Il romanzo Champions prosegue con la serata che non ti aspetti

di Leonardo Dorini |

Dopo il Wanda ci chiedevamo cosa ci avrebbe presentato il romanzo Champions, il primo ottobre, contro i tedeschi del Bayer Leverkusen: la Champions risponde con una serata strana, compassata, di totale controllo e tranquillità. Una novità, sotto certi aspetti, con questa Juve di inizio d’anno che sta trovando la sua strada.

C’è uno Stadium silenzioso, con diversi vuoti, forse impreparato alla prima festa Champions della stagione, un po’ più svogliato del solito.

C’è un Leverkusen che parte baldanzoso, la Juve che aspetta, cerca di trovare le misure a questi palleggiatori; il telecronista ci ricorda che Bosz, l’allenatore dei tedeschi, era il coach dell’Ajax che ha lanciato De Ligt, che ora spadroneggia nella nostra area (l’anno scorso invece, ovviamente, ci segnò).

Sarri aveva molto timore di questa squadra, del suo possesso, della prestanza fisica.

Noi però, come spesso ci capitava con Allegri, malediciamo il Mister: ma come Bernardeschi? Perché in un ruolo non suo, per di più? Ma, come ci capitava con Allegri, il Mister ha ragione e noi torto. Bernardeschi la mette, e la partita è al sicuro, dopo la zampata del Pipita nel primo tempo.

Al sicuro, insomma…noi temiamo sempre “la beffa” e all’85mo Tek fa un’uscita spericolata, ma niente, è alto.

In una chat, succede una cosa ignominiosa: il nome di CR7 viene accostato a quello di Pacione. Orrore. Ma dai, lo sappiamo che Cristiano parte piano: lo vediamo un po’ appannato, sbaglia parecchio, ma poi anche lui scrive il suo nome sul cartellino dei marcatori: milionesimo gol in Champions.

Però non vorremmo più vedergli quella faccia truce, dopo il gol: una faccia che diceva “scusate, non succederà più”. O forse “che faticaccia, a volte, essere un campione”. Oppure: “dovevo fare una tripletta, altrochè storie”.

Nel dopo partita, sentiamo Cuadrado parlare di “valore aggiunto”, riferendosi alla sua evoluzione da difensore; sentiamo Sarri dire che forse i tedeschi “si sono sentiti poco bene stasera”, visti i loro dati di possesso in Bundesliga ed il fatto che invece a Torino non hanno mai inquadrato la porta.

Due gare, 4 punti, come l’Atletico. Il 22 ottobre arrivano i russi della Lokomotiv Mosca.

Ora si va a San Siro: “Aviamo un’altra vatàglia” ha detto il Pipita Higuain.