Riaffidereste la vostra società a quest’uomo?

di Sandro Scarpa |

Immaginate di essere il Presidente di una gloriosa azienda che fattura 400 milioni. La vostra società è tornata a dominare il mercato interno e si sta riaffacciando sul mercato internazionale dopo anni di fallimenti e bancarotte che avevano quasi affossato il brand, un tempo rampante e leader del settore.

Immaginate di riaffidare, per il quarto anno di fila, la vostra società ad un Dirigente amato, stimato, attaccato alla vostra società e benvoluto da tutti i vostri clienti, consumatori e stakeholders. Un dirigente che vi ha fatto svoltare negli ultimi 3 anni, da quando l’avete scelto personalmente e, con azzardo, gli avete affidato l’area fondamentale della vostra azienda.

Immaginate che questo Dirigente alla fine di ogni stagione, di ogni campagna di lancio dei vostri servizi,  beni, prodotti, faccia un po’ il “prezioso”, consapevole del suo valore e della sua incidenza nei vostri successi. Ogni anno, nonostante il contratto e il legame, questo Dirigente, magari legittimamente e per il bene della società, faccia troppe richieste e soprattutto non dia sicurezze sulla sua permanenza.

Immaginate che, nonostante i mal di pancia e le incertezze, anche alla fine del terzo anno, con record di vendite in Italia, ma grandi delusione sul mercato estero,  questo bravissimo Dirigente decida di continuare con la vostra società. A quel punto gli riaffidate con rinnovata fiducia la vostra azienda. Un’azienda che, anche grazie a lui, ha portato in  3 anni il fatturato da 200 a 400 milioni oltre ai premi di miglior azienda italiana del settore.

Immaginate che -forse- il rapporto tra voi e questo Dirigente sia molto più saldo di qualsiasi mal di pancia, anche perché, ve lo ricordate bene, dopo la prima clamorosa campagna aziendale insieme, questo Dirigente è finito in un’indagine per i suoi precedenti lavori con  piccole società. Brutta storiaccia, che ha portato il Dirigente a rischiare uno stop di 18 mesi, e un patteggiamento di 4. In quel periodo voi, e la vostra società, anche se non c’entravate NULLA con quella storiaccia che coinvolgeva anche altri vostri dipendenti (sempre per precedenti esperienze lavorative) avevate difeso a spada tratta il  Dirigente, senza timori o dubbi, a costo di essere ancora  trascinati nel fango, con tutti i media del settore che non aspettavano altro.

Così, trovato un accordo, annunciate a tutti -mercato, consumatori, azionisti- il vostro accordo:

L’azienda riparte: decine di dipendenti dell’area tecnica, delle altre aree: commerciale, comunicazione, amministrazione. Si riaccendono le macchine, i canali, si rimette tutto in moto per la nuova stagione in cui trionfare di nuovo sul mercato italiano e, finalmente, dopo anni, cercare di andare più avanti sul mercato europeo, almeno meglio dell’ultimo anno, tra sfortune e -forse- qualche colpa dello stesso Dirigente, che però in tre anni ha acquisito una fiducia ed un credito quasi illimitato.

Immaginate ora, 2 giorni dopo l’avvio della nuova campagna della vostra società, che questo Dirigente venga da voi e dica: “Mi dispiace, non me la sento più, vado“.

Ecco.  Il vostro Dirigente sostanzialmente, letteralmente, improvvisamente (o no?), vi lascia nella merda.

A quel punto immaginate il caos.

Una società da 400 milioni, nella merda. Così, in fretta e furia, in una fase in cui i competitor hanno già i loro dirigenti confermati o rinnovati da 2 mesi, immaginate di contattare senza preavviso quei pochi dirigenti liberi e di scegliere, con azzardo mille volte peggiore rispetto a quello che avete sempre cercato, voi e i vostri avi dell’azienda di Famiglia, di minimizzare, per il bene di una gloriosa società.

Così scegliete il primo nuovo dirigente che vi ispira fiducia, per curriculum e colloqui personali.

Il giorno dopo voi e questo nuovo dirigente, venite insultati da tutti quegli azionisti, consumatori e clienti che fino al giorno prima vi adoravano. Qualcuno addirittura vi aspetta sotto la sede, per prendervi a fischi, insulti e sputi. I media del settore pronosticano per la vostra società un ritorno a fallimenti totali, “senza il dirigente che vi ha mollato, ritorneranno nella mediocrità“.

