Ieri Ronaldo ha detto che: “Odio e amo” [15]

di Francesco Savio |

Inutile negarlo, dal 16 luglio la nostra vita è cambiata. Da quella data Ronaldo mi parla quasi ogni giorno. In questo diario cerco di riportare tutto quello che mi dice.

 

Salvini e Saviano non la smettevano di litigare, quindi ci siamo stufati e Ronaldo esasperato nell’abitacolo del suo elicottero ha detto:

– Stiamo sorvolando il lago di Garda, spegni quella radio. E se andassimo in pizzeria?

– D’accordo, potremmo raggiungere quel locale molto bello in cui non sono mai stato. Si chiama San Benedetto, a Desenzano.

Così abbiamo iniziato a perdere quota delicatamente, e mentre non precipitavamo continuavo a pungolare Cristiano a proposito della bellezza del paesaggio gardesano, certamente superiore a quello lagunare comasco.

– Guarda giù, che ti dicevo?

Per avvalorare la mia tesi, citavo a memoria alcune ispirate poesie di Gaio Valerio Catullo, amante di Sirmione, ma Ronaldo sembrava insensibile all’opera del più grande poeta latino dell’età di Cesare e Cicerone, o forse era il rumore dell’aerogiro a impedire la sua emozione, la necessità di rimanere concentrato durante le manovre di discesa, altro. Siamo atterrati sul tetto di una palazzina di due piani mi pare marrone, d’accordo non passando del tutto inosservati specie in rapporto agli altri umani che giungevano alla pizzeria guidando semplici automobili, seppur in alcuni casi di grossa cilindrata. Ma l’elicottero. Ci siamo calati a terra utilizzando una scaletta a pioli in legno di emergenza, e quando abbiamo raggiunto il livello della strada alcuni commensali si sono alzati dai loro tavolini quadrati per gridare:

– Benvenuto a Desenzano Cristiano!

Ma a onor del vero altri sono rimasti all’apparenza indifferenti, con la forchetta in bocca come se niente fosse (in effetti la pizza era eccezionale). Ronaldo ha preso una Margherita con tonno e olive, il pizzaiolo che era un virtuoso gliel’ha presentata sul piatto con la forma di una C, di una R, di un 7. Cristiano ha chiesto allora ai presenti un attimo di silenzio, accarezzando con una posata per due volte la schiena di un bicchiere. Tutti hanno smesso di masticare. Ringraziando, si è alzato e ha declamato:

– Odio e amo: Forse chiederai come sia possibile; / Non so. Ma è proprio così e mi tormento.