La richiesta di Andrea Agnelli: stadi (semi)aperti da luglio

di Juventibus |

Il calcio, a livello mondiale, sta piano piano ripartendo. Alcune nazioni oramai da settimane, in Italia si dovrebbe ripartire a giugno, al netto di polemiche e quarantene improvvise. Ma ora è arrivato il momento di un altro tema che, andando avanti col tempo, diventerà pregnante; il pubblico negli stadi.

Spagna, Serbia, Turchia e altre nazioni stanno pensando a un rientro graduale dei tifosi negli impianti sportivi, ovviamente a capienza ridotta, con le dovute precauzioni, mascherine e quant’altro. Un tema che è stato ripreso anche da alcuni virologi italiani, tra i quali Pregliasco e Gismondo. Ovviamente l’idea sarebbe quella di aprire gli stadi per un quarto (con presenze che aumenterebbero, ovviamente, a seconda della capienza dell’impianto medesimo).

Il deputato dei 5 stelle Manuel Tuzi, in una radio romana, ha spostato l’obiettivo a settembre, per la stagione 20/21, asserendo che ad ora si potranno studiare animazioni grafiche per rendere lo stadio meno silenzioso.

Di sicuro, il grosso del lavoro non consisterebbe semplicemente nel far entrare la gente all’interno dell’impianto, ma garantire un flusso e un deflusso sicuro e rispettoso delle attuali norme anti contagio. Un altro fronte con il governo, dopo il ritorno della Serie A, potrebbe aprirsi prima di quanto inizialmente si pensasse. La riapertura degli stadi rappresenterebbe comunque un piccolo passo verso il graduale, ma inevitabile, ritorno alla normalità.