La nuova Juve di Pirlo, ritorno al passato o continua evoluzione?

di Juventibus |

Di Giordano Straffellini (Zizulandia)

Dall’uscita di scena di Max Allegri, passando per la Juve di Sarri a quella delle prime giornate di Pirlo, la sensazione che dava la Juventus da un punto di vista difensivo era quella di Fragilità. Dopo inizi di buon gioco, primi minuti affrontati con attenzione, le partite scivolavano sempre verso un generale affanno, condito da numerose occasioni per gli avversari, che spesso riuscivano ad impattare se non addirittura a ribaltare il risultato. Dopo la partita di campionato con l’Inter, e la giusta sconfitta, qualcosa sembra essere cambiato. Il rientro di Chiellini, sicuramente importante, non può da solo aver contribuito ad un filotto di 6 partite con 14 gol segnati e solo 1 subito. Pirlo, nel suo continuo progredire da allenatore, sembra aver ridato a questa squadra la giusta dose di umiltà e spirito di sacrificio che l’anno scorso, e nella prima fase di stagione, sembravano smarrite.

Emblematiche le ultime interviste di Bonucci, Arthur e dello stesso Pirlo dopo la partita con la Roma, tutti in coro a parlare di un ritrovato spirito si sacrificio e di una ritrovata umiltà. Ecco allora stampa e tifosi pronti alla critica, a rivangare quell’Allegrismo da cui la Juventus voleva staccarsi a favore di un gioco più dominante e più Europeo. La domanda che ci poniamo allora è questa la Juve sta tornando indietro? Sembra proprio di no, anzi, si sta sempre più proiettando verso la sua versione futura. Ancora una volta Pirlo stupisce, mai dogmatico, mai presuntuoso, continua ad aggiungere upgrade a questa squadra, con gli impegni ravvicinati che speriamo il più a lungo possibile accompagneranno la Juve 20/21 il mister si è reso conto che in alcune partite, esempio Roma, non è fisicamente possibile mantenere ritmi alti di gioco e possesso perché estremamente rischioso conto una squadra che, con qualità tecnica e possesso, ti può infilare molto facilmente.

Il secondo tempo contro l’Inter nella semifinale d’andata di Coppa Italia, invece, dopo un primo dominato per gioco e possesso, ci fanno capire come questa squadra inizi a leggere le varie fasi della partita, e capisca quando è il momento di attaccare e quando difendersi all’interno dello stesso match. Ritorno al passato quindi? Assolutamente no, anzi, importante proiezione verso la completezza della Juve del futuro le idee di Pirlo sono chiare, e verranno applicate tutte le volte che la squadra fisicamente e mentalmente sarà in grado di supportare il gioco ma, a differenza di quanto successo con la Juve di Sarri, non ci saranno dogmi tattici imprescindibili, non lo permette la qualità tattica generale del campionato, né la serie di impegni ravvicinati. Il campionato è molto lungo, la rincorsa difficile e dispendiosa, ma il lavoro di staff e società sta dando i primi frutti, la Juve ha ritrovato il suo DNA, la voglia di soffrire, sa quando può far male e quando deve difendersi.

Inoltre, quello che fa ben sperare per il futuro, è che questa evoluzione è arrivata passando attraverso l’inserimento di giocatori nuovi e giovani, che stabilmente fanno parte della rosa. Le critiche che piovono dall’esterno non fanno paura mentre, una risposta di Pirlo ad una domanda tendenziosa, guarda caso di un giornalista Rai in conferenza stampa post partita, che di seguito riportiamo fanno capire che il vento sta cambiando: ”da tante parti si legge e si sente vittoria in stile Allegri lei cosa ne pensa?” ” Si si, vittoria in stile Allegri, vittoria in stile Sarri va benissimo l’importante è vincere”…la squadra si è evoluta, il DNA ritrovato comincia una nuova fase per la Juventus, una nuova fase con il Maestro al timone.


JUVENTIBUS LIVE