Rimpianti sì, revisionismo no

di Francesco Andrianopoli |

Ieri notte, come credo quasi tutti voi, non ho praticamente chiuso occhio.

Non riuscivo a non pensare all’errore di Lichtsteiner, che sul 2-2, anzichè spaccare la porta, appoggia debole nell’angolo, o a Evra, che anziché spazzare in tribuna prova a passare palla al piede in mezzo a due avversari, o a Sturaro che a porta vuota nell’area piccola spara alto di 5 metri, e così via.

Rimpianti che resteranno nella nostra storia di tifosi, che ci porteremo dietro per sempre: ma questo non deve condurci a sminuire il valore della prestazione della squadra, dell’allenatore, e se mi permettete anche dell’avversario; quello sarebbe revisionismo, sarebbe preferire le opinioni a caldo e i pregiudizi personali davanti alla realtà storica, ed è un comportamento che non mi piace.

Innanzitutto non mi piace il revisionismo sull’arbitraggio: non l’abbiamo persa per colpa dell’arbitro, non solo perché l’unico evidente errore della terna ci ha privato di uno 0-2 che poco dopo abbiamo comunque raggiunto, ma soprattutto per le mie regole di vita in materia di arbitraggio (che non starò qui a ripetervi: se volete le trovate negli archivi del sito).

Non mi piace il revisionismo su Allegri: è vero che le sostituzioni sono state inutili e forse dannose (in particolare un giocatore come Mandzo ci ha fatto abbassare radicalmente il nostro baricentro, e benché Morata fosse palesemente stanco e da sostituire, forse sarebbe stato meglio usare Zaza, giocatore verticale e contropiedista), d’altra parte non si può dare la colpa ad allegri per aver “rovinato” lo 0-2, senza prima riconoscergli enormi meriti per aver ideato la geniale quanto inattesa disposizione tattica che gli ha permesso di portarsi sullo 0-2 in casa dei bavaresi, dominandoli per 45 minuti, cosa che nessuno ha mai fatto a casa loro negli ultimi anni.

Non mi piace il revisionismo su Evra, trattato da brocco o da cretino per quello che è e resterà per sempre un errore grave e decisivo, ma che è anche ampiamente scusabile se si considera la prestazione per il resto eroica del francese, che finché il fiato lo ha sorretto ha giocato praticamente da terzo difensore centrale, senza lasciare mai passare nessuno dei fenomeni avversari dalla sua parte.

Non accetto il revisionismo sugli avversari: ho letto e sentito lazzi e cachinni nei confronti di Neuer e Alaba per gli errori commessi in occasione dei due gol della Juve: anche se si tratta dei due migliori interpreti del mondo dei rispettivi ruoli, non si può pretendere che non sbaglino mai, e peraltro all’interno della stessa partita hanno salvato il risultato con interventi miracolosi almeno tre volte Neuer e una (scivolata su Morata che calcia a colpo sicuro nell’area piccola) Alaba.

Non mi piace il revisionismo sul Bayern e su Guardiola: nel primo tempo si sono fatti sorprendere come non gli capita quasi mai, è verissimo; ma nel secondo hanno sfoderato una prestazione mostruosa, soffocando la Juve e giocando per un intero tempo a ritmi forsennati, ma anche con una precisione e lucidità impressionante.

Non mi piacciono, infine, le critiche alla gestione della rosa, e le vedove di Vidal e Coman: sono due grandi giocatori, e hanno giocato entrambi una straordinaria partita, ma non sono stati cacciati o svenduti; sono stati richiesti dal Bayern, valutati dal Bayern una cifra astronomica, più alta di quanto la Juve abbia mai sborsato per un suo acquisto dai tempi di Buffon, Thuram e Nedved (con l’eccezione di Dybala), e soprattutto hanno voluto andarsene.

Un conto è ammirare un campione e applaudirne le giocate, anche quando te le fa da avversario: ben altra cosa è dare giudizi umorali e basati unicamente sul senno di poi.