, dato che contro Lazio e Torino è stato rispettivamente il secondo e il terzo bianconero ad aver effettuato più passaggi, con percentuali di completamento ragguardevoli (94% e 84%).

passmap rugani

L’altro lato della medaglia ci viene mostrato da questa passmap: le frecce indicano come sia stato frequente lo scambio tra Rugani e i vicini Asamoah e Benatia, mentre latitano gli appoggi verso i centrocampisti, con una connessione piuttosto debole col solo Matuidi. I compagni di reparto hanno giocato molti più palloni in avanti, sui terzini ma anche sul regista Pjanic, e va inoltre considerata l’assenza di Chiellini, il difensore bianconero che più spesso si sgancia dalla retroguardia ed effettua appoggi per i centrocampisti o lanci (non sempre illuminati) per le punte.

I numeri difensivi relativi alle due partite recentemente giocate da Rugani sono meno indicativi rispetto ai precedenti, per la pressione offensiva decisamente bassa esercitata sia dal Torino che dalla Lazio, ma va comunque segnalato il primo posto per respinte difensive all’Olimpico, 5 come Benatia, mentre nel gioco aereo che è da sempre uno dei suoi punti di forza Daniele ha faticato molto, con 1/4 duelli vinti contro i biancocelesti e 0/2 nel derby. Basse anche le percentuali complessive di duelli vinti, 2/6 contro i granata e soltanto 1/4 coi biancocelesti, tutti comunque in posizione avanzata e non pericolosa per le sorti bianconere.

Dal quadro generale, per quanto parziale viste le sole due gare prese in esame, emerge un Rugani  un po’ più timido rispetto alla versione migliore, quella vista sul finire della scorsa stagione, probabilmente condizionato dalla comprensibile paura di gettare al vento le poche occasioni concessegli, ma comunque mai negativo a livello di prestazione complessiva. Rispetto ai compagni, Daniele ha un motivo in più per sperare nel passaggio del turno in Champions League: Allegri ha dimostrato di contare ancora su di lui nelle rotazioni difensive, e l’uscita dall’Europa diminuirebbe drasticamente le necessità di turnover, al momento linfa vitale per il numero 24. Considerarlo un’alternativa concreta a Benatia e Chiellini è comunque ancora prematuro.

 

 

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