ROYAL RUMBLE AUTORI / Mandzukic o Morata, a chi la maglia?

di Juventibus |

E’ vero dualismo in attacco? Allegri nel dopogara non ha negato il concetto, ricordando come lo spagnolo si esaltò proprio nel ballottaggio per una maglia con Llorente nella passata stagione. Sta di fatto che Mandzukic vive un grande momento di concretezza e che lo spagnolo è comunque un talento assoluto. Ecco cosa ne pensano, a proposito di una maglia di centravanti, alcuni dei nostri autori “pizzicati” durante un confronto pseudoprivato su Facebook:

SCUTIERO: Io parto da Mandzukic perché penso faccia giocare in un certo modo il partner: non per forza meglio, ma gli fa toccare più palloni perché glieli “pulisce”. Dybala, così, può esaltare la tecnica individuale e il calcio in porta; d’altra parte, penso che Morata debba tenere meno palla tra i piedi, dunque…

MOMBLANO: Mandzukic perché è meno abile, agile, farfallino e capolavorista di Morata. Al momento non se ne esce: ragionando sulla coppia il sacrificato è lo spagnolo, al netto dello stato di forma. Ci sarà un motivo se in società dopo due allenamenti viene ritenuto una seconda punta pur sentendosi lui una prima. Questione di lana caprina, direte voi. Infatti lo è, per la considerazione (enorme) in cui viene tenuto il calciatore. Piuttosto quindi, la vera domanda che ci si dovrebbe porre è se Morata e Mandzukic siano davvero diretti competitor. A oggi si, in una stagione dove si vive giorno per giorno costretti soprattutto in Serie A a ragionare sullo stretto necessario, ma un domani… (tanto Dybala non sarà mai un problema).

SCARPA: In un momento delicato ci è servita la concretezza ed il peso specifico di Mandzukic che riempie l’area e libera Dybala di marcatori, ma io dico MORATA. Al netto di conclusioni poco felici (City, Siviglia), Morata è più moderno, più verticale, più palleggiatore, più scattista, più forte. Ti da in più la capacitare di scassinare le difesa dalle fasce, la possibilità di farlo puntando la porta palla al piede e di concludere anche da fuori area. Inoltre Morata può riempire anche l’area, segna di testa (Siviglia), segna in tap in (5 gol in CL anno scorso) e soprattutto, se si è sempre detto che Dybala può fare anche la prima punta, la possibilità di avere Morata-Dybala che si scambiano posizione 1°-2° punta, dentro e fuori, fasce e centro, oltre a dialogare è sublime. Chiaro che Mandzu-Dybala è più immediato,ma Morata-Dybala a lavorarci è il top (come Siviglia all’andata, come il Bologna..)

GORI: Morata. Tutta la vita. Perché ha talento, tecnica, velocità. Perché lui e Dybala giocando vicini possono creare combinazioni a uno, due tocchi devastanti. E perché Mandzukic dopo mesi di Juve crede ancora di giocare per Simeone: riceve palla spalle alla porta, si volta per puntare alla rete e nove volte su dieci la perde. È come se fosse in una bolla pneumatica da cui non si accorge di avere dieci compagni.

SCARPA: E poi non capisco. Se Morata si è “divorato” due gol e Dybala ha preso una traversa (e fatto uno dei due assist proprio a Morata) è proprio la dimostrazione che insieme funzionano e potevano esserci 3 gol, anche in una gara giocato un po’ al risparmio.

GORI: L’assist che Mandzukic fa a Dybala a Roma nasce da un errore. Voleva la porta, ma siccome tecnicamente è mediocre, il pallone gli resta dietro, è costretto a fermarsi e (finalmente) ad alzare la testa per rendersi conto di dov’era.

SCARPA: E’ la stessa querelle Llorente-Tevez e Tevez-Morata. Si diceva che Tevez giocasse meglio con Llorente, poi si è visto. Pilone e seconda punta, non è rugby, è calcio.

MINGIONI: Morata compos sui non lo cambio con nessuno. Ma l’attuale Morata vale Nicola Caccia.

RICCHIUTI: Manzo è nettamente inferiore a Morata. E nettamente più forte. Se tutto dipendesse dall’utilità, Manzo sarebbe il campione del mondo. Intendiamoci, va turnato anche lui. Quest’anno uno vale l’altro, perché nessuno vale Tevez. D’altronde anche Conte turnava, specie dal primo anno in poi. Segnavano le star, i centrocampisti. Gli attaccanti facevano da ancelle, oggi Vucinic domani Matri una tantum Quagliarella. E (prima o) poi Giovinco viene. Poi è arrivato Tevez, che ha imposto la dittatura del talento assoluto inaspettatamente. Nessuno se l’aspettava perché Tevez fino ad allora era stato un incrocio tra il boh ed il bah. Nessuno sapeva cosa realmente fosse, c’era chi si rassegnava all’ennesimo spreco inglese. Poi Tevez ha trovato la sua dimensione, il capobanda di una disciplinata ed organizzata corte di secchioni. E allora s’è tornati all’antico, il centravanti non è Dio quindi non è morto ma vive e fa il figlio di mignotta insieme a noi. Ora che il prototipo è andato inseguendo gente peggiore di noi, continuiamo a inseguire la Restaurazione leaderistica che egli ha causato ma questi qui son leaderini. Gente da cottimo. Salariati senza straordinario. Morata ad esempio è bravissimo. Ma peggiora, ha generosità e piedi buoni, raro connubio. Potrebbe essere un Graziani, un Chinaglia ma sui tacchi a spillo. Invece gli è preso il madridismo, la stessa sindrome di Callejon. Fan tutto bene solo che anziché far goal alla fine fa olè. Manzo è più affidabile, più Sturmtruppen che devastazione. Intendiamoci. Il suo mondo non è romantico svolazzare. A differenza dello spagnolo con lo slavo si parla non di praterie ma di piccola bottega. Non di angeli vendicatori ma di banali impiegati del male. Intendiamoci, a noi dovrebbe andarci meglio lui. Non parte da lontano ma arriva più vicino.

MOMBLANO: Sono stagioni così. questa è raddrizzata ma non ancora svoltata. quindi Mandzukic è il pane, la via prima per la redenzione, bello, brutto, spalla, gomito, capoccia. Troppo bisogno di gol. A febbraio magari servirà anche altro, molto altro. Da reparti fin qui inesplorati.