Il rosso di CR7: fatto, scenari, tempistiche

di Fabio Giambò |

Dalla vittoriosa trasferta di Valencia la Juve si porta a casa non solo i tre punti d’esordio in Champions League, ma anche la prima storica espulsione di Cr7 nella competizione più blasonata d’Europa: quanto successo è più o meno chiaro a tutti, ma proviamo a ricostruire il tutto per tentare poi di capire quali potrebbero essere le conseguenze disciplinari stabilite dalla Uefa nei confronti dell’attaccante portoghese.

IL FATTO

Ennesima azione in fascia mancina dei bianconeri, cross verso il centro dell’area lì dove entrano a contatto Cristiano Ronaldo con Murillo, un contrasto più che normale per tentare di prendere la migliore posizione. L’ex Inter finisce giù accentuando il contatto, a quel punto il Pallone d’Oro in carica gli si avvicina, gli passa una mano per i capelli come a volerlo invitare a rialzarsi e a non esagerare. L’arbitro non vede nulla, l’assistente d’area si, indicazione al collega ed espulsione.

IL DIALOGO

E’ Brych l’arbitro del match, Marco Fritz l’assistente d’area che vede – a modo suo, ma vede – il gesto di Ronaldo su Murillo, e richiama l’attenzione del collega: “Cristiano Ronaldo, haare” le parole pronunciate, ci dicono significhi, “Cristiano Ronaldo, i capelli”. La domanda di Brych è chiara, ripetuta quattro volte: “è da rosso?”, la risposta decisa e ripetuta è “Ich sage ja”, cioè “Io dico si”. Inevitabili a quel punto i passi verso Ronaldo, il rosso e lo sfogo in lacrime della stella juventina.

POSSIBILI SCENARI

Leviamo subito di mezzo la possibilità che Ronaldo possa essere disponibile già alla 2.a giornata del girone: per realizzarsi ciò o la Uefa dovrebbe riconoscere l’errore tecnico (nella remota ipotesi non ci sarebbe la ripetizione della partita considerando che la squadra penalizzata ha comunque vinto), o l’arbitro dovrebbe ammettere nel referto di aver valutato male (c’è un recente precedente in Francia: Balotelli, espulso contro il Lorient, non è stato poi squalificato per ammissione d’errore da parte dell’arbitro Tuhal). Si capisce bene quanto sia irrealizzabile.

E allora per inquadrare quale potrebbe essere la scelta della Uefa non si può non dare un’occhiata all’articolo 15 del codice di disciplina della Uefa: fermo restando che dipenderà tutto da come l’arbitro descriverà la scena sul referto, bisognerà capire se questa verrà descritta come “unsporting behaviour”, “rough play” o “assaulting another player”.

Per intenderci alla perfezione:

a) unsporting conduct / rough play: condotta antisportiva o fallo grave, comporterebbe un turno di stop (il match interno contro lo Young Boys). Non è un fallo grave perché il gioco in quel momento è fermo, dunque potrebbe restare in piedi la condotta antisportiva;

b) assaulting another player: aggressione ad altro calciatore, condotta violenta, comporterebbe tre turni di stop (a Torino con lo Young Boys, poi col Manchester United all’Old Trafford, nuovamente contro Pogba e compagni stavolta all’Allianz Stadium). Per l’organo giudicante sarà eventualmente possibile analizzare tutto attraverso l’ausilio di immagini.

Da non escludere che inizialmente si possa presentare una situazione con 2 giornate di squalifica: una via di mezzo fra la condotta antisportiva e quella violenta.

REAZIONE JUVE E TEMPISTICHE

La sensazione è che la Juventus richiederà la prova tv, ammissibile come riportato negli articoli 9 e 50 anche in casi del genere, per evidenziare l’ “obvious error” arbitrale nel caso in cui la decisione sarà superiore ad 1 solo turno di squalifica.

Fra oggi e domani la Uefa riceverà il rapporto di Brych, al massimo la prossima settimana verrà reso nota la scelta: se, come detto, si opterà per una scelta superiore ad 1 giornata di squalifica, la Juve sicuramente presenterà ricorso e l’iter si allungherà anche se comunque non si andrà al di là dei tempi utili per la 3.a giornata, sennò potrebbe subito diventare effettivo quanto decretato.