La rivoluzione francese del calcio

di Giacomo Scutiero |

Stavolta cominciamo andando a casa degli altri. Il campionato francese non riparte, ma una rivoluzione è in atto: il Consiglio di Stato, cui Amiens e Tolosa si sono rivolte per impugnare la retrocessione in Ligue 2 dopo la sospensione, convalida la conclusione del torneo eppure stoppa la degradazione dei due club.

Riportiamo alla memoria. Lo scorso 30 Aprile, la Ligue 1 è stata annullata cristallizzando la classifica: Paris Saint Germain campione e le retrocessioni suddette; Amiens e Tolosa non hanno accettato la decisione ed hanno cercato giustizia amministrativa, trovata.

Bisogna ridiscutere lo svolgimento della prossima stagione: Federazione e Lega sono già al lavoro per allargare la Ligue 1 a ventidue squadre; entro la fine di Giugno, il cambio di format deve essere ratificato. I club sono lieti della decisione, che rimedia in parte l’interruzione precipitosa di un mese e mezzo fa.
Il presidente Macron incontra oggi pomeriggio l’omologo della Federcalcio, Noël Le Graët: fondamentale discutere del restart sportivo sia a livello professionistico che amatoriale; la ministra dello Sport spera di organizzare in Estate le finali della coppa nazionale e della Coppa di Lega con almeno ventimila spettatori negli stadi.

Francia a parte, riparte il calcio di tutti i grandi campionati europei. Quando parliamo di Europa, non possiamo non citare l’UEFA e nella fattispecie la Champions League. Tra una settimana, il Comitato esecutivo si pronuncerà sulla massima competizione: Bild in Germania scrive del torneo 2.0, con sede portoghese e format Final Eight; nelle ultime ore, da segnalare l’auto-candidatura di Madrid come ospitante.
La vera inversione di tendenza potrebbe riguardare il pubblico, perché l’UEFA è seriamente a lavoro per accogliere una modica quantità di tifosi sugli spalti. Requisito fondamentale ed ovvio: la massima garanzia sanitaria.

Anche il governo italiano tratta il tema del pubblico allo stadio. Il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, non vuole sentire parlare di sagome e cartoni in tribuna; “Mi auguro che ad Agosto o inizio Settembre la situazione sia mutata” per riportare i tifosi dove vogliono e vogliamo.
Non soltanto il Viminale, anche il ministro dello Sport concorda con questa linea perché il calcio deve tornare ad aprire i botteghini il prima possibile.

Infine, torniamo a citare l’ottimo N’Golo Kanté: il francese del Chelsea, che manifestò il suo timore di tornare ad allenarsi in gruppo e sin qui ha svolto soltanto lavoro individuale, raggiunge i compagni per riprendere l’attività collettiva. Contenti tutti.