Replay vs referti arbitrali: quando le regole sono logiche

di Claudio Pellecchia |

Questa notte in Nba si è disputata gara 3 di finale della Western Conference tra Golden State Warriors e gli Oklahoma City Thunder. A metà secondo quarto, Draymond Green, giocatore dei Warriors, ha colpito con un calcio Steven Adams, suo diretto avversario nella circostanza. Sul momento i tre arbitri hanno deciso di fischiare un fallo antisportivo che potrebbe comportargli la squalifica per la prossima e decisiva partita. Soprattutto se, dopo che nella serata di oggi saranno visionati attentamente i replay, il board arbitrale della Nba deciderà di confermare (ma potrebbe anche aumentare o diminuire) la sanzione comminata sul momento dagli ufficiali di campo. Perché in America funziona così: la decisione presa sul momento viene poi successivamente vagliata per stabilire l’esatta congruità della misura da applicare contro il giocatore, in particolare se questa è destinata ad avere riflessi sulle gare successive.

Quindi, tutto il contrario di ciò che avviene in Italia e nel calcio, dove il giudice sportivo fa riferimento soltanto ai referti arbitrali (per di più secretati e che, invece, sarebbe ora di rendere pubblici come spiegammo qui) per irrogare una (prima) sanzione disciplinare e con la decisione presa in campo dal direttore di gara che assume un peso decisamente rilevante. Al netto dell’eventuale e successivo ricorso.

Da un lato un’utile semplificazione anche per gli arbitri stessi. Dall’altro un eccessivo aumento delle responsabilità e del peso delle decisioni di chi è chiamato a fischiare in partita e, poi, a stilare il referto. Come dimostrano due casi recenti, quelli di Wilfred Gnoukouri e Luca Giorgi, nei quali risulta evidente come la percezione della realtà da parte dell’arbitro è ingigantita rispetto a quanto realmente successo e le sanzioni del giudice sportivo quindi sono di gran lunga esagerate basandosi solamente sul referto arbitrale. Da anni giochiamo a scimmiottare gli USA in qualsiasi tradizione; non sarebbe il caso di farlo anche in queste piccole grandi regole ispirate dalla logica e dalla semplicità?