DAI LETTORI – Robot

di Juventibus |

da Adriano Isoardi

Questa storia delle amichevoli pre­campionato dopo pochi giorni dall’inizio della preparazione complica tutto, rischio di infortuni compreso. Bei tempi quando la prima uscita era a Villar Perosa a metà agosto e l’allenatore a quel punto aveva già le idee chiare sul da farsi, giuste o sbagliate che fossero.

La TV impera, ma il buon senso latita. Poi, tutti questi quattrini in più che girano oggi a cosa portano? A pagare di più giocatori che prima costavano molto meno. I prezzi di mercato sono gonfiati dalla maggiore disponibilità economica, ma ad essi corrisponde un effettivo e proporzionale aumento della qualità dello spettacolo?

Il business televisivo è sfruttato al massimo, spesso tramite competizioni insulse e prive di significato: amichevoli, Mundialiti e Supercoppe che di super non hanno proprio niente e sono soltanto un mezzo per fare soldi. Lo sport è un’altra cosa.

Giocatori stanchi che s’infortunano più spesso e qualità delle gare spesso scadente. Questo è il risultato. Si gioca sempre, quasi tutto l’anno, tutti i giorni. Viene però a mancare l’attesa e, in un certo senso, la sacralità dell’evento, tanto subito dopo ce n’è un altro.

Si sviliscono i contenuti, si robotizza il tutto, elemento tipico dell’era attuale. La partita in sé è soffocata e governata nei tempi e nei modi da tutto ciò che le sta intorno. Gli stessi tifosi sono vittime spesso inconsapevoli di un meccanismo che li sfrutta senza concedere loro alcun diritto.

Seguendo questa strada, alla lunga si cancella il significato ludico del gioco del calcio, cioè proprio quel che serve all’animo umano. Gli animali giocano tra loro, i bambini pure ed è anche così che si raggiunge l’equilibrio interiore, fuggendo l’alienazione.

A proposito di robotizzazione. L’altro giorno ho visto tre ragazzi, più o meno sui 14 anni, seduti su una panchina. Li ho osservati per un po’: ognuno di loro trafficava col cellulare in silenzio. Non parlavano tra loro, non comunicavano. Potevano essere lì o ciascuno a casa propria, era lo stesso. Semplicemente, non erano insieme. Appunto: robot.