L’iconico settembre di Federico Ronaldeschi

A un certo punto della scorsa stagione, prima che un fastidioso infortunio rimediato nel finale di un derby comunque marchiato a fuoco alla sua maniera ne arrestasse l’incedere, Federico Bernardeschi era arrivato a quota cinque gol e sette assist, alla media di un gol/assist ogni 82′. Numeri importanti ma che, comunque, non rendevano minimamente il tipo di impatto, emotivo prima ancora che tecnico, che l’ex Fiorentina stava riuscendo ad avere alla sua prima stagione in bianconero pur se impiegato con relativa continuità (26 presenze per complessivi 988′).

Dove eravamo rimasti…

 

Per questo che il primo scorcio 2018/2019 ci stia raccontando  di un #Berna33 uomo copertina come e più di #CR7 deve stupire relativamente, andando oltre la preoccupante involuzione tecnica e psicologica di Dybala, la forzata assenza di Douglas Costa almeno sino al termine della pausa di ottobre, l’inspiegabile (?) imprescindibilità di un Mandzukic fisicamente in difficoltà: quale che sia la situazione contingente, da titolare o a gara in corso, il ragazzo ha dimostrato l’attitudine non scontata a prendersi – magari a spallate: dettaglio che non guasta in un contesto che da sempre e non sempre a ragione predilige la forza bruta della sciabola al tocco in punta di fioretto – ciò che gli spetta.

Il gol da tre punti contro il Chievo, la prestazione di Valencia, mostruosa per qualità e quantità, la gara di Frosinone svoltata dal momento del suo ingresso in campo, sono tutte facce della stessa medaglia di imprescindibilità che, Ronaldo a parte, attualmente accomuna lui, Cancelo e Douglas Costa. Ovvero tra i pochi a non essere stati soggiogati, tecnicamente e non, dal portoghese e che, non a caso, sembrano già settati e pronti per assecondarne attitudini, abitudini, movimenti, richieste, linguaggio verbale e del corpo, mostrando anche la giusta personalità nel non scaricargli il pallone appena alza la mano e/o prendendosi la propria parte di responsabilità senza aspettare che il deus ex machina non ancora tale veda e provveda. Impensabile, al momento, credere di poter fare a meno di loro se non per cause di forza maggiore.

In occasione del 2-0 al Frosinone qualsiasi altro giocatore avrebbe passato la palla a Cristiano Ronaldo libero a centro area. Ma Federico Bernardeschi non è uno qualsiasi

 

Per uno come Cristiano (che è meno tiranno di quanto una certa narrazione artefatta lascerebbe supporre) questo conta tanto, come e più di un assist a porta vuota per fargli segnare qualche gol in più: significa avere il suo rispetto, significa investitura ufficiale a salire sulla sua arca, condividendone oneri e onori. E se uno dei due più grandi calciatori del mondo si fida di te non c’è davvero limite a quello che potrai fare, dopo quello che hai già fatto. Anche se quello che hai già fatto è stato prendersi la Juventus sul finire dell’estate che ha visto l’arrivo di Cristiano Ronaldo.