5 ragioni per non separarsi da Rugani proprio ora

di Alex Campanelli |

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Sapevamo tutti che l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve avrebbe comportato dei sacrifici tecnici; quello di Higuain è il più scontato ed è stato metabolizzato in maniera abbastanza matura da praticamente tutta la tifoseria, estremamente grata al Pipita ma consapevole che due giocatori del genere nella stessa squadra rappresentano un lusso difficilmente sostenibile e spiegabile dalla Juventus.

Meno chiaro l’altro nome da immolare all’altare del fenomeno portoghese: tra i vari Alex Sandro, Pjanic e Cuadrado, tutti ad oggi comunque assolutamente confermati, è spuntato fuori quello di Daniele Rugani. Qui le opinioni di tifosi e addetti ai lavori divergono: c’è chi lo spedirebbe in Premier League di corsa ai prezzi che stanno circolando e chi non vorrebbe cederlo per tutto l’oro del mondo (o quasi). Qui proviamo a ragionare su 5 aspetti secondo i quali il centrale bianconero non andrebbe assolutamente ceduto, tantopiù in un momento come questo.

1) Qualità tecniche – Non possiamo che partire dal campo, prioritario rispetto a qualsiasi altro ragionamento. Dopo una grandiosa stagione in Toscana, Rugani è arrivato alla Juve in punta di piedi, con le stimmate del predestinato e la fama, non troppo lusinghiera per un centrale, di giocatore “troppo buono”. Al netto di qualche scivolone, ricordiamo soprattutto la gara in Coppa Italia contro l’Inter, il rendimento di Daniele è spesso stato soddisfacente e oltre la sufficienza. Forte del suo metro e 90, Rugani ha pochi rivali sulle palle alte ed è pericolosissimo nell’area avversaria, è un centrale abituato e abile a giocar palla dalle retrovie ben più di Chiellini e Caldara, è forte nell’1 contro 1 sebbene poco irruento e raramente ha deluso nei big match nei quali, per necessità o per merito, è stato chiamato in causa. Sono argomenti che è bene ribadire, di fronte a un giocatore che in molti non vedono l’ora di spedire come un pacco postale soprassedendo sul suo effettivo valore.

2) Il gioco di Allegri e l’intesa coi compagni – A volte ce ne dimentichiamo, ma il nostro numero 24 fa parte della rosa bianconera da tre stagioni. Alle soglie della quarta, Rugani sa esattamente cosa si aspetta Allegri da un centrale difensivo, e lo stesso mister conosce alla perfezione le caratteristiche di Daniele e dovrebbe sapere come e quando impiegarlo. Inoltre, l’ex Empoli gioca con Chiellini e Barzagli da tre stagioni e con Benatia da due, ne conosce i movimenti e le tendenze meglio di qualsiasi altro difensore acquistabile; in un reparto dagli equilibri delicati come la difesa, l’intesa col compagno di reparto ha uguale o addirittura superiore importanza rispetto alle qualità tecniche individuali. Pescare un difensore da fuori quando non se ne ha la stretta necessità sarebbe un azzardo poco motivabile.

3) Come sostituirlo? Quanto spendere? – Immaginiamo che Rugani venga ceduto in Premier League per 45 milioni di euro, cifra recentemente riportata dai principali media. Detto della grande plusvalenza che la Juventus registrerebbe, ecco porsi immediatamente il problema della sostituzione: tra i centrali di livello simile a quello di Rugani, è decisamente difficile trovare un’occasione “a buon mercato”, considerando che molto probabilmente non tutto l’incasso verrà reinvestito. Analizziamo giusto i nomi più probabili: il giovanissimo e decisamente promettente De Ligt se ne andrà molto probabilmente a cifre folli, Godin ha appena rinnovato con l’Atletico e non rappresenta più un’occasione in saldo, Boateng presupporrebbe un’ingente spesa e anche la cessione di Benatia, mentre Savic rappresenterebbe un passo indietro dal punto di vista tecnico. Inoltre, con 2 milioni netti a stagione Rugani è uno dei giocatori meno pagati della rosa bianconera, e qualsiasi altro acquisto di caratura internazionale rappresenterebbe un appesantimento dal punto di vista degli ingaggi, con buona pace di chi non vede l’ora di “fare cassa”.

4) Operazione ringiovanimento – La Juventus 2018/19, nonostante gli arrivi di Can, Cancelo e Spinazzola, non sarà una squadra giovanissima e il ricambio generazionale è una questione della quale si discute con una punta di preoccupazione. Il reparto da rinnovare con più urgenza è proprio la difesa: tra i 34 anni di Chiellini e i 37 di Barzagli, anche il 31enne Benatia sembra un ragazzino, nonostante i problemi fisici che ne hanno sempre caratterizzato la carriera. L’inserimento di un altro classe ’94 come Caldara non deve diventare una bocciatura per Rugani, quanto piuttosto un lungimirante tentativo di non restare scoperti quando i totem sopra elencati alzeranno bandiera bianca. Cedere Rugani per reinvestire su un centrale già pronto, probabilmente con esperienza e quindi dall’età non verdissima, metterebbe la Juve di fronte all’eventualità di dover affrontare una rivoluzione massiccia nelle stagioni a venire, mentre con due ragazzi di 24 anni già abili e arruolabili il canto del cigno sempre più vicino di Chiellini e Barzagli fa meno paura.

5) Meglio rimorsi che rimpianti – L’ultima motivazione è decisamente meno pragmatica delle altre, ma pensateci bene: quanto abbiamo sofferto nel vedere Coman eliminarci dalla Champions League, nel guardare Morata alzare la coppa che abbiamo sempre sognato, quanto ci siamo sentiti orgogliosi ma nello stesso tempo malinconici osservando Pogba che bacia la Coppa del Mondo? In tre stagioni Rugani non ha ancora avuto la possibilità di mostrare al mondo quanto vale veramente, se è un difensore che può fare il titolare in una delle squadre più forti del mondo, se può raccogliere l’eredità di una stirpe di centrali quasi leggendaria. Vederlo sbocciare altrove senza avergli dato modo di sviluppare tutto il suo potenziale sarebbe un peccato mortale che non dobbiamo commettere, o almeno non prima di avergli dato modo di giocarsi TUTTE le sue carte in bianconero. Si dice sempre che “la stagione di Rugani sarà la prossima”; ebbene, fin quando non arriverà “la stagione di Rugani” che ci dirà chi è veramente, l’idea di (s)venderlo lascerà sempre una punta d’amaro in bocca.