Rendete pubblici i referti di arbitri ed emissari della Procura Federale

di Maurizio Romeo |

Prendiamo spunto da alcuni casi recentemente accaduti sui campi di serie A: le squalifiche di Khedira, espulso da Rizzoli negli ultimi minuti della partita contro il Torino, e di Kondogbia, che ha ricevuto un cartellino rosso al termine di Fiorentina-Inter di qualche tempo fa.

Non è dato invece sapere cosa abbiano scritto i direttori di gara nel referto inviato al giudice sportivo, ma entrambi sono stati squalificati per frasi e gesti irriguardosi. Per chi non lo sapesse infatti il referto arbitrale in ambito calcistico ha un valore e potere assoluto, è al tempo stesso legge e sentenza: eppure è (in gran parte e nella maggior parte dei casi) segreto e ciò che viene scritto lì non puó essere confutato o contestato, nemmeno con le immagini. Le società oltretutto possono prendere visione della parte relativa solo in caso di ricorso.

Una aberrazione ingiustificata e ingiustificabile: in quale stato di diritto sarebbe accettabile essere governati da leggi che si devono applicare ma non si possono leggere, o giudicati da sentenze in cui il dispositivo è pubblico ma la motivazione è segreta?

Allora prendendo dalle pagine di Juventibus.com lanciamo una proposte per migliorare la credibilità del calcio italiano e delle sue istituzioni: rendere pubblici i referti di arbitri ed emissari della Procura Federale, perlomeno per quel che concerne la Serie A. Una trasparenza di questo tipo, oltre a responsabilizzare gli addetti alla compilazione, allontanerebbe molti veleni e certamente renderebbe più limpide certe decisioni che spesso risultano ai più inspiegabili.

Non sarebbe nemmeno complicato avere online entro 3/4 ore dal termine del match i referti completi delle partite con scritta anche la motivazione dei provvedimenti disciplinari (comprese le parole delle frasi irriguardose) e le segnalazioni di ognuno dei componenti del team arbitrale e della procura federale presenti allo stadio. Per questi ultimi, oltre alla firma, andrebbe altresì segnalata la posizione del campo dove si trovavano. Al Giudice Sportivo sarebbe invece richiesto di scrivere nel comunicato ufficiale il contenuto di cori e frasi. In tal modo si avrebbe maggior responsabilizzazione e maggior controllo della correttezza, oltre sicuramente a una maggiore trasparenza a garanzia e a vantaggio di tutti, tifosi, squadre e giocatori. In Europa siamo già indietro, pensare che in Spagna i referti vengono resi pubblici online a 10′ di distanza dal fischio finale (link per credere), da una decina d’anni.

Per maggior trasparenza sarebbe oltretutto interessante conoscere i referti degli osservatori arbitrali, IL vero metro su cui sono giudicate le prestazioni dei singoli direttori di gara (e ne decretano promozioni e dismissioni). Questi referti sono tuttora coperti da un segreto quasi “bizantino” da risultare pressoché sconosciuti anche agli stessi arbitri. Oltre che poco trasparente è decisamente anacronistico.

Ricapitolando quello che si chiede è:

  • Referti pubblici online, firmati con segnalazione di cori o frasi irriguardose nella loro completezza, entro max 3/4 h dal termine della partita
  • Referti degli osservatori arbitrali online, che aiuterebbero a capire se un arbitro ha diretto più o meno bene una gara
  • Equità e coerenza nella comminazione delle sanzioni
  • Comunicati del giudice sportivo con specifica menzione di cori e frasi irriguardose
  • Prova TV e prova fotografica (utilizzabile anche a proprio discapito in caso di ricorso) possibile anche per cori e striscioni discriminatori e/o che offendono la memoria
  • DASPO mirato per chi si rende colpevole di atti di violenza o di cori discriminatori attraverso i riscontri video e le immagini disponibili allo stadio da parte delle DIGOS

Tutte soluzioni semplici, a costo (quasi) zero ma vantaggiose per la trasparenza e la credibilità di un sistema che sotto certi aspetti ne ha sempre di meno. Davvero le cose semplici sono le più difficili da attuare? Lega, AIA e FIGC stupiteci. Almeno una volta. Almeno stavolta.

Credits Francesco Andrianopoli (@fletcherlynd)