Romanzo Criminale Juventino

di Sandro Scarpa |

Dalle autorevoli colonne de “La Verità” (?) scopriamo che Massimiliano Allegri (ingaggio dai 7 ai 10 milioni negli ultimi 10 anni) scommette pesante e gioca al Casinò. Strano per uno che si vanta di giocare ai cavalli fin da bimbo.

La Verità ci costruisce sopra fatti loschi legati a riciclaggio e mafia (la società di betting usate da Allegri avrebbe guai in tal senso), con titoloni rilanciati dalla solita macchina del fango. La Verità – che ha avuto più interazioni in questi 2 giorni che nella sua storia- ci riprova con il prelievo di 200mila euro di CR7. Strano per uno che intasca 100 milioni l’anno.

Anche Report ci riprova. Anni fa una strombazzata indagine sulla Juve (tour in tutte le radio romaniste e napoliste) si concluse con testuali parole del conduttore “la Juventus, società sana e organizzata, non è caduta in queste trappole, ma chissà cosa sarebbe potuto accadere….”. Ora Report passa ai loschi traffici dei procuratori annunciando il suo servizio con questa frase: “Dalla J U V E N T U S  a tutte le altre…”. Preparate i pop corn.

La Juventus secondo i media sportivi e non è degna di Romanzo Criminale. Ecco la Banda della Continassa 2021-22, un’accozzaglia di criminali, trucidi e fuorilegge degna della peggiore (o migliore) storia bianconera:

Gigio “Il Mercenario” Donnarumma. Alla Juve si confermerebbe mercenario senza scrupoli che tradisce la squadra del cuore che lo ha svezzato per andare in modo criminale in un club più forte e ricco. Schiere di giornalisti lo hanno già lapidato, Costacurta (55 anni) ha già sculacciato il vile 22enne che cerca solo di essere un professionista.

Juan “Il Tuffatore” Cuadrado. Pericolo pubblico n. 1 per lo sport etico ed il fair play, per quella sportività leale che impone ad un giocatore di restare in piedi anche se colpito duro e di lasciare palla al rivale scansandosi e porgendo l’altro stinco. Dopo Inter-Juve (toh!) diventa “inallenabile” per Marocchi, uno che inganna sistematicamente l’arbitro per Ferri. E solo per un KO che ha fatto andare di traverso lo Scudetto agli interisti e ha costretto il Napoli a vincere per andare in Champions.

Giorgio “Picchiatore” Chiellini. Da capitano è la summa della criminalità bianconera: picchiatore impunito, cascatore instancabile. Al contempo macellaio e simulatore, tace quando la Juve rubba e fa il gesto del denaro se assegnano un rigore giusto al Real (“you pay!“). Nota di merito alla sua capacità di sabotare l’unico allenatore “pulito” alla Juve: Sarri. Anche in Nazionale non inganna e Bonolis nella cornice “buonista” su Rai 1 lo scopre: Chiellini si tuffa, ma ste cose solo in Italia funzionano!

Leo “Ricattatore” Bonucci. Degno compare di Chiellini: razzista (disse che Kean non doveva provocare il pubblico, proprio lui che chiede ai tifosi avversari di sciacquarsi la bocca), picchiatore (picchiò un ladro a mani nude) e una serie di malefatte che si arricchiscono con l’ultimo delitto: avrebbe minacciato o sollecitato alcuni compagni di nazionale a legarsi al suo agente pena le mancate presenze in azzurro, in piena tradizione GEA. Tanto le fa lui le convocazioni, no?

Federico “Cascatore” Chiesa. In quale altro club poteva approdare? Traditore della patria, rinnegato della culla viola in cui è cresciuto. Cascatore seriale (gli avessero dato UN rigore per le botte prese in area quest’anno!), violento e scomposto. Per tacere dello scarso impegno: richiamato da Mancini per allenamenti poco intensi. In effetti la faccia e il fisico di uno che corre e si impegna poco ce l’ha…

Miralem “Doppio Giallo” Pjanic. Il ritorno del bosniaco chiuderebbe il cerchio criminale: traditore della Magica Roma, picchiatore impunito (gli mancano almeno 5 gialli a a gara, oltre a quello Storico) e generatore di plusvalenza farlocca. Rivedere Pjanic alla Juve renderebbe più attuale il famoso “Giallo a Pjanic!” che in troppi hanno scordato dopo soli 3 anni e di cui non si parla abbastanza, finito purtroppo nel dimenticatoio grazie alla complicità di Pecoraro e della stampa serva della Juve.

Weston “Festini Clandestini” McKennie. Perfino un texano con una bella favola sportiva alle spalle e impegnato nel movimento BLM appena arrivato alla Juve si produce in atti delinquenziali come l’organizzazione di enormi festini con “decine di fuoriserie” e “donne di facili costumi” parcheggiate in doppia fila oltre a schiamazzi, alcool e la mancata osservanza di qualsiasi regola anti-Covid. Il tutto assieme ai degni compari Arthur (già reduce da disavventure nella movida di Barcellona) e Dybala. McK è il degno erede di Vidal che nel frattempo a Milano è diventato un angioletto, assieme a quel pezzo di pane di Lukaku che invece era ad una cena di beneficienza e si attardava oltre l’orario del coprifuoco solo per firmare autografi ai senzatetto.

Cristiano “Courmayeur” Ronaldo. Il fuoriclasse della criminalità anche in bianconero. Già evasore, violentatore (e corruttore di giudici e testimoni), nonché super-piscinero e simulatore, alla Juve Cristiano ha trovato l’ambiente fertile per mettere in atto un nuovo repertorio di illegalità di cui ricordiamo le ultime performance: l’abbandono dello Stadio dopo una sostituzione (eludendo l’antidoping?), il lancio a terra (?) della maglietta, la propaganda negazionista, la rottura della bolla per andare in Portogallo, prendere il Covid e rompere di nuovo la bolla (?) per tornare in aero-ambulanza, l’oltraggio al Ministro e la fuga a Courmayeur, con pool di investigatori e forze dell’ordine ancora “sulle sue tracce”.

Detto dell’allenatore Massimiliano “Riciclaggio” Allegri e sorvolando sulla maleducazione in campo e fuori di Nedved, il ruolo di boss malvagio spetta ad Andrea “Mafioso” Agnelli che in pochi anni ha “contrattato con la ‘Ndrangheta”, “coperto fatti di sangue” e “attentato allo Sport del Popolo” mentendo al padrino della figlia (Ceferin), pugnalando alle spalle alcuni amici (Marotta, Allegri, Paratici), accoppiandosi con le mogli di altri amici (Calvo),  e insultando a distanza un altro ex-amico, il povero allenatore nerazzurro Antonio Conte, anche lui redento ex-juventino che per due anni è stato martire e beato, prima di diventare di nuovo un folle mercenario.

E tutti a lottare per una Juventus che viene da decenni di ruberie, doping, truffe, corruzioni, collusioni, acquisto di arbitri, di partite, di giornalisti, di terreni comunali, di SIM svizzere, di acciaio scadente, di telecamere, di prospettive e di VAR, e poi scommessopoli, scansopoli, tunnel sotterranei, ma soprattutto crimini molto più gravi come copie di loghi a puticlub e  Juan Jesus e la cessione del nord-coreano Ahn in spregio alle regole ONU per il contrasto ai delitti contro l’umanità.

Bonus: Luis “Cocumella” Suarez. Truffatore e corruttore. Ma almeno lui non ha mai giocato alla Juve. O forse sì?