Vi agitate, per la prima volta dopo 3 anni di successi, temete che la vostra società ritorni nell’anonimato come nel primo anno -difficile e di transizione- della vostra Presidenza. Vi sarete forse “scavati la fossa col fesso?”.  Ecco come la pensano i vostri consumatori:

Nel frattempo il vostro Dirigente in fuga, dopo pochissimi giorni si accorda con un’altra azienda, proprio quella che lo aveva inguaiato con la vecchia storiaccia delle indagini! Lo vedete in conferenza stampa abbracciarsi con quella gente che poco prima lo aveva attaccato, mettendo a repentaglio la sua carriera (difesa e tutelata dalla vostra società).

Eppure, alla fine di quella stagione, con lo stesso team di dipendenti, senza  migliorie (un vecchio dipendente francese di stanza in Inghilterra e una giovane promessa spagnola), quello che il dirigente scappato riteneva “logoro” e inadatto alle sue ambizioni di successo, questo nuovo dirigente, assieme ai dipendenti responsabilizzati, continua facilmente a dominare il mercato interno. Anzi, in modo clamoroso, inanella una serie di successi insperati sui mercati internazionali e arriva al secondo posto Europeo, superando aziende top che solo 12 mesi prima sembravano di un altro pianeta e dietro solo un’altra azienda top, anni luce avanti per staff e potenzialità.

La vostra scelta si è rivelata prodigiosa. Siete passati dal caos al successo. I brutti momenti passati per “il tradimento” del vostro vecchio Dirigente sono svaniti. Orgogliosamente elogiate il nuovo dirigente. Di solito parlate poco, per cui le vostre parole valgono, e vi sentite di farlo in modo diretto, inequivocabile:

A questo punto la vostra immaginazione è già volata via: un quinquennio col nuovo dirigente, 5 anni di dominio in Italia, anche a 4 premi aziendali nazionali che vi sfuggivano da anni, anche all’altro bravissimo dirigente. Inoltre siete ritornati, con un team di dipendenti rivoluzionato, ancora secondi in Europa (per quanto, come reciti il vostro motto “vincere è l’unica cosa che conta”, e arrivare secondi è una cocente delusione, anche se porta centinaia di milioni per restare competitivi contro aziende Europee che ricavano il doppio su qualsiasi altro fronte).

Immaginate ora di aver capito che l’attuale dirigente non ha margini di miglioramento. E’ stato ottimo, ha “avuto le palle”, vi ha portato in Europa lì dove da 20 anni non eravate più, statisticamente è il dirigente con più successi della storia della vostra azienda, ma qualcosa si è rotto. Non dà più garanzie di sviluppo in termini di capacità di gestione e valorizzazione di un nuovo team di dipendenti sempre più forte, più ambizioso, al quale l’anno scorso si è aggiunto il dipendente più famoso e decisivo al mondo negli ultimi anni. Inoltre non è affatto amato da consumatori e clienti.

Immaginate di aver capito che quindi, forse, è meglio cambiare Dirigente. Cambiare prima, come fatto in altre aree della vostra società. Cambiare quando si può decidere e non quando ne sei costretto.

Ora, se voi foste a capo di una società che veleggia per i 600 milioni, richiamereste il vecchio dirigente? Ci avete fatto “pace” da un punto di vista umano. Lui ha avuto successi e qualche difficoltà -sempre sul piano dei rapporti- in altre aziende e sta flirtando con la vostra peggior nemica di sempre, quell’azienda che poco più di 10 anni fa attaccò duramente la vostra, beneficiò dei vostri guai con la Legge, negli anni successivi alla perdita dei vostri familiari, e la fece franca quando vennero fuori delle prove contro.

Non avete dubbi solo sul piano umano, non avete solo quell’orgoglio dovuto a quel tradimento (o al prossimo, nel caso), ma dubbi anche sulla capacità di quel dirigente di darvi ora, 5 anni dopo, quello che vi serve, non più un Capitano d’Industria in grado di svoltare, non più un condottiero che rivitalizza e guida -telecomanda- i dipendenti, ma qualcuno in grado di gestire e valorizzare un team di dipendenti da primato europeo.

La domanda è: col peso di una scelta fondamentale per il futuro della vostra azienda nel momento in cui immaginate i prossimi 5 anni di crescita continua con l’obiettivo di quel maledetto primato internazionale, riaffidereste la vostra società a quell’uomo che vi ha tradito e lasciato nella merda?