Se rigiocassimo questo Juve-Milan

di Juventibus |

Di Daniele Severini

 

Facciamo finta che non è successo nulla. Venerdì sera, ore 20.30: la partita non è ancora cominciata. Quindi niente paura: sedete comodi, birra e patatine, perché la rigiochiamo insieme ora. Voi fate il Milan, io la Juventus. Nessun problema. J-Stadium di Torino, per essere precisi.

(Ma è un dettaglio – sembra strano dirlo – piuttosto irrilevante. Sì, avete letto bene, ho scritto proprio “irrilevante”. Da brivido, no?)

 

Vi chiedo solo di giocare bene. Sul serio, intendo con la massima onestà. Perché nel gioco, si sa, tutto è possibile: e allora noi faremo in modo che tutto vada al rovescio, come in un libro di Gianni Rodari se volete. Siete pronti? Partiamo.

E chi se lo immaginava? Ti aspetti la Juve, invece qui gioca solo il Milan. Rigenerato, pimpante, aggressivo ma soprattutto pericoloso davanti. Neanche 10 minuti, e Deulofeu parte in slalom, semina avversari e all’ultimo dribbling secco dentro l’area cade, toccato da Bonucci. Live però è un attimo, non si capisce: ma l’ha preso o si è tuffato?

–  Rigore! (fate Voi)

–  Simulazione… (probabilmente Io)

Ahimè, il replay mostra il contatto.

–  Ecco, e uno! Ti pareva?! Ma quando te lo danno il rigore allo Stadium… (siete Voi – ometto imprecazioni varie).

 

Però il Milan non si ferma, e continua ad attaccare. Buffon inizia a snocciolare parate, una dopo l’altra.

– Che portierone che abbiam….! (faccio Io)

Ma non finisco nemmeno la frase che il Milan ha già segnato. Romagnoli. Difensore. Dimenticato in area da qualcuno. E tenuto in gioco proprio sul filo dalle gambe di Asamoah.

– Azz… Non potevamo durare così… (ci sono solo Io. Voi siete già sul balcone a festeggiare…)

 

Si riparte, ma l’aria non cambia. Il Milan stasera è dominante. Non concede un tiro in porta. Almeno fino allo scadere del tempo. Quando Dybala parte in verticale dalla propria metà campo, ne salta uno, due, poi tocca piano per l’accorrente Higuain che di puntina fulmina Donnarumma. – Incredibile oh… l’unico tiro nello specchio! (questi siete Voi. Io sono già ammutolito dall’instant replay)

–  …….ahhh eccolo lì, ti pareva… fuorigioco pure!!! Che schifo

–  (Resto in silenzio. Mi pare la cosa migliore. Poi però ho un timido slancio di ardore)

–  Si però dai, è impossibile!… Stanno correndo tutti… Eh come fa il guardalinee… Solo il computer… Eccolo guarda è pure in ritardo sull’azione…

–  Che schifo. (pausa lunga) Prima il rigore, poi il goal in fuorigioco. Fate veramente schifo. (Silenzio di tomba. A questo punto da parte di entrambi.)

 

[N.d.R. Sto cercando di giocare seriamente. Ditemi se ho esagerato… Faccio il possibile. Se siete d’accordo, riprendiamo.]

Secondo tempo. Si riparte ma non cambia molto. Il copione resta quello.

Poi la Juve deve avere uno scatto di orgoglio, perché accenna qualche ripartenza e in dieci minuti si rende pericolosa davanti.

– Dai che sono stanchi! Con tutto quello che hanno corso… Vai che la ribaltiamo!… (è la verità: Io mi sto caricando) Un retropassaggio sciagurato per poco non la premia. La Juventus è dura sui contrasti, cresce a folate, sembra averne di più.

 

Sembra. Anzi, sembrava. Con il passare dei minuti la garra non basta, e non produce più occasioni. Che ritornano invece, puntuali, dai piedi rossoneri. Una. Due.Tre volte. Buffon è strepitoso. Il palo lo aiuta. Ma inesorabile comincia una sorta di assedio. Bacca, Deulofeu, Kucka sbucano a turno davanti al portierone, che li ipnotizza in modo incredibile. Dai riflessi, il diciottenne vero sembra lui.

(dialoghi articolati non ci sono più: Voi siete in piedi da un po’, mugolate e non credete a ciò che vedete… Io zitto stritolo il cuscino che ho in mano augurandomi che l’agonia finisca al più presto…)

Recupero. E’ quasi fatta. Una scivolata di Kedira ed è rosso per somma di ammonizioni. Ci sta tutto. Manca veramente poco. Poco, ma tanto. Troppo… Buffon salva in tuffo una palla che era già dentro.

–  Ma non è possibileee! (ci siete solo Voi, lì in piedi davanti alla TV) Poi la deviazione, palla larga ancora in gioco, De Sciglio in area in percussione, il cross, Lichtsteiner lì davanti la tocca col braccio e… 94:18 (min:sec) L’ora X. Il fattaccio. Ci fermiamo qui.

Ora però scegliete Voi. Ditemi dove volete andare. Quale gioco giocare. Quello di ciò che è stato, o di ciò che sarebbe dovuto essere. Ci sono due finali, come in quelle storie di Topolino: se l’arbitro fischia, vai a pagina x – se l’arbitro non fischia, continuate a leggere.

Un bel respiro (…) Via.

