Cristiano Ronaldo, basta il nome

di Fabio Giambò |

Parliamoci chiaro, Cristiano Ronaldo è un pensiero oggettivamente stupendo, ovvio che poi ogni tifoso ha la sua personalissima chiave di lettura macchiata dalla fede calcistica, dai gusti “estetici” personali, dai pregiudizi. Tecnicamente non ci sarebbe nulla da discutere, qualcuno ne potrebbe fare una discussione di età, a chi scrive appare evidente che il discorso è prettamente economico. La Juve può permettersi il cartellino del portoghese se davvero la cifra dovesse essere non superiore ai 150 milioni di euro (al netto dei premi Champions, dei diritti ti, o qualunque altro bonus esterno, facendo due conticini rapidi, questi soldi si reperirebbero in buona parte dalle cessioni degli Audero, Mandragora, Cerri, Favilli, Sturaro, giusto per fare qualche nome, Higuain e/o Rugani per sparare due bomboni), ci sarebbero naturali (e apparenti?) difficoltà invece per l’ingaggio: come farebbe una società come quella bianconera a gestire una spesa da 30 milioni di euro annui? Anche in tal caso buona parte li recupererebbe da chi è già partito o chi andrà via eventualmente dopo, ma non si risolverebbe comunque a lunga gittata: o lui fa il buon samaritano e abbatte le pretese, o sarà necessario il forte interessamento dall’esterno. Fca, Elkann, Agnelli, Topo Gigio o chi per loro io non lo so, ma sicuramente qualcosa di incredibile dovrà eventualmente accadere. Il tutto ammesso e non concesso che non sia la più fantasiosa trovata mediatica della storia del calcio finalizzata a cosa non si sa, o che non sia l’avvio di una strepitosa operazione aziendale atta a far salire definitivamente di livello l’azienda Juve in scia dell’azienda Ronaldo.

In ambito prettamente sportivo basta farlo quel nome, Cristiano Ronaldo, per far crescere tensione e nervosismo nell’ambiente calcistico italiano, fra addetti ai lavori e tifosi poco cambia, addirittura ci sono anche Onorevoli e Presidenti di Regione che avrebbero drizzato le antenne. Si va dall’entusiasmo dei sostenitori bianconeri solo all’idea del suo arrivo al pessimismo degli stessi che non si fidano (inspiegabilmente!) di una società perfetta dal punto di vista organizzativo da quando si è insediata nella stanza dei bottoni. E poi ci sono gli altri: la Juve doveva chiudere l’affare prima per permettere alla Lega A di trattare con più furore i diritti tv, adesso non sarebbe un vantaggio per il calcio italiano perché aumenterebbe il gap fra la prima e le altre, l’Uefa dovrebbe intervenire prima del realizzarsi della trattativa perché il fpf sarebbe violato come lo sta violando il Milan, dovrebbe fare qualcosa anche il governo perché Fca non aumenta gli stipendi dei propri operai mentre darebbe una forte mano alla Juve per pagare l’ingaggio del portoghese. E menomale che c’è la Consob che alza la voce. Il festival delle stronzate e dell’ignoranza.

In ordine: perché la Juve, fra l’altro bistrattata ripetutamente dal governo Figc e dal resto del contesto pallonaro italiano, dovrebbe agire negli interessi del calcio italiano anziché intanto dei propri? Per quale motivo la Juve dovrebbe evitare acquisti di qualità se questi aumentano la propria competitività globale? Un bilancio in salute e trasparente come quello bianconero, già analizzato e rianalizzato da chi di economia ci vive, per quale motivo dovrebbe preoccupare la Uefa? Perché Fca, azienda privata, dovrebbe fare gli interessi di terzi anziché pensare ad un’operazione commerciale che fra l’altro permetterebbe anche allo stato italiano di incassare tonnellate di tasse? Sulla Consob si è detto già prima: che una società di calcio debba spiegare ad un organo del genere come funziona il mondo del giornalismo è comicità pura realizzabile solo in Italia.

Cristiano Ronaldo non è ancora arrivato, magari non arriverà, ma è servita una notizia ad inizio estate per mandare in tilt un sistema che solitamente comincia ad impazzire da marzo a maggio. In definitiva il buon CR7 ha già scritto la storia: ha spostato il confine. Di cosa lo scopriremo a breve in qualunque caso!

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