Juve di Allegri 3.0: La rivincita dei bimbiminkia cresciuti con Football Manager

di Juventibus |

Football Manager è il nome di una fortunata serie di videogiochi manageriali dedicati al calcio. Un tempo si chiamava Championship Manager (distribuito in Italia come ‘Scudetto’); prima ancora c’era PC Calcio e così via. La storia dei giochi manageriali è vecchia più o meno come quella dei simulatori, perché vestire i panni dell’allenatore è sogno ricorrente quasi quanto quello di indossare le scarpette.
Nel mondo del calcio reale, FM ha tanti ammiratori (fra cui un gran numero di calciatori), ma più di un detrattore. Addirittura certi tifosi vi fanno riferimento per definire una tipologia di appassionato di calcio, il cosiddetto “bimbominkia cresciuto con FM”, e cioè un soggetto che vive in un mondo parallelo distantissimo dalle logiche del calcio reale.

Non è dato sapere se chi vi fa ricorso sia mai entrato in uno spogliatoio o abbia mai calpestato un campo da calcio, ma concentriamoci sulle presunte caratteristiche dell’allenatore virtuale cresciuto con FM. In ordine sparso di importanza, egli:

– giudica i calciatori solo in base al loro tasso tecnico;
– trascura completamente la fase difensiva quando parla di calcio;
– predilige i calciatori giovani e ignora il valore dell’esperienza;
– promuove l’uso della statistica nel calcio.

Ebbene, abbiamo pensato di scrivere questo articolo per raccontarvi come l’ultimo mese sia stato meraviglioso per noi juventini “bimbiminkia cresciuti con FM”.

C’è da dire che Max Allegri ce lo doveva: ci ha fatto soffrire parecchio. Abbiamo dovuto sopportare un anno abbondante di assurda alternanza Evra-Sandro, con il francese preferito in tutte le grandi partite e addirittura premiato con un prolungamento di contratto: noi che nelle nostre carriere virtuali lo abbiamo svincolato alla prima occasione utile! Abbiamo persino dovuto tapparci gli occhi di fronte a Pogba falso esterno, a zompettare lungo l’out di sinistra, mai nel cuore del gioco. Abbiamo assistito con lacrimoni isterici alla dipartita di Morata, forse il giocatore più “da Football Manager” di tutti, giovane, acerbo, incostante ma bellissimo di notte e capace di colpi da fuoriclasse assoluto.

Però da gennaio è cambiato qualcosa. Momblano annuncia, tra il serio e il faceto, una specie di 4-2-3-1 (o 4-4-2, boh) in cui di colpo si materializzano quasi tutti i principi di cui noi “bimbiminkia” discutiamo da mesi. La difesa a 4, senza timore di schierare due terzini propositivi. La coppia di centrocampo, una sorta di hic sunt leones nell’esperienza da allenatore di Allegri, che tutti indicavamo come soluzione più adeguata per questa rosa. Soprattutto, la presenza contemporanea di Sandro, Pjanic, Cuadrado, Dybala e Higuain, i giocatori più tecnici della squadra, quelli che se li schieri insieme poi #simachidifende?

All’annuncio di Momblano, le reazioni di “quelli là” sono prevedibili: questa squadra non la vedremmo manco a Football Manager. Come dar loro torto, visti i precedenti? Noi, titubanti, segniamo e aspettiamo. Poi, alla lettura delle formazioni, gongoliamo.
Dalle pagine di questo sito, qualcuno ci avvisa: questa formazione offensiva è uno spettacolo da circo di cui “ovviamente non ci saranno repliche”. Invece: prima Juve-Milan di Coppa Italia e poi Sassuolo-Juve, la storia si ripete, uguale identica. Cambiano solo gli interpreti in difesa. Altre due vittorie, tra cui la prima trasferta davvero autorevole della stagione. Forse Allegri sta tirando il collo alla squadra, è una fase in cui è necessario, si dice. Noi segniamo e gongoliamo e iniziamo a chiederci: “Max, quando esci da Football Manager?

Ma il buon Max ci ha preso gusto e anche noi ci divertiamo a vedere le evoluzioni di chi fino a dieci giorni prima non riusciva a vedere oltre allo status quo, che fosse 3-5-2 o 4-3-1-2, e adesso fa i salti mortali per spiegarci che questo nuovo modulo è il migliore dei moduli possibili.

Il bello è che per noi non lo è – non ancora. Ci sentiamo dare degli isterici, degli anti-allegriani cronici, perché adesso che abbiamo finalmente due uomini per fascia chiediamo che su quelle corsie laterali venga messa in campo la qualità che lasciamo in panchina, apparentemente fuori dal progetto. Ci preoccupiamo per Pjaca, che tornato dall’infortunio gioca persino meno (e peggio) di prima; ci meravigliamo per Dani Alves, un fuoriclasse ridotto a riserva di un (ex) fuori lista. Anche se quest’ultima scelta siamo convinti essere solo temporanea e dovuta ai mesi passati fuori a causa dell’infortunio subito.

Ora forse avrete capito perché mercoledì sera, al minuto 72 e al minuto 74, noi abbiamo goduto anche un pochino più degli altri. Quei gol liberatori, per la Juve e per i due ragazzi subentrati, sono stati il coronamento di un mese in cui il campo ci ha dato ragione su tutto.

Ed ecco che “quelli là”, i compagni di tifo rancorosi, quelli col tweet sarcastico su Alves pronto in bozze, da tirar fuori al primo passaggio sbagliato, quelli per cui Piazza è un giovanotto da rimandare a settembre, corrono sui social e sui blog nel post-partita a spiegarci che come al solito noi bimbiminkia cresciuti con FM non avevamo capito niente. E sono talmente impegnati a celebrare la vittoria di Allegri da non rendersi conto che questa Juve propositiva, autorevole, dominante, a trazione anteriore è esattamente ciò che noi chiedevamo dall’inizio della stagione, quando loro ci rispondevano “non siamo su Football Manager”. Assistere e sorridere è stata l’ennesima goduria. Speriamo non l’ultima.

 

di Lazar Perović (@LazarPerovic91) e Davide Rovati (@friedgorgo)