Innescare Ronaldo senza sacrifici, si può?

di Andrea Mangia |

Cristiano Ronaldo è, senza timore di smentita, uno dei più grandi giocatori dell’intera storia del calcio. E fortuna (o meglio, l’immensa bravura della nostra società) vuole, che oggi sia un giocatore della Juventus. Da due anni a questa parte però, il problema insormontabile sembra essere quello di “farlo rendere al meglio”. L’unica risposta (o quasi) a questa necessità, è parsa essere “serve un centravanti al suo fianco”. Ne era convinto Allegri, che attribuisce all’assenza di un centravanti la deludente campagna europea dell’anno scorso e, si vocifera, che lo pensi anche lo stesso Cristiano.

È innegabile che le fortune del CR7 di Madrid, passino attraverso un superbo secondo violino come Benzema. È però altamente ingiusto sostenere che uno dei giocatori più forti della storia del calcio abbia necessariamente bisogno di un “centravanti” per rendere al meglio. È come dire che il vero segreto di Michael Jordan sia Scottie Pippen, o che il vero segreto di Batman sia Robin. È possibile che l’unico modo di sfruttare Ronaldo sia quello di vederlo accoppiato per forza ad un centravanti, con l’obbligo quasi normativo di farlo coprire da Matuidi, perché altrimenti la squadra si disunisce? Avere CR7 in squadra non dovrebbe essere invece uno straordinario collante? E soprattutto, avere CR7 in squadra è motivo sufficiente per togliere tecnica e fosforo al centrocampo, sacrificati sull’altare dell’equilibrio tattico?

Nel Portogallo Ronaldo polverizza record su record senza avvalersi del supporto di alcun centravanti. Unico terminale d’attacco in un 4-5-1, supportato da un centrocampo mobilissimo e di tecnica sublime capace di mandarlo al tiro decine di volte a partita.

Sarri è riuscito a trasformare Dries Mertens in un centravanti atipico da 30 gol a stagione. Perché non dovrebbe riuscire a rendere “immarcabile” il centravanti più micidiale al mondo? Ciò può avvenire, a patto che attorno a lui si crei un movimento vorticoso di giocatori dinamici che duettano, si inseriscono e muovano le difese. Esattamente il contrario rispetto alla staticità attuale del nostro centrocampo. Il centrocampo appunto. Quest’estate tutti si aspettano il “grande colpo”. Però allo stesso tempo in molti ritengono che manchino anche un terzino, un’ala ed il famigerato centravanti. Siamo sicuri che il nostro non sia un problema di impianto di gioco, più che di interpreti?

Si fa un gran parlare di Pogba, per quest’estate. Ebbene, io dico che il solo Pogba, soprattutto in virtù della quasi certa uscita di un pur deludente Pjanic, non sia sufficiente per mettere in moto il nostro centrocampo. Tonali? Stiamo parlando di un ragazzo di 20 anni. Abbiamo la fortuna di avere in squadra un alieno e di aver recuperato da un punto di vista tecnico e mentale un talento cristallino come Dybala, in procinto di legarsi alla Juve praticamente a vita. Il loro estro e le loro qualità non bastano là davanti, se supportati da inserimenti costanti ed instancabili di centrocampisti capaci di fraseggiare e di far viaggiare la palla a ritmi elevati? I più bei gol di quest’anno non son forse venuti fuori proprio con questi presupposti?

Sarà che sogno un centrocampo diverso da quasi 3 anni, dopo che Allegri era riuscito a nasconderne i limiti inventandosi una mediana a 2 e portandoci fino a Cardiff. Sarà che il nostro centrocampo è passato da Vidal-Pirlo-Marchisio-Pogba a Pjanic-Matuidi-Khedira-Rabiot, mentre, nello stesso arco di tempo il nostro attacco è passato da Matri-Vucinic-Quagliarella-Borriello a Ronaldo-Dybala-Higuain-Douglas Costa, senza vedere alcuna impennata nella qualità del gioco complessiva.

Si parla anche di Icardi, vero e proprio pallino di Paratici e centravanti assolutamente formidabile, quello da mettere di fianco a CR7, appunto. Pur sapendo che sicuramente la strada è già stata tracciata e che molto probabilmente non andrà nella direzione da me indicata, un piccolo barlume di speranza rimane, nel leggere anche il nome di Milik tra i possibili acquisti. In scadenza tra un anno, costo contenuto, buon centravanti (senza infortuni per me sarebbe oggi un top assoluto), ottima variabile tattica e nessuna pretesa di titolarità, oltre ad essere abituato ad entrare in corsa.

Fermo restando che liberarsi dell’onerosissimo contratto di Higuain rappresenti una necessità, non impegnare troppe risorse, oggi, in quel reparto, può voler significare investire pesantemente nella qualità del centrocampo, cercando finalmente la strada della qualità, e può anche voler dire lanciare la volata, una volta attivata la clausola rescissoria, estate 2021, per arrivare a quello che sì, potrebbe essere un colpo che sposta gli equilibri, in attacco, ovverosia Erling Haaland, identificato da molti come “il dopo Ronaldo” (sperando di poterli vedere almeno un po’ giocare insieme). Non riempire oggi la casella centravanti, potrebbe significare investire in modo massiccio sul reparto che più di ogni altro necessita di un restyling, il centrocampo, appunto, potendo stanziare un budget per Haaland l’anno successivo, con i 2 reparti di difesa e centrocampo sostanzialmente sistemati.

Che sia arrivato finalmente il momento di sfruttare Cristiano Ronaldo in modo differente?


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