Vincere e spegnere il «ronzio» degli altri

di Mauro Bortone |

Una prova di forza: la Juve a Sassuolo è chiamata a dare un segnale in chiave scudetto per spegnere i mugugni della tifoseria bianconera in ansia dopo la sconfitta col Milan e il pari sofferto con l’Atalanta di Gasperini.

Una vittoria spegnerebbe le speranze riaccese degli anti-juventini che, dinanzi ai balbettii dell’undici di Sarri, sognano il clamoroso capitombolo della prima della classe. Perché si sa, il campionato è bello, di «livello», solo se lo perde la Juve.

Per mesi, il mantra è stato la «formula scudetto dell’Inter di Conte» poi sostituito dalla «rincorsa scudetto della Lazio di Inzaghi», sino alle attenzioni come nuova pretendente al titolo della splendida Atalanta dei record. Uno scenario ipotizzato prima della sfida di Torino da Marco Bucciantini dagli studi Sky, dando inconsciamente per scontato che la Juve nelle prossime sei gare ne perda almeno tre (avendo tra l’altro nei confronti della Dea, in caso di pari punti, il vantaggio degli scontri diretti che le darebbero un ulteriore vantaggio).

Viene il sospetto che, se da un lato si vogliano evidenziare i numeri straordinari della banda del Gasp, in altri, i gufi di turno affidino alla Dea le attese del fragoroso tonfo bianconero per gioire delle sconfitte altrui non potendo godere di gioie proprie. Del resto, dopo il successo col Toro anche l’Inter è ritornata «da scudetto».

Con 18 punti a disposizione per Juve, Lazio, Inter e 15 per l’Atalanta, le quote massime da poter raggiungere a punteggio pieno sono 94 (Juve), 86 (Lazio e Inter), 85 (Atalanta): ai bianconeri servono dunque 11 punti in sei gare.

Gasperini alla domanda sulle possibilità di titolo per la Dea aveva risposto che «lo scudetto non deve ronzare in testa» ai suoi giocatori perché è «nelle mani della Juve». Sotto sotto, però, un pensiero, soprattutto dopo la prestazione allo Stadium, forse lo sta cullando anche lui.

Per questo, la sfida col Sassuolo in grande spolvero di De Zerbi può essere un match point «motivazionale» (dopo due giri a vuoto) per rimbalzare i sogni di gloria degli altri. E perché se quel «ronzio» sta trovando spazio nelle menti di chi insegue, la Juve ha l’obbligo di smorzarlo prima che diventi rumore.