Romanzo Champions: Dougie accende l’inverno russo

di Leonardo Dorini |

Il Romanzo Champions si sposta nell’inverno di Mosca, che però presenta forse un clima più londinese che moscovita; in agosto, dopo il sorteggio, eravamo tutti preoccupati di “andare a Mosca e Leverkusen in pieno inverno”; ci siamo andati e abbiamo passato il turno, pratica archiviata.

Alla vigilia i giocatori sono andati in giacchetta a vedere il campo, non c’era poi tutto questo freddo; Sarri e Tek si presentano in conferenza stampa: il nostro portiere sembra un ingegnere polacco, coscienzioso e posato nelle risposte; il Mister esibisce la divisa sociale con giacca e cravatta e un velo di barba: rivendica dati di possesso, di baricentro, di diversità e scalpita un po’, con gesti di impazienza: pare sulla graticola, troppo lunga sta conferenza.

4-3-1-2, come ormai è consuetudine: Pjanic e Ramsey ai vertici del rombo; il Pipa vicino a Ronaldo; Rabiot. Danilo. Se non è turnover questo…

I russi picchiano all’inizio ma segniamo subito su punizione. Punizione? Beh sì, più meno, ci siamo capiti. In vantaggio al quarto minuto: che sia la volta buona della goleada? Del famoso “dominio” che Adani ci propina sempre? Ma quando mai: pareggiano al 12, il solito che aveva segnato anche a Torino, il solito vantaggio di pochi minuti: c’è da lottare, da soffrire…lo sappiamo fare, cosa vi credete?

Manca la spinta di Cuadrado, Danilo è timido, sembra abbia paura a spostarsi dalle parti dell’area avversaria: hic sunt leones, penserà. Dall’altra parte Rabiot è macchinoso, si fa vedere poco. CR7 è impreciso, stanco: va così, non c’è nulla da fare; al 45mo ne sbaglia uno piuttosto facile, poi alla ripresa spara un missile perfetto, parato.

Si fatica, il campo è pesante….è l’inverno in Russia, cosa pretendiamo? Bonucci salva sulla linea; in fondo il pareggio ci sta: saremmo ancora in perfetta media inglese.

Sarri fa i cambi: Bentancour entra bene, poi entra Douglas Costa e infine è Ronaldo che viene sostituito: una cosa mai vista, che può essere un disastro, un affronto, un caso, ma è solo una decisione sensata (Sarri in conferenza parla anche di rischio di infortunio).

A Torino coi russi bastò che Dybala si accendesse qualche minuto: qui bastano 20 secondi di Dougie, che fa 30 metri da cineteca e la risolve nel recupero; il romanzo del calcio fa dire a Repice che il brasiliano è uno “Stenmark dalla pelle ambrata”: parte dall’estrema sinistra e si beve non so quanti uomini; il Pipa lo assiste da par suo, e lui appoggia in rete; si può fare un gol del genere anche col campo pesante, al diavolo l’inverno russo, abbiamo passato il turno!

Sarri non può esimersi dal fare un sorriso quasi paterno, un pochino tronfio, in conferenza stampa, quando gli chiedono del gol: è un numero nelle sue corde, dice (vi avevo detto che sarebbe stato decisivo, pensa).

3 punti, passaggio del turno. Si va a Leverkusen col cuore leggero, si aspetta l’Atletico con l’idea di arrivare primi nel girone.

Si dimentica un po’ che la prestazione, da qualche gara, è così così: c’è da lavorare.