Roma-Juve 3-1: Una Juve svagata manca il primo match point

di Davide Rovati |

Roma-Juve era il primo match point della stagione ed è andato nel peggiore dei modi: vantaggio sul campo sprecato e vantaggio in classifica assottigliato.

Alzi la mano chi, a fine primo tempo, avrebbe immaginato di vedere una Juve così svagata e arrendevole nella ripresa. Lo splendido gol di Lemina, con Higuain altruista che scherza Fazio alle spalle, aveva messo la partita su binari perfetti. E invece da lì in poi abbiamo assistito a una serie di errori di concentrazione, come in occasione del gol del raddoppio: palla regalata su una circolazione difensiva tranquilla, marcature che saltano sul corner, addirittura due tap-in concessi a De Rossi.

Nonostante ciò, la Juve non è dispiaciuta nei primi 45′. La compagine di Allegri sembrava tutto sommato in pieno controllo della situazione. La gestione del pallone è stata buona, anche perché la Roma non ha forzato i ritmi come forse ci si poteva attendere. I migliori fin lì, con il solito Higuain, due “riserve”: Sturaro iperattivo e Asamoah mai in affanno su Salah. Il solo Cuadrado sembrava fuori dalla partita, sensazione che si è acuita col passare dei minuti culminando in qualche errore tragicomico nella ripresa.

La squadra che è rientrata in campo dopo l’intervallo ha invece concesso a una Roma non trascendentale di prendere campo e fiducia, senza mai attaccarla nel cuore della difesa, suo vero punto debole. Lichtsteiner fa fare a El Shaarawy l’unica cosa che sa fare e la deviazione di Bonucci completa l’opera. Poco dopo, il gol di Nainggolan ci taglia le gambe. Era da Genova che la Juve non usciva in maniera così clamorosa da una partita.

Allegri è corso ai ripari mettendo prima Dani Alves di Dybala: una certificazione dello status spirituale acquisito dal brasiliano in questo finale di stagione. La Roma è però brava a compattare le linee e intasare gli spazi e l’infortunio di Mandzukic, comunque calato tantissimo nel secondo tempo, ci costringe a giocare su una fascia sola gli ultimi dieci minuti, facilitando il compito dei difensori avversari. La parata finale di Szczesny sull’ultimo guizzo di Higuain certifica la serata-no di una Juve che è riuscita a perdere una partita che stava controllando con autorevolezza.

Le scelte di Allegri, in particolare nella linea difensiva, raccontano chiaramente che Roma-Juve era considerata la partita meno importante del prossimo ciclo. Certo, vincere il tricolore all’Olimpico sarebbe stato bello e simbolico, ma la Juve ha un altro trofeo da provare a vincere fra tre giorni e soprattutto altri due match point contro Crotone e Bologna. Non certo una missione impossibile, a patto di recuperare la concentrazione che nel secondo tempo è mancata.