Ronaldo non era da rosso, Pirlo da confermare e solite banalità sul caso Suarez.

di Giordano Straffellini |

Nella settimana in cui si dovrebbe celebrare la storica impresa di Cristiano Ronaldo che supera Pele con 770 reti in carriera, i media glissano e non trovano di meglio che continuare a parlare della possibile espulsione di Cristiano contro il Cagliari. Cruciani nell’odierna puntata di Casa Juventibus è lapidario: Ronaldo va diretto alla ricerca del pallone, su questo mi sono confrontato anche con Casarin che penso sull’argomento sia uno dei massimi esperti, poi non è che Cranio abbia la palla in mano,  entrambe i giocatori cercano di prendere il pallone e sullo slancio Ronaldo finisce addosso al portiere, ammonizione giusta. Quello che i media vogliono presentare come il fallo più clamoroso degli ultimi vent’anni, andando a pescare dal calderone dei complotti le frasi tipiche degli anti juventini, -non lo ha espulso perché era Ronaldo la più gettonata-, si risolve con un’analisi obbiettiva delle immagini. Il fatto poi che questo giocatore venga discusso non ha senso, la Champions non la vince un giocatore solo, è questione di dettagli, di fortuna di momenti, anche nei primi tre anni al Real Cristiano non conquistò la Champions.

Esaurito l’argomento Ronaldo passiamo al campo.  Dopo l’eliminazione col Porto la Juve era chiamata a dare una risposta, e la risposta c’è stata rabbiosa, convinta la sensazione è che finalmente si sia passati alla fase meno parole, non solo all’esterno ma anche all’interno del gruppo squadra, e più fatti. Da capire se arriverà la tanto agognata continuità, base fondamentale su cui deve appoggiare il finale di stagione della Juventus. E’ il momento d Andrea Pirlo, Andrea deve sintetizzare la sua esperienza alla Juventus, diventarne il fulcro prendendo decisioni chiare che consentano alla squadra di avere una propria identità in campo.  A lui è chiesto un finale di stagione convincente , la conquista di un posto Champions, e di giocarsi al meglio la finale di coppa Italia, su queste basi la Juve può pensare di ripartire dall’allenatore bresciano. Ma Pirlo da solo non basta, adesso è il momento che i dirigenti della Juventus diano qualcosa in più, è il momento di uscire da quella comfort zone in cui si sono adagiati negli ultimi anni, è ora che tutti si assumano più responsabilità e diano il proprio contributo nei confronti di una Juventus che ha dato a loro tanto.

E’ il momento dell’analisi obbiettiva della rosa, che va pensata non solo in funzione delle possibili plusvalenze per sistemare il bilancio ma anche e soprattutto in funzione di un progetto tattico, una squadra che vuol fare del possesso palla il suo credo calcistico non può avere in rosa un solo palleggiatore a centrocampo. Chiudiamo con l’immancabile polemica sul caso Suarez, ogni volta puntuale quando la Juve ottiene i tre punti. Come al solito solo fuffa, se uno non si ferma ai titoli sensazionalistici del tipo  : Nevdev ha chiamato Suarez, è arrivato il pdf, e Agnelli…  cose che potrebbero far pensare ecco ci siamo, questa volta ci hanno beccato… Invece Suarez semplicemente dichiara di essere stato contattato da Nevdev, e ci mancherebbe altro, che ha ricevuto file sulle domande che solitamente vengono fatte all’esame, cosa che capita a tutti i candidati file scaricabili per altro dal sito della facoltà di Perugia, e di aver preso lezioni per poter affrontare l’esame. Dichiara inoltre che al momento dell’esame già sapeva che non sarebbe andato alla Juve visti i tempi ristretti per ottenere il passaporto, pensa un po’, e che tre giorni dopo l’esame ha ricevuto una telefonata di Andrea Agnelli, mai sentito prima, che lo ringraziava per la disponibilità dimostrata nei confronti della Juventus. Ecco spiegato l’ennesimo fantomatico  scandalo.


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