La ricetta Champions è non sognare

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Giuseppe Carta

COME SI VINCE LA CHAMPIONS LEAGUE 2019/2020?

Manca poco all’inizio dell’ennesima stagione calcistica, l’ennesima rincorsa alla tanto ambita coppa dalle grandi orecchie. Il trofeo più prestigioso d’Europa, la Uefa Champions League che tutte le squadre e tutti i tifosi d’Europa amano, seguono e sognano di poter vincere. Già, la sognano tutti, la giocano le 32 formazioni più forti del vecchio continente e infine a vincerla, come ogni anno, sarà solo una squadra.

Il punto è proprio questo, solo una squadra vince sulle 32 partecipanti e ai nastri di partenza le compagini partono con diverse ambizioni. Alcune sperano di qualificarsi al turno successivo, altre si cimentano in questo grande torneo per le primissime volte e non hanno nulla da perdere, altre ancora ambiscono alla vittoria finale senza troppi giri di parole e spesso con grandi proclami. Diverse squadre con diverse ambizioni, come diverse sono le urne di Nyon che ogni anno compongono i gironi della manifestazione europea. Tra chi punta in grande c’è da sempre la nostra cara madama, la Juventus che anche quest’anno prepara l’assalto al bersaglio grosso.

COME ARRIVARE IN FONDO AL TORNEO E VINCERE LA COPPA?

Non è mai semplice arrivare in fondo alla Champions League e l’ultima stagione ci ha dimostrato come sia davvero impossibile poterla pianificare e programmare. Su questo aspetto si stagliano opinioni contrastanti, tra tifosi e opinionisti nonché addetti ai lavori, ognuno con la propria teoria, ognuno col proprio personalissimo punto di vista. Tra chi pensava che “bastasse” il grande CR7 per alzare al cielo di Madrid l’agognata coppa e chi invece ironizza aspettando il passo falso Juventino per sdoganare sfottò e mascherare le desolanti insoddisfazioni delle proprie compagini; tra chi spera ogni anno nella vittoria finale e chi invece non ci spera più, tra Allegriani e Sarriani, esperti e tifosi da bar, tra tutti loro rimane il solito grande quesito: Come si vince la Champions?

Un quesito che non può trovare una risposta univoca perché semplicemente la Champions League non è programmabile e non è un torneo in cui vince sempre e comunque la squadra più forte. Esistono poi, delle chiare e nette differenze tra i campionati nazionali e la Champions League, differenze che si basano su un discorso semplice e lineare. Nei campionati nazionali a vincere sono quasi sempre le formazioni più attrezzate, quelle che nel corso dell’anno calcistico riescono a mantenere continuità di risultati e rendimenti di altissimo livello anche a discapito dei famigerati scontri diretti, che diventano determinanti solo quando il distacco tra le prime in classifica è marginale. La Champions è tutt’altra storia, basti andare a guardare il cammino del Tottenham nella passata edizione del torneo, alzi la mano chi avrebbe mai pensato agli Spurs finalisti di Coppa, che da quasi eliminata nel girone di qualificazione è arrivata fino in finale battendo squadre di blasone e ribaltando risultati che la davano per spacciata contro City e Ajax.

Il bello della Champions del resto è anche questa imprevedibilità, che prevede una necessaria dose di fortuna e un’altrettanta dose di sfrontatezza che da molti fratelli bianconeri è stata tradotta col famigerato epiteto “il bel gioco” carente dalle nostre parti. Il fascino della Coppa risiede proprio l’impossibilità di poterla pronosticare, di poter dare per spacciata una squadra che pur avendo vinto una partita 3 a 0, magari nel match di ritorno si trova ad essere ribaltata da un’avversaria ben più modesta ma in serata di grazia. E’ il football, è la vita, è tutto qui…questo diceva Al Pacino nella leggendaria veste di Coach di una squadra zoppicante ma affamata di vittoria, assetata di successo e infine vittoriosa contro ogni possibile pronostico. Ciò che il nostro ex mister Allegri ripeteva come un mantra “lo spettacolo andate a vederlo al circo”, rispecchiava la cinica e pragmatica volontà di inseguire il risultato a discapito di ciò che per Max era superfluo, appunto il bel gioco. Oggi, invece, ci ritroviamo in una dimensione diametralmente opposta e che si basa sulla fluidità di un gioco corale, fatto di velocità e “determinazione feroce” attraverso la quale il nostro attuale tecnico Sarri tenterà di perseguire il risultato finale.

INTANTO IMPERVERSA IL CALCIOMERCATO

La vecchia Signora in questa sessione di mercato si sta rifacendo il trucco per bene in vista di un appuntamento che ha dovuto rinviare troppe volte e che quest’anno non vuole fallire. La concorrenza però è forte, serrata, agguerrita come sempre.

La rosa che Paratici e la dirigenza Juventina stanno completando è certamente adatta per continuare l’egemonia in Italia (anche se Napoli ed Inter si stanno attrezzando al meglio per la Serie A) e puntare forte all’Europa. Gli arrivi di profili come Rabiot e Ramsey a centrocampo e del talento Olandese De Ligt a rafforzare la retroguardia, sono dei chiari segnali della volontà bianconera di ridurre il gap dai colossi europei che vantano fatturati da capogiro e si sono pesantemente rafforzati con nomi altisonanti. Basti pensare al mercato di Real e Barca, agli importanti innesti del Bayern ed alle compagini Inglesi, senza contare le follie del PSG. Il mercato è certamente imbastito al fine di tentare l’All in Europeo, ma sbagliamo se continuiamo a pensare, forse un po’ in maniera provincialotta, che basti acquistare grandi nomi per vincere tutto. Non è cosi semplice, non è scontato, non è il nome altisonante a farti vincere, o almeno non basta solo quello e noi ne sappiamo qualcosa.

In molti a questo punto si staranno chiedendo: “beh non compri fior di giocatori per vincere la coppa Italia e l’ennesimo scudetto”, questo mi pare ovvio come è altrettanto ovvio che la Juve non parte mai per vincere un solo trofeo, ma da sempre vuole vincere ogni competizione alla quale prende parte, ci sfugge però, che all’intero di una stagione calcistica le dinamiche che si vengono a creare e con le quali dover fare i conti, sono davvero tantissime. Infortuni, partite di cartello ravvicinate, squalifiche, cali di forma, serate storte, sfortuna e certamente anche errori. Tutto ciò non si può ridurre al qualunquismo dilagante di quanti continuavano a dire “avete preso Ronaldo per vincere la Champions, se non la vincerete avete fallito su tutta la linea”, sciocchezze belle e buone. In definitiva ritengo sia giusto dire che non esiste una ricetta segreta per vincere la Champions League, esistono programmi che certamente squadre come la Juve e altre 7/8 in Europa imbastiscono con grande professionalità per puntare alla fase finale arrivando a Marzo con la giusta benzina nelle gambe e la lucidità psicologica necessaria per arrivare in alto. Se oggi continuiamo a inseguire questo sogno che appare sempre più irraggiungibile non è a causa della incapacità della Juventus, ma è semplicemente dovuto al fatto che il calcio è uno sport imprevedibile dove tutti possono battere tutti e non esistono vincitori in fase di calciomercato, gli scudettati d’Agosto lasciamoli alle altre contendenti, noi continuiamo a sognare in grande, sapendo che abbiamo tutti i mezzi per poter lottare fino alla fine.


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