5 punti da chiarire sul rinnovo dello sponsor Jeep

di Leonardo Dorini |

Le voci su un rinnovo contrattuale per lo sponsor di maglia della Juventus animano queste giornate di sosta dal campionato ed anche l’andamento del titolo bianconero in Borsa, che negli ultimi 3 mesi fatica a trovare una direzione, pur rimanendo a livelli non lontani dai massimi: la Borsa valorizza tuttora il Club della Continassa circa 1,5 miliardi di Euro (qui di seguito il grafico dell’andamento degli ultimi 3 mesi tratto da Borsaitaliana.it).

Naturalmente, la notizia ha anche dato la stura a stucchevoli polemiche su fantasiose tesi, lette soprattutto sui social, per cui “la Fiat salva il Bilancio della Juve”, “la Juve negozia gli importi delle sponsorizzazioni con se stessa”, “la Juve fa una cosa illegale”, e via fantasticando.

Proviamo allora, se possibile, a mettere qualche punto fermo:

Primo: Il contratto con Jeep, in scadenza nel 2021, ha come noto un valore annuo di 17 milioni (che può salire sotto certe condizioni a 20): si tratta di un importo fra i maggiori (insieme a Milan e Sassuolo) in Serie A, ma molto inferiore a quelli che sono gli importi dei top Club Europei, che arrivano a ben altre cifre: le top 6 inglesi ad esempio (le 3 londinesi, le 2 di Manchester ed il Liverpool) viaggiano fra i 35 ed i 64 milioni di sterline (fonte).

Secondo: se la Juve è classificabile stabilmente fra le prime 10 squadre europee per fatturato e, secondo talune altre classificazioni (ad es. per i followers sui social), anche nelle prime 5, un rinnovo a 50 milioni annui sarebbe del tutto giustificato (ed anzi da qualche tempo atteso).

Terzo: La Juventus non sta trattando “con se stessa”: FCA, proprietaria del marchio Jeep, e Juventus sono due società quotate (entrambe al mercato di Milano, FCA anche a New York): la Juventus è senza dubbio controllata da Exor (che ne possiede il 63,8%) mentre la quota di Exor in FCA è pari al 29%; in entrambe le compagini azionarie appaiono qualificati fondi di investimento, per quote anche rilevanti, che certamente non mancano di verificare l’operato degli amministratori sotto tutti gli aspetti.

Quarto: a quest’ultimo proposito, anche se Andrea Agnelli, presidente di Juventus, appare nel Consiglio di Amministrazione di FCA come amministratore non esecutivo, i Consigli di Amministrazione delle due Società sono pienamente autonomi ed indipendenti e in caso di operazioni con parti correlate, come sarebbe senza dubbio questa, altrettanto certamente le decisioni saranno corredate di necessari pareri di congruità dei valori coinvolti: e, come detto sopra, è unanime il giudizio secondo il quale questa operazione, se fosse confermata nei valori, sarebbe a valori di mercato, senza alcuna forzatura.

Quinto: con riferimento alle frequenti illazioni per cui si starebbe “salvando” il bilancio Juventus, beh, se proprio FCA avesse voluto “salvare” qualcosa, avrebbe dovuto, magari anni fa, stipulare un contratto a 50 milioni per una sponsorizzazione che ne valeva di meno, e non, al contrario, come è successo, attendere gli investimenti del Club della Continassa, verificare l’incremento di notorietà conseguente, e, solo dopo, contrattare un nuovo importo (come peraltro ha fatto Adidas come sponsor tecnico).

Quindi ci pare tutto nella norma, e allora ben venga il rinnovo, che potrebbe portare a oltre 100 milioni il valore degli sponsors di maglia e tecnico, in attesa di piazzare le altre sponsorizzazioni possibili (retro e manica).


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