Responsabilità, disciplina, valorizzazione, innesti mirati: gli obiettivi della nuova Juve

di Milena Trecarichi |

La conferenza stampa congiunta di Agnelli, Arrivabene, Nedved e Cherubini ha dato inizio al nuovo corso della Juventus. Sintetizzando gli obiettivi, le scelte e il modus operandi del nuovo management, saltano fuori alcuni punti espressamente evidenziati dagli stessi dirigenti:

-Responsabilità: con la nomina di Arrivabene come amministratore delegato, finalmente alla Juventus il quadro dirigenziale ritorna ad avere un senso, ad essere chiaro, con ruoli, mansioni e responsabilità ben definiti. A tal proposito, ci ha pensato lo stesso Cherubini a smentire l’ipotesi paventata da molti media, di un Allegri con più poteri decisionali sul mercato.

1 – Disciplina: in questi due anni l’impressione è stata quella di vedere una squadra a briglia sciolta, con i giocatori poco inclini ad ascoltare i dettami tattici degli allenatori, musi lunghi per qualche panchina e come se non bastasse alcuni malumori si sono registrati anche all’interno dello staff tecnico. L’auspicio è quello di ritornare al rispetto dei ruoli e delle regole e di riportare serenità, stabilità ed empatia nello spogliatoio.

2 – Valorizzazione del patrimonio tecnico: la deludente stagione conclusasi con un quarto posto raggiunto per il rotto della cuffia, non ha permesso di poter dare una valutazione completa e oggettiva della rosa bianconera. Prestazioni altalenanti, scelte tattiche poco comprensibili da parte di Pirlo, tanti esperimenti che hanno portato ad avere confusione nella testa dei giocatori, tutti aspetti di cui non si può non tener conto, prima di esprimere una valutazione completa sulla rosa. Intendiamoci, la rosa presenta delle lacune oggettive in alcuni reparti, ma di sicuro vale di più di un quarto posto in campionato.

3 – Innesti mirati: Cherubini dice il vero quando parla di rosa competitiva, dice frasi di circostanza quando parla di una Juventus che potrebbe anche permettersi di non intervenire sul mercato. L’aumento di capitale di 400 mln, servirà a rafforzare la struttura patrimoniale della società, messa sotto stress a causa delle perdite dovute alla pandemia. Questo non significa che la Juventus non interverrà sul mercato, ma che probabilmente arriveranno tre innesti magari non dai nomi altisonanti, ma giovani, di valore, con ingaggi sostenibili, in linea col diktat societario volti a rafforzare la rosa, nei reparti necessari. L’obiettivo, seppur difficile, sarà anche quello di liberarsi di quei calciatori che, per motivi diversi, non rientrano nel progetto tecnico.

Dato che il prossimo anno, viene ancora stimato come “anno condizionato dalle perdite dovute alla pandemia”, data l’incertezza sulla riapertura degli stadi e sui ricavi, è lecito aspettarsi prudenza negli investimenti in questa sessione di mercato. Diversamente, la prossima estate, ci sarà sicuramente più margine di manovra.

Il prossimo non sarà un anno come gli altri, perché ricorrerà il centenario della proprietà della Juventus della famiglia Agnelli, che c’è sempre stata, c’è e ci sarà anche nei prossimi anni. La continuità e la presenza di una proprietà solida, pronta a varare un aumento di capitale corposo non deve essere sottovalutato e nemmeno dato per scontato.

Basti pensare alla situazione dell’Inter, costretta a vendere qualche pezzo pregiato della sua rosa, nonché a chiedere un prestito a un fondo di investimento con un tasso d’interesse altissimo, oppure ai problemi finanziari del Barcellona, del Liverpool che ha chiesto un prestito di 230 mln impegnando la società e lo stadio, in un clima di profonda incertezza che aleggia attorno al mondo del calcio.

Il fatto che la società bianconera abbia le spalle coperte e non sia costretta a cedere un pezzo da novanta, perché evidentemente non si trova con l’acqua alla gola, rappresenta un buon punto di partenza per costruire la Juve che verrà.


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