Report-Juve, tutto fango e niente arrosto

 

Un tweet dal montaggio serrato, presunti messaggi rilevati e la rincorsa spettacolare a Marotta che non risponde. Poi un’intervista carica d’enfasi a Radio Marte (Radio napoletana sempre molto attenta ai temi “antijuventini”) del conduttore Sigfrido Ranucci. 

Così Report annuncia la puntata del 22 ottobre in cui la Juve è rimessa sotto i riflettori come un vero mostro, la protagonista di “qualcosa di impressionante”, un’inchiesta sul solito “calcio malato . 

E’ il clima mediatico creato per far crescere l’attesa di una presunta inchiesta di giornalismo d’assalto che sembra però appiattirsi su una spettacolarizzazione distorta, con la voglia di audience che prevale sulla ricerca della verità e divulgazione delle informazioni corrette.

Report racconterà i contorni dell’inchiesta Alto Piemonte, caso giudiziario che ha già due sentenze di primo e secondo grado alle spalle, e che si accinge ad arrivare in Cassazione. Viene da sé che, dunque, non si sta parlando di nulla di nuovo.

Juventibus vi ha già raccontato gli sviluppi della vicenda sino all’aprile del 2017, e ciò ha deciso la giustizia sportiva nei confronti della dirigenza bianconera.

Ed allora perché tutto questo baccano?

L’addio di Marotta è un assist troppo invitante per chi non aspetta altro per puntare il dito contro la Juve, ma è opportuno ripetere che non esiste alcuna evenienza nuova, solo circostanze “antipatiche” da (ri)mettere in vetrina. Nessuno infatti ha mai nascosto nulla della storia nata dal “misterioso suicidio di Bucci, tramite tra società e tifosi”.

Il suicidio risale al 7 luglio 2016. Nei giorni successivi si cominciò a sentir parlare del suo rapporto con Rocco Dominello (esponente ultras e ai tempi indagato per associazione mafiosa) ed Alessandro D’Angelo, security manager della Juve. A novembre 2016 si chiuse l’indagine Alto Piemonte: nessun dirigente della Juve venne accusato.

Appena sei mesi dopo, però il Procuratore federale Giuseppe Pecoraro puntò il dito contro la Juve ed Andrea Agnelli in particolare: “ha partecipato a incontri con esponenti della malavita organizzata favorendo consapevolmente il fenomeno del bagarinaggio”. Parole che attivarono la Commissione parlamentare antimafia informata dallo stesso Pecoraro di due intercettazioni nella quali si evinceva l’inequivocabile consapevolezza di Agnelli nel trattare con dei malavitosi. Clamorosamente, venne fuori dopo alcune settimane che quelle intercettazioni non riguardavano affatto Agnelli e soprattutto erano successive all’inizio della stessa indagine Alto Piemonte.

Qualche giorno dopo, invece, venne fuori un altro aneddoto “succoso” per i media: Dominello e Fabio Germani, oggi entrambi condannati in Appello, nel febbraio 2014 avrebbero esercitato pressione su Marotta per un presunto provino al figlio di un soggetto orbitante intorno alla cosca Pesce-Bellocco.

Vale la pena ricordare a riguardo due circostanze annesse:

– il ragazzo “provinato” non è stato poi tesserato,
– Marotta non è mai finito sul banco degli imputati,
– Pecoraro non ha deferito Marotta.

Parliamo di fatti noti dal luglio 2016, come si evince dalle carte processuali: Marotta, interrogato a riguardo, ha risposto alle domande degli inquirenti in data 01/07/2016. Così com’è noto dallo stesso periodo l’episodio dell’ottobre 2013 relativo ai biglietti di Real Madrid-Juve citato nel tweet di Report. Se non volete credere a chi qui scrive, fate una rapida ricerca su La Gazzetta dello Sport.

Riepiloghiamo: il processo Alto Piemonte ha già superato il secondo grado, attende la Cassazione, e NESSUN DIPENDENTE O DIRIGENTE JUVE RISULTA ANCHE SOLO INDAGATO.

Nessuno scoop, nessuna novità di rilievo, solo ritorno alla ribalta di situazioni note e discusse ampiamente dai vari organi di stampa, ma è troppo ghiotto il bocconcino per non riprovarci ancora per lo meno mediaticamente.

Nel frattempo, il conduttore di Report, Ranucci, rilascia anticipazioni-bomba che rimbalzano sui peggiori siti antiJuve con quella ineffabilità messa in mostra anche l’anno scorso alla Domenica Sportiva.

Eccolo. In 30 secondi: si dichiara tifoso passionale della Roma e accusa la Juve di aver segnato “tantissimi gol così”, in riferimento al gol di Fazio (con mano sospetta) che pure lui stesso dice “regolarissimo”.

L’ironia è che la DS lo aveva presentato come “Un giornalista serio”, che forse quando parla di calcio diventa improvvisamente tutt’altro che serio…