Cristian Romero: pregi, difetti e chi ci ricorda

di Juventibus |

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Con un Andrea Barzagli che saluterà a fine stagione, con la coppia Bonucci-Chiellini che avanza con l’età, e con un Rugani ancora tutto da decifrare, la Juventus ha individuato in Cristian Romero l’uomo ideale per ringiovanire il reparto arretrato. Ma precisamente chi è questo giovane difensore che ha attirato l’attenzione morbosa di Fabio Paratici?

Cristian Romero, per tutti “El Cuti”, soprannominato così dallo zio, è un difensore attualmente in forza al Genoa, considerato tra i più promettenti nel panorama calcistico mondiale. Nasce a Cordoba, in Argentina, il 27 aprile del 1998 e cresce calcisticamente nella sua squadra del cuore, il Club Atletico Belgrano. Questa estate sbarca a Genova, sponda rossoblu, ma il viaggio in Italia sembrava già essere nel suo destino. Infatti nel 2016, proprio nello stivale, Romero si fa apprezzare al torneo di Viareggio, dove diverse squadre europee iniziano ad accorgersi di lui e ad annotarsi il suo nome sul taccuino, tra queste anche l’Atletico Madrid del Cholo, che di difensori sembra intendersene.

Dopo un primo periodo di ambientamento in Italia, Juric decide di farlo esordire nella sfida più difficile, proprio in casa della Vecchia Signora il 20 ottobre scorso, e la prestazione del giovane non delude le aspettative dell’allenatore. Il talentino regala un’ottima prestazione. Oltre all’Italia, quindi, anche la Juventus riveste un ruolo importante, seppur in maniera indiretta, nella vita del giovane centrale (senza scaramanzie, accadde così anche a Sturaro e Mandragora).

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Il 20enne argentino inizia la sua carriera da terzino destro, in grado di abbinare un’ottima fase difensiva a una buona spinta. Ad oggi però il ruolo che sembra prediligere è quello di centrale. Romero ha giocato sia nella difesa a 3 come terzo di destra, che nella retroguardia a 4, occupando una delle due posizioni centrali. Il piede preferito è il destro.

Punti forti:

– Il fisico è dalla sua parte, non solo per la stazza (185cm per 80 kg), ma anche per il fatto di saper unire a ciò un’esplosività che rende il giovane un centrale moderno. La sua velocità gli permette anche di uscire alto sugli attaccanti avversari e di rimanere incollato all’uomo.

– L’anticipo è sicuramente una delle caratteristiche principali dell’ex Belgrano, il quale sa scegliere molto bene il momento in cui poter intervenire prima del diretto avversario.

– Anche i duelli aerei sembrano essere il suo pane quotidiano. Nonostante non sia un gigante, le sue doti atletiche gli consentono di sovrastare anche coloro a cui deve concedere qualcosa in termini di altezza. Emblematico è il numero dei contrasti aerei vinti a partita (2.6). Per far capire ancor di più come questo sia un vero punto di forza del genoano basta segnalare che Chiellini (2.2) e Bonucci (1.7), non proprio due novellini del ruolo, non riescano ad avere numeri migliori su questi duelli rispetto all’argentino. Questa peculiarità può risultare utile anche in fase offensiva, infatti nell’attuale stagione il 17 rossoblu ha già messo a segno, di testa, il suo primo gol italiano.

– Nonostante ci sia ancora da migliorare tecnicamente – Allegri docet – El Cuti ha buone doti, ed in fase di possesso il suo utilizzo può essere fruttuoso per far partire l’azione palla a terra sin dalle retrovie.

– Come da buon sudamericano che si rispetti, la personalità non gli manca affatto, ed infatti la parola pressione non sembra neanche esistere nel suo vocabolario.

Punti deboli:

– La concentrazione è sicuramente uno di quei fondamentali da migliorare. Durante il corso del match Romero sembra perdere la bussola per qualche istante, cosa che invece non dovrebbe mai capitare, specialmente nella Juventus. L’età sicuramente rassicura, però c’è da mettersi a lavoro sin da subito.

– La troppa foga agonistica lo induce spesso ad esasperare interventi ed anticipi anche quando non serve, collezionando così inutili cartellini, che nel corso di una stagione, e soprattutto nelle competizioni europee, posso risultare fatali. In sole 14 presenze con la maglia del Genoa El Cuti ha già messo insieme 6 cartellini gialli e uno rosso, a conferma che la “garra” c’è, ma va saputa dosare.

Il giocatore ha già dichiarato di ispirarsi al connazionale Otamendi (dal quale sicuramente ha preso spunto in termini di cartellini), ma in molti, per la sua stazza, la sua prestanza fisica e le doti tecniche, lo accostano ad un certo Raphael Varane (ma senza le lunghe leve del francese). Noi per adesso, rimanendo in casa nostra e soprattutto con i piedi ben saldi a terra, lo paragoniamo un po’ al Caceres di diversi anni fa: duttile, veloce, aggressivo e con un buon piede.

L’augurio è che però Romero possa andare ben oltre la discontinuità e gli infortuni del Pelado, imponendosi nello scacchiere bianconero nel giro di poco tempo, per diventare così una colonna portante della Juventus che verrà. Va però tenuto presente che l’argentino è stato catapultato nel calcio che conta soltanto 4 mesi fa e che quindi è possibile, e giusto, che abbia bisogno anche di un periodo di adattamento, visto il peso della maglia che andrà ad indossare. La stoffa c’è… toccherà a chi di dovere confezionare l’abito per il miglior difensore. Che sia a luglio 2019 o dodici mesi più tardi.

di Giacomo Nannetti