Ronaldo, il calciatore che volle farsi supereroe

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Quest’anno cadono gli ottant’anni dalla nascita di Batman, il leggendario Uomo Pipistrello ideato nel 1939, per la rivista “Detective Comics”, dagli statunitensi Bob Kane e Bill Finger. Tra le tante celebrazioni della ricorrenza, venerdì 31 maggio è apparso sul “Corriere della Sera” un articolo di Giulio Giorello, filosofo e grande appassionato di fumetti, nel quale si legge: «Nonostante la sua forza e la sua intelligenza, Batman resta una creatura umana come tutti noi, motivato alla sua missione dal desiderio di vendicare la morte dei suoi genitori, ma sempre con pieno rischio in ogni sua impresa». Giorello, ponendo Batman a confronto con Superman, si sofferma su un aspetto fondamentale: l’Uomo d’Acciaio e l’Uomo Pipistrello sono due supereroi diversissimi, in un certo senso addirittura opposti, perché il primo è “super” senza meriti, in virtù dei poteri extraterrestri di cui è dotato sin dalla nascita (egli proviene, come è noto, dal pianeta Krypton), mentre il secondo, pur essendo un uomo dalle doti naturali eccezionali, si è guadagnato la sua condizione di supereroe con l’esercizio, la fatica, il sudore, l’ingegno (ideando e realizzando strabilianti accessori tecnologici) e con un’applicazione assolutamente maniacale. Si è insomma “costruito” giorno dopo giorno, senza mai rallentare o arretrare di un passo, animato dalla feroce volontà di trascendere i limiti imposti dalla condizione umana.

Veniamo ora al football. Il più grande dualismo dell’ultimo decennio è, in ambito calcistico, quello tra Leo Messi e Cristiano Ronaldo. Da tempo la sfida a distanza tra i due fuoriclasse, vincitori di cinque Palloni d’Oro ciascuno, ha assunto contorni leggendari, analoghi, per noi italiani (specie da quando il portoghese è sbarcato nel nostro campionato vestendo la maglia della Juventus), a quelli che caratterizzarono la rivalità tra Bartali e Coppi; con la differenza che Messi e Ronaldo hanno, in quest’epoca di globalizzazione, una popolarità planetaria. Peraltro, è certo che se fossero stati due atleti dell’antichità, l’argentino e il lusitano sarebbero stati cantati in odi ed epinici, e innalzati dal popolo adorante al rango di semidei. Tra i numerosi paragoni a cui Ronaldo e Messi sono stati sottoposti, però, ce n’è uno che non mi risulta sia mai stato avanzato, nonostante appaia come il più calzante di tutti. Torniamo all’incipit di questo articolo. Abbiamo detto che la popolarità di Messi e Ronaldo è planetaria. Ebbene, la stessa cosa vale senza dubbio anche per Superman e Batman. Cioè, per l’appunto, le due figure a cui, meglio che a qualsiasi altra, Messi e Ronaldo possono essere accostati.  Sì, perché Messi, al pari di Superman, sembra essere stato provvisto di facoltà sovrannaturali, come la capacità stupefacente di tenere il pallone – pur muovendosi assieme a esso – sempre incredibilmente prossimo al piede. O l’abilità nell’indirizzare la sfera esattamente nel punto in cui sarà impossibile, per il portiere, pararla; dunque senza nemmeno il bisogno di calciarla con particolare forza. Ronaldo è diverso. Fornito di risorse fisiche non comuni, ha deciso fin da giovanissimo di lavorare su tali risorse con una dedizione quasi mistica, così da potenziarle a dismisura. E divenire, secondo un preciso proposito espresso già da ragazzino, «il miglior calciatore del mondo».

Per essere un supereroe dello sport, Messi non ha sostanzialmente dovuto fare altro se non giocare al calcio. Ronaldo no: ha innanzitutto dovuto (e fortissimamente voluto) pensarsi come un fenomeno. Ogni giorno. Di più: in ogni momento della giornata. Il suo approdo allo status di atleta iperuranio è, in gran parte, conseguenza di una volontà ferrea, essa sì capace di travalicare i confini dell’umano. Ed ecco quindi che Cristiano si configura come il corrispettivo calcistico di Batman, supereroe a propria volta, non meno di Superman, pur non avendo poteri ultraumani: più di Superman, anzi, poiché, a differenza di quest’ultimo, il suo essere supereroe deve confermarlo quotidianamente, «con pieno rischio in ogni sua impresa». Ancora più supereroe di Messi, Ronaldo, perché pur possedendo un tasso di classe inferiore, riesce spesso a essere – grazie al costante affinamento dei suoi formidabili talenti fisici e tecnici – più decisivo dell’argentino.

Ovviamente, come ci si domanda se sia più forte Superman o Batman, è inevitabile chiedersi chi sia più forte tra Messi e Ronaldo. Una risposta definitiva, credo, non la si potrà mai dare. Ma un’idea su chi sia il più meritevole tra questi due immensi campioni, il più degno d’ammirazione, forse è possibile farsela. Magari ricordando ciò che Batman dice a Superman nel film del 2016 “Batman v Superman: Dawn of Justice”, durante un combattimento che non lo vede soccombere al suo antagonista: «You are not brave. Men are brave».

Di Giuseppe Pollicelli, giornalista, scrittore, poeta esperto di fumetti


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