Dossier difesa: è il momento della rifondazione?

di Alex Campanelli |

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I riflettori dei media sono puntati su centrocampo e attacco, ma la grande incognita della nuova Juventus di Massimiliano Allegri è legata al reparto arretrato, quella difesa che ha fatto le fortune del tecnico nella sua prima esperienza bianconera.

Sugli esterni la situazione è lievemente migliore rispetto al centro, con Juan Cuadrado, tra i migliori in assoluto nella stagione appena terminata, che rappresenta la certezza da cui ripartire: il primo a spostare il colombiano in difesa, ruolo mai ricoperto dal suo approdo in Europa, era stato proprio Allegri, anche se l’ex Chelsea e Fiorentina si è definitivamente consacrato da laterale basso sotto la guida di Pirlo e Sarri.

L’altro punto fermo è Danilo, forse il miglior lascito di Andrea Pirlo come tecnico: il brasiliano ex City ha giostrato con profitto da terzino destro e sinistro, da centrale di destra e di sinistra della difesa a 3 e addirittura da centrocampista centrale con compiti di rottura e regia. Un jolly che sarebbe delittuoso relegare a riserva e che con ogni probabilità prenderà possesso della corsia di sinistra nella prossima stagione.

Dietro ai potenziali titolari, la prima alternativa è Alex Sandro, reduce da una stagione ai limiti della sufficienza, mai esplosivo come in passato ma comunque esperto e sicuramente buono come rincalzo capace di giocare 20-25 partite in stagione. In una Juventus dalle disponibilità economiche importanti, un laterale sinistro veloce ed esplosivo (come Gosens) sarebbe una priorità, ma in questo momento non è possibile, quindi ben venga il pacchetto Cuadrado-Danilo-Sandro.

Il quarto nome, assolutamente necessario visto che tutti e 3 i terzini in rosa sono degli over 30 e dunque necessitano di ricambi, va reperito sul mercato, dato che nessuno dei terzini attualmente di proprietà della Juve offre garanzie sufficienti per poter far parte della prima squadra: Frabotta si è dimostrato inadeguato, così come il rientrante De Sciglio, mentre Luca Pellegrini ha avuto una stagione sin troppo travagliata per essere preso in considerazione.

L’ideale sarebbe un laterale destro che non abbia immediatamente la pretesa di giocare un’intera stagione da titolare, ma che rappresenti già un’alternativa importante a Cuadrado (permettendogli magari di giostrare alto di tanto in tanto) e possa in potenza prenderne il posto nella rosa della Juve nelle stagioni a venire.

Restando alla Serie A, tra i nomi più interessanti ci sono Rick Karsdorp, finalmente impiegato con continuità dopo tante stagioni condizionate da problemi fisici, e Joakim Maehle, ancora da rifinire ma che ha mostrato sprazzi interessanti nelle prime uscite con l’Atalanta. Due dei profili che meglio corrispondono alla descrizione fornita arrivano però dalla Bundesliga: il classe ’97 Nordi Mukiele del Lipsia, solidissimo in fase difensiva, forte nel gioco aereo e capace da giostrare anche da tornante di centrocampo e da difensore centrale, e il classe ’98 Ridle Baku del Werder Brema, nazionale Under-21 capace di giocare anche da ala, che in stagione ha segnato 6 gol e servito 6 assist.

C’è anche la possibilità di una scelta più conservativa, inserendo un giocatore già rodato che non abbia l’ambizione di diventare il titolare di un top club europeo nel giro di qualche anno, ma che possa svolgere egregiamente il suo compito, una strada che la Juve (pur in controtendenza con le big internazionali, che cercano di intercettare prima possibile i giovani validi) ha mostrato di battere con frequenza nelle ultime stagioni. Nomi come Zappacosta, Faraoni o Stryger Larsen sarebbero perfettamente in linea con una filosofia del genere.

Decisamente più delicato è il capitolo relativo ai centrali: tra i giocatori di proprietà della Juve, l’unica certezza dal punto di vista tecnico e atletico risponde al nome di Matthijs de Ligt, la cui leadership del pacchetto arretrato non è stata scalfita nemmeno da una stagione nella quale la retroguardia è stata spesso esposta ad attacchi in campo aperto e in inferiorità numerica.