L’arbitro non ha fischiato. La ragione è poco importante. Perché non ha visto. Perché ha giudicato il tocco involontario. Perché il movimento del braccio era congruo. Perché la distanza è ridotta. Perché il tempo è scaduto, o quasi scaduto. Insomma, per uno qualunque (anche più di uno) dei motivi per i quali non avrebbe mai dovuto fischiare, a detta dell’intero universo tifoso non-juventino del post-partita (ho fatto un riassunto delle ragioni: spero di non aver dimenticato nulla). Forse soltanto perché ha la sensazione a pelle che sia giusto così. E dunque fa quello che a detta di tutti andava fatto. Non fischia. O meglio, fischia la fine un istante dopo che Bonucci ha spazzato il pallone lontano dall’area, mandando tutti negli spogliatoi: 94 min 25 sec esatti.

Ma negli spogliatoi non va nessuno. Perché si accende una mischia e un parapiglia che non si era mai visto sull’erba dello Stadium. Giocatori, panchine, dirigenti, accompagnatori. Una bolgia. E gli arbitri che scappano di corsa nel tunnel, mentre il pubblico sugli spalti un po’ applaude (la decisione arbitrale), un po’ fischia (le sceneggiate milaniste), di sicuro tira un enorme sospiro di sollievo per un pareggio strappato coi denti (e non vado oltre).

Il giorno dopo. (Azzardo, cercando di non esagerare nelle conclusioni) Lasciando da parte i tifosi, l’analisi dei principali quotidiani sportivi è lucida quanto impietosa:

1) Juventus surclassata sul piano delle occasioni da goal;

2) Buffon superlativo, di gran lunga il migliore in campo;

3) Due episodi incontestabili contro il Milan: – rigore su Deulofeou dopo pochi minuti (0-0) – pareggio in fuorigioco (errore scusabile per via della difficoltà della chiamata, ma pur sempre errore)

4) Mani al ’94: episodio molto dubbio, in cui Massa conferma il non-decisionismo precedente. Sotto la pressione dello Stadium, non ha il coraggio di concedere al Milan ciò che sarebbe stato giusto per quanto visto sul campo e per i torti subiti. Voto finale: 3

Le conseguenze le lasco tirare a voi. Grida allo scandalo. Campionato falsato. Intervenga la Lega e chiudiamolo qui. (E lasciatemi un attimo galoppare – ma neppure troppo: Basta, schieriamo tutti la Primavera. Sindaci col lutto al braccio. Interpellanze parlamentari. Sfiducia al Governo?)

Ma per fortuna, siamo in tempo per riparare. Il gioco è nostro, possiamo sempre tornare indietro e scegliere l’opzione due. Io lo farei, fosse anche soltanto per salvare il Governo… Rewind.

(scenario 2) L’arbitro ha fischiato. Rigore! Rigore? Incredibile. A tempo quasi scaduto. Contro La Juventus. A Torino! Capannello di giocatori bianconeri esagitati. Spinte con gli avversari, protesti plateali con Massa, che però si mostra inflessibile e sventola cartellini gialli come se piovesse. E’ rigore. Tre minuti di follia. Poi tira Deulofeu, e la piazza proprio all’angolino. Buffon intuisce ma non arriva per una questione di millimetri. –  Che partita….. sarebbe stata da 10 in pagella…. (sono Io, mentre mi asciugo le lacrime che pur non volendo mi rigano la guance, come un bambino)

(tanto Voi non potete sentirmi né vedermi, perché siete in balconata coi petardi e lo champagne ad annaffiare il vicino che osserva incredulo…)

 

Il giorno dopo suona più o meno così. (Anche qui ci tocca immaginare…) Juventus attonita per la sconfitta che ha interrotto la striscia vincente, per la prestazione non all’altezza delle aspettative ma soprattutto per la decisione finale dell’arbitro Massa, che ha confermato in maniera evidente (se ce ne fosse stato bisogno, dopo la gara d’andata) la propria parzialità o incompetenza. L’analisi dei principali quotidiani sportivi (fedeli al diritto di cronaca) non può che ricalcare le conclusioni già anticipate, per cui:

– quoto quanto già scritto ai punti 1) 2) e 3);

– sul punto 4), episodio molto dubbio. Considerando che:

  • il mani c’è, anche se sembra involontario;
  • il movimento del difensore è congruo, ma il braccio staccato dal corpo aumenta il volume impedendo al pallone di giungere in mezzo all’area per l’ultimo assalto;
  • la distanza è ravvicinata, ma non assente (187 cm misura Sky);

 

Conclusione: la decisione finale appare severa nei confronti della Juventus, ma in sostanza finisce col determinare il risultato più giusto, alla luce sia di quanto espresso dalle due squadre sul rettangolo di gioco, sia da quanto erroneamente deciso dall’arbitro (con le dovute attenuanti) sugli episodi precedenti il ’95.

 

Giudizio finale? Non saprei, decidetelo Voi. In fondo non è più così importante. Come non è importante dove si è giocato, Torino o Milano che fosse (ricordate, lo dicevo all’inizio… Cambierebbe solo qualche nota di colore o di contesto).

Non ditemi neanche la vostra scelta. La visione sull’istante clou. Cambia poco se ci pensate, nel nostro mondo alla rovescia.

Ditemi soltanto che avete giocato bene. Sul serio, intendo con la massima onestà. Giocando si impara.