Punizioni, presenze da record e cifre tonde: tutti i numeri del derby!

di Massimiliano Cassano |

1, 25, 648, 100 e 400. I numeri del derby di ieri, oltre a quelli riguardanti i dati di possesso palla, tiri nello specchio e dribbling effettuati per i quali vi rimandiamo all’analisi tattica, segnano anche traguardi importanti per la storia della Juventus e non solo. Andiamo con ordine.

1 è il numero di gol su punizione segnati da Ronaldo con la maglia bianconera. Per il portoghese i calci piazzati erano diventati un tabù, per i tifosi un vero e proprio incubo. Con una potenza di fuoco che da fermo – oltre a CR7 – vanta specialisti come Dybala e Pjanic, resta sorprendente la scarsa capacità della Signora di andare in gol su punizione. La testardaggine di Ronaldo lo ha portato in queste due stagioni a tentare la sorte per ben 43 volte prima di sbloccarsi con un tiro perfetto. “Non pensavo soffrisse questa situazione”, ha dichiarato Sarri nel post-partita. Invece Cristiano la sentiva eccome, tanto da sfogare con rabbia l’esultanza dopo aver visto il pallone finire alle spalle di Sirigu. “Finalmente”, avrebbe detto al mister subito dopo il fischio finale.

25 sono i gol – restando in tema CR7 – che Ronaldo ha realizzato in campionato fin’ora. Erano 59 anni, precisamente dalla stagione 1960-61, che uno juventino non segnava tanto in Serie A. Quell’anno ci riuscì Omar Sivori, che vinse il titolo di capocannoniere con 28 reti. Oltre a Ronaldo e Sivori, soltanto altri 4 giocatori sono riusciti a superare quota 25 in campionato: Borel, Boniperti , Hansen e Charles. Nella stagione 2000-01 David Trezeguet si era fermato a 24.

648 è l’unico numero del derby di ieri che non riguarda solo la Juventus, ma la Serie A in generale. È il record dei record, che consegna – ancora una volta – Gianluigi Buffon alla storia. Con 648 presenze in 25 stagioni Gigi supera Maldini come giocatore che più volte è sceso in campo nel nostro campionato. Inutile spendersi in parole per celebrarlo: useremo le sue, tratte dal profilo instagram ufficiale: “648 non è un numero ma una vita intera. Una vita con due guanti. Una vita tra due pali. Una vita fatta di tante sfide. E la sfida più bella deve ancora venire”. 648 volte grazie, Gigi.

100 è il primo dei due numeri a cifra tonda e indica le presenze di Federico Bernardeschi in maglia bianconera. Arrivato nel 2017 dalla Fiorentina, l’esterno di Carrara ha attraversato una vera e propria parabola alla Juventus: dallo scetticismo iniziale (dovuto anche al prezzo – 40 milioni – del suo cartellino) all’ammirazione per quanto di buono fatto vedere nelle prime stagioni, all’attuale rapporto freddo con il pubblico per via delle recenti prestazioni. Rivalutato da Sarri dopo la buona prova col Bologna, in cui fece anche assist di tacco per il gol dell’1-0 di Dybala, Fede non è ancora riuscito a dare continuità alla sua stagione, e la sua cessione sembra sempre più vicina: il Napoli punta su di lui per sostituire il partente Callejon, chissà che lo scambio con Milik non possa effettivamente andare in porto…

400, per finire, è il numero di presenze con la Juventus di Leonardo Bonucci. Capitano “de facto” visto il lungo infortunio di Giorgio Chiellini, il difensore viterbese taglia un traguardo importante che lo consacra a bandiera juventina e lo “assolve” definitivamente per la sua stagione al Milan di due anni fa. Fondamentale quest’anno per sostenere il reparto orfano di Chiellini, la sua sicurezza ha senza dubbio contribuito alla crescita di Matthijs de Ligt, partito un po’ col freno a mano tirato quest’anno ma adesso padrone assoluto della retroguardia.


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