DAI LETTORI – Ritorno alla gloria, ovvero Vratislav Gresko

di Juventibus |

Sappiamo tutti cosa accadde il 5 maggio. Morì Napoleone Bonaparte. E l’Inter di Ronaldo e Cuper. Artefici dei, presunti, omicidi, rispettivamente: Hudson Lowe e Vratisalv Gresko.

I punti in comune tra i due sono molteplici. Entrambi hanno avuto a che fare con un Imperatore. Lowe è passato alla storia come carceriere di Napoleone. Gresko è stato compagno, seppur per pochi mesi, di un altro, più prosaico, Imperatore: Adriano Leite Ribeiro. Entrambi sono stati accusati, ingiustamente, di omicidio. Il primo, generale britannico sotto il regno di Giorgio IV, sarebbe stato il responsabile dell’avvelenamento da arsenico dell’ex Imperatore francese. Il secondo, terzino sinistro degno erede dei Pistone e dei Centofanti, sarebbe stato il giustiziere dell’Inter sotto il regno di Hector Cuper.

In realtà sia la morte di Napoleone che quella dell’Inter di Cuper sono da ascrivere ad altre cause. L’ex Imperatore francese in esilio morì stroncato da un tumore allo stomaco. Per i nerazzurri si trattò di suicidio di massa. Ma se Lowe, con cui la storia non fu certamente clemente, può essere accusato di violenza privata, il buon Vratisalv può essere a ragione accusato di istigazione al suicidio.

Solo un attimo, un piccolo pensiero. Perché se è vero, come è vero, che chi vince scrive la storia, considerando il fatto che spesso e volentieri, per noi, e malvolentieri, per gli altri, vinciamo noi, credo sia giusto riscrivere la storia di questo ragazzo di Tajov, un piccolo comune al centro della Slovacchia. E allora, in breve, riscriviamola la storia di Vratislav. Il suo nome, dallo slavo, vortiti (ritorno) e slav (gloria), significa ritorno alla gloria. L’Alessandro de “Il cinque maggio” si chiese se per Napoleone “Fu vera gloria?” e lasciò ai posteri l’ardua sentenza. L’Alessandro del 5 Maggio, sentenziò, col 2 a 0 ad Udine e l’aiuto di Vratislav (nomen omen) che gloria vera fu. Il 5 Maggio 2002, dopo un paio di stagioni caratterizzate dal Vento del Centro, fu Vratislav, fu ritorno alla gloria.

di Andrea Favarin