Pregate per Ronaldo (e chiudete internet)

di Alex Campanelli |

cristiano

Minuto 30 di Portogallo – Serbia, partita che stavo visionando per Juventibus per scrivere qualcosa sulla prestazione e sullo stato di forma di Cancelo, del quale al momento non saprei onestamente dare una lucida opinione.

Succede infatti che Cristiano Ronaldo, nel cercare generosamente di tenere in campo un pallone che stava scivolando sull’out di sinistra oltre la trequarti serba, non raggiunga la palla nonostante ne avesse tutte le possibilità. La qualità dello streaming m’impedisce di capire subito che Cristiano ha rotto la corsa saltellando, accasciandosi successivamente a bordo campo, tenendosi la coscia.

Panico, fiatone, impressione che la puntata di American Horror Story che stavo guardando poco prima della partita non sia mai finita e abbia fagocitato la realtà in cui viviamo, poi ovvia quanto insensata ricerca di chissà quale notizia su internet, comunicazione della funerea notizia alle varie chat bianconere, nuova visione del momento dell’infortunio, ritorno graduale alla realtà.

Mettendo le idee in una sequenza appena più dissimile da Joyce, proviamo a ragionare insieme: dell’infortunio non sappiamo ancora NULLA, tranne che è di tipo muscolare, e pare lecito e sensato (dal basso delle mie scarsissime conoscenze) ipotizzare ALMENO un paio di settimane di stop, il che significa corsa contro il tempo verso quarti di finale d’andata.

Oggi più di allora ringraziamo l’urna di Nyon, mettiamoci nell’ordine delle idee che l’Ajax va battuto, nella peggiore delle ipotesi in entrambe le sfide, anche senza il numero 7 lì davanti a guidarci, altrimenti alzare quella coppa là rimarrà sempre e comunque un miraggio. Dipendiamo da lui in Europa, è vero, così come è verissimo che siamo felici di dipendere da lui, ma riaccoglierlo dopo un periodo di “ricarica” in una squadra capace di (ri)scoprirsi matura anche senza il suo faro non sarebbe proprio male, no?

Ragioniamo come ci ha insegnato il grande sconfitto Simeone, “partido a partido“. Però stasera un cero, anche non metaforico volendo, accendiamolo tutti.