#ASKJVTB – Rischi risarcitori della Juventus

di Francesco Andrianopoli |

“Concretamente, quali sono i rischi sotto il profilo risarcitorio che riguardano il club alla luce del capolinea cui pare giunta la vicenda processuale del Direttore Moggi? In particolare, la società potrà essere chiamata a rispondere solidalmente ai sensi delle previsioni della l. 231/01 degli asseriti danni causati dal Direttore Moggi con le condotte oggetto del processo penale di Napoli, il cui risarcimento è reclamato da vari (e svariati) soggetti?”

 

Pensare di poter dare una risposta esauriente in poche righe a questa domanda sarebbe veramente presuntuoso: se mai arriverà, la risposta seguirà a vicende giudiziarie in cui verranno scritte migliaia di pagine da numerosi avvocati, che per scrivere quelle pagine chiederanno parcelle a cinque, se non sei, zeri; il massimo che si può fare in questa sede è fornire un quadro d’insieme, una rapida infarinatura degli elementi essenziali che caratterizzeranno il giudizio.

In primo luogo, la sentenza della Cassazione non è direttamente azionabile contro la Juve, che non era più parte di quel processo nel momento in cui è stata pronunciata: le severe censure della Suprema Corte sono quindi quel che si dice in termini tecnici un “obiter dictum”, una opinione non vincolante.

In secondo luogo, neppure la c.d. “Legge 231” sulla responsabilità degli enti per i reati dei loro dirigenti e preposti è agevolmente applicabile al caso in questione: L’art. 5 D.lvo 231/01, come criterio di imputazione oggettiva del reato all’ente, impone non solo che il reato sia riconducibile ad un soggetto apicale o subordinato dell’ente, ma altresì che sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso, che non ne risponde se l’autore del reato ha agito “nell’interesse proprio o di terzi”: in questo caso, come sappiamo, sostenere che le condotte di Moggi siano state condotte rigorosamente a favore degli interessi della Juventus, piuttosto che dei propri, è tutto da dimostrare.

Il primo scoglio che chiunque voglia ottenere una risarcimento dalla Juve deve superare, quindi, sta nel riuscire a configurare una sua responsabilità, diretta, oggettiva oppure omissiva; ma questo è solo l’inizio, la parte facile.

Il vero ostacolo è dimostrare la precisa entità dei danni subiti, e il c.d. nesso eziologico tra la responsabilità e tali danni: a livello penale determinati comportamenti vengono puniti a prescindere dal danno che generano, per il solo disvalore sociale che comportano; in ambito civile, invece, anche il comportamento più abietto e riprovevole non conduce ad alcun risarcimento, se non si prova che ha determinato un vero e proprio pregiudizio al presunto danneggiato.

Questa è la parte veramente complicata: dimostrare che i danni lamentati (ad esempio una retrocessione) sono stati conseguenza IMMEDIATA E DIRETTA dei comportamenti di Moggi E della responsabilità della Juve; una questione che nel processo penale è stata appena sfiorata, non essendo particolarmente rilevante, ma che in sede civile dovrà essere sviscerata da cima a fondo.

Concludendo questa rapida e schematica infarinatura, ottenere anche solo un centesimo dalla Juve non sarà impossibile, ma potrà arrivare soltanto all’esito di una guerra di logoramento, di trincea, dall’esito tutt’altro che scontato.