Ronaldo capitano, era davvero un azzardo?

di Michael Crisci |

Chiellini out, Mandzukic out, Dybala, Barzagli e Khedira destinati alla panchina. Se lo scenario appena dipinto si verificasse domani sera all’Allianz, contro l’Ajax, il capitano sarà Leonardo Bonucci. Lo ha confermato Allegri in conferenza, sempre che, appunto, alla fine non decida di schierare Paulo Dybala.

La scelta di Bonucci ha le sue logiche; nonostante l’anno al Milan, il viterbese non ha perso la sua anzianità, nè la sua importanza all’interno del gruppo senatoriale. Le ultime ruggini sono state spazzate via col tempo, e con loro anche i fischi (nonostante qualcuno ancora si diletti in tale arte, nei confronti del numero 19)

Essere capitano di campo è fondamentale, molto più di quello che si pensi. La Juve che per anni si è affidata a un portiere, un capitano statico, quest’anno è tornata a sperimentare situazioni in quest’ambito, che non si verificavano dai tempi di Del Piero. Ne sa qualcosa Khedira, ad esempio, che da capitano, contro il Sassuolo, non è riuscito a evitare che Douglas Costa varcasse i limiti

Il capitano deve conoscere anche l’ambiente in cui gioca, e saperlo fare suo. Ecco perchè forse, solo per questa occasione, la fascia sarebbe potuta andare sul braccio di Cristiano Ronaldo. E’ vero che in certi casi l’anzianità pesa e che, escludendo la nazionale portoghese, con i club l’ha raramente indossata, ma in una gara come quella di domani, parte fondamentale di una Champions in cui lui per primo è chiamato a guidare il gruppo a saltare i fossi delle proprie insicurezze, l’azzardo avrebbe potuto pagare. E avrebbe potuto pagare anche in termini di marketing