Il rinnovo di Cuadrado sarebbe un torto a Cuadrado

di Massimiliano Cassano |

Juan Cuadrado ha 32 anni, di cui gli ultimi cinque spesi ad arare la fascia destra con la maglia della Juventus. In questa stagione ha fornito otto assist, di cui cinque in Champions (su altrettante partite giocate) e tre in campionato. Ha giocato 14 partite, quasi tutte da titolare. Purtroppo non ha ancora segnato, e l’espulsione contro la Fiorentina non è stata sicuramente un pezzo di bravura; poco male visto che sta vivendo una delle sue stagioni migliori in bianconero. Ma soprattutto, ripetiamolo, Juan Cuadrado ha 32 anni, e un contratto in scadenza nel 2022. Rinnovato, meritatamente, poco più di un anno fa.

Cuadrado fa l’esterno: di centrocampo, di difesa, oppure l’ala. Un ruolo in cui la brillantezza è tutto, ed è proprio la sua esplosività ad aver fatto la sua fortuna (e quella della Juventus) negli ultimi anni. Saltare l’uomo per lui è un attimo, con quello scavino che fa con il destro per portarsi il pallone sull’esterno e bruciare in velocità i difensori avversari. La precisione nel cross gli sta consentendo di servire i compagni sempre più in zona gol, e si sta traducendo materialmente in punti, vitali, per la Vecchia Signora. Questo per dire che bisogna soltanto essere grati a Juan Cuadrado, uno dei pochi del vecchio ciclo della Juventus di Cardiff ad aver attraversato tutte le fasi seguenti (l’ultimo Allegri, Sarri, ora Pirlo) senza mai perdere entusiasmo e voglia di stupire ogni volta. Ha indossato la fascia di capitano. Non è logoro, Cuadrado, e merita di non diventarlo.

Anche così gli si dimostra gratitudine, non rinnovandogli ulteriormente un contratto che per il momento lo vedrebbe andare in scadenza a 34 anni, ma che lo porterebbe a vestire bianconero fino a 36, nel 2024. Ce lo vedete Juan Cuadrado a 36 anni? Esperimenti in tal senso ne sono stati fatti, e sono risultati spesso in un fallimento: si pensi a Barzagli e Chiellini, arrivati all’ultimo anno senza energie e falcidiati da continui infortuni. L’affetto immenso che il popolo bianconero nutre per queste bandiere (sì, Cuadrado è a tutti gli effetti una bandiera della Juventus) resta intatto, e proprio per questo motivo aumenta il senso di amaro in bocca nel vedere un proprio beniamino chiudere la carriera con la squadra per la quale ha dato tutto in un modo stanco, trascinato, fine a se stesso.

No, per favore, a Cuadrado evitiamo questo declino. Godiamoci le sue sgroppate, i suoi assist, i suoi balletti e il suo sorriso irriverente dopo una finta riuscita o un fallo conquistato. Godiamocelo finché sarà in grado di farlo, e poi salutiamolo come merita. Nel pieno delle sue forze, subito dopo un dribbling, un istante dopo quel solito, imprendibile scavino. Facciamolo per Juan.


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