Complicatissimo sarà invece gestire Chiellini e Bonucci, due calciatori che a 37 e 34 anni non offrono più le necessarie garanzie per fare i titolari della Juventus, per motivazioni diverse. Giorgio ha offerto diverse ottime prestazioni nell’ultima stagione, scendendo di livello quando impiegato per troppe gare ravvicinate, ma ha saltato praticamente tutto il 2020 e non può più scendere in campo con frequenza senza correre il rischio di infortunarsi.

Bonucci ha compiuto il percorso inverso, sempre presente a inizio stagione e gradualmente sparito verso la fine: fisicamente è di certo più integro di Chiellini, ma in alcune gare è sembrato semplicemente inadeguato dal punto di vista atletico, perde sempre più duelli individuali e non ha nemmeno inciso in fase di possesso come nelle scorse stagioni. La contemporanea presenza di due giocatori con questo tipo di problemi rischia di condizionare la Juve, sia a livello di costruzione della rosa che nell’11 che andrà in campo ogni settimana, dato che la loro influenza sull’ambiente bianconero è (fin troppo?) elevata.

Sostenere che la presenza combinata di Chiellini e Bonucci sia un problema da risolvere non è mancanza di rispetto, ma semplice programmazione: il Real Madrid sapeva da tempo che Ramos avrebbe potuto lasciare a fine stagione, e ha bloccato Alaba a gennaio, il Bayern dal canto suo era conscio di poter perdere lo svizzero e Boateng a 0, così ha investito su Upamecano (spendendo neanche così tanto per il miglior prospetto difensivo del globo) già a febbraio. La Juventus invece non si è mossa con lungimiranza, forse non ha mai voluto farlo, ritenendo ancora i due difensori come uomini chiave del progetto tecnico.

Se dovessero restare sia Chiellini che Bonucci, serviranno 5 difensori centrali, dato che anche Merih Demiral non offre certezze per quanto riguarda la sua integrità fisica, avendo saltato quasi metà stagione tra infortuni vari. Anche quando è sceso in campo, però, non sempre il turco ha trasmesso sicurezza: tra scelte sconsiderate e interventi sin troppo irruenti, ha esposto la Juve a rischi e regalato agli avversari sanguinosi calci di rigore. Non sappiamo se il ragazzo si farà, né tantomeno se Allegri vuole puntarci seriamente, certo è che l’ex Sassuolo deve compiere un salto di qualità (e reggere fisicamente) se vuole diventare un titolare della Juve.

L’acquisto che la Juventus non può sbagliare è il quinto centrale difensivo: serve un potenziale titolare, uno che sia più lucido e freddo di Demiral, che non porti i tifosi a invocare i grandi vecchi alla prima sbavatura, un giocatore non troppo avanti con l’età ma già con esperienza internazionale e/o in una grande d’Europa. Va da sé che alcuni dei nomi caldeggiati negli ultimi giorni, come Romagnoli e Milenkovic, non corrispondono affatto a tale descrizione.

Un profilo simile è estremamente difficile da individuare, soprattutto a costi contenuti: Pau Torres sarebbe l’ideale, ma difficilmente si sposterà per meno di 40 milioni, così come Koundé del Siviglia, difficile anche strappare dalla Premier giocatori che farebbero al caso della Juve come Laporte e Soyuncu, il quale ricomporrebbe con Demiral la coppia centrale della Turchia. In Serie A, Koulibaly sembra l’unico giocatore di livello assoluto, altrimenti si scivola nel campo delle scommesse, come l’altro napoletano Rrahmani, dato per scontato che sia impossibile strappare a Inter e Milan due protagonisti della scorsa Serie A come Skriniar e Tomori.

Nella rosa bianconera ci sarebbe anche Dragusin, ma la società non pare voler puntare sul centrale rumeno a stretto giro di posta ed è complicato immaginare Massimiliano Allegri affidarsi a un difensore del 2002 come risorsa importante nell’arco della stagione.

Verosimilmente, si resterà con 4 uomini o ci si accontenterà o dell’ennesima “occasione di mercato” spacciata per tale: non Romero, che giustamente l’Atalanta riscatterà a titolo definitivo, quanto piuttosto il rientrante Rugani o Romagnoli, al quale è possibile arrivare con gli scambi e la finanza creativa. Ritardando ancora quella rifondazione della quale la Juventus ha disperatamente bisogno.