Resistere, resistere, fortissimamente resistere

di Juventibus |

Dobbiamo vedere la SuperCoppa al di là del solito pessimismo delle frange tendenti al suicidio del tifo Juventino. È un titolo che non conta una sega, almeno per noi. Conta giustamente per la Lazio che non ci batteva dai tempi di D’Amico e Manfredonia e che giustamente festeggia per le strade della capitale, magari più in faccia all’altra squadra di Roma che a noi.

 

Personalmente ero più affezionato alle sconfitte nel trofeo Berlusconi, foriere di campionati esaltanti, ma almeno la Supercoppa è arbitrata con un minimo di professionalità e non si risolve in una serie di calcioni milanisti perdonati da arbitri reduci da gioiosi bunga bunga agostani.
La partita ha mostrato tutte le difficoltà iniziali che si potevano prevedere e non mi metto certo ad analizzarla sul piano tecnico-tattico. Abbiamo perduto, senza poterci fare molto, due difensori di livello mondiale, che non si possono sostituire e che quindi non si sostituiscono: giocheremo in modo diverso e paragonare Benatia a Bonucci o De Sciglio ad Alves è ridicolo, ingeneroso e pure da fessi.
La preparazione atletica è indirizzata al lungo periodo e quindi gli omaccioni Benatia, Khedira, Higuain e Mandzukic erano palesemente fermi; discorso diverso per Buffon, Barzagli e Chiellini, che hanno un cervello per il calcio fuori dal comune.

 

Sento parlare molto di ricorso al mercato, vecchia abitudine del tifoso interista, che puntualmente dopo ogni sconfitta assale le masse juventine: la squadra è migliorabile certamente e i ruoli in cui è carente sono evidenti, ma i progressi verranno dall’amalgama e dal nuovo assetto tattico che il mister troverà nel corso della stagione; giudicare una squadra di Allegri nei primi mesi è sempre sbagliato, del resto lui come obiettivi pre-natalizi ha sempre e solo restare in corsa scudetto e passare il girone Champions.

 

Da abbonato mi auguro che il tifoso da stadio sia abbastanza maturo da sostenere i giocatori più in difficoltà. Mi immagino soprattutto De Sciglio che reduce da tre brutte stagioni non sarà recuperabile in un mese (non è un attaccante che si sblocca), Sturaro che è all’ultima chiamata, Bernardeschi col fardello di una valutazione di 40 milioni, Cuadrado in crisi da Aprile….

Se iniziamo a fischiare una squadra reduce da sei scudetti, allora ci meritiamo di perdere, anche col Be’er Sheva.

 

di Emilio Carli