Però di Real ce n’è uno solo

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Molti di voi conosceranno la storia della seconda squadra più ricca d’Inghilterra (1,6 miliardi secondo Forbes) e la quinta più titolata in Gran Bretagna: l’Arsenal Football Club. Fondata da un gruppo di operai, in origine Royal Arsenal poi Woolwich Arsenal , la squadra bianco-rossa si fregia di ben 43 titoli nazionali: 13 campionati inglesi, 13 coppe d’Inghilterra, 15 Charity Shields e 2 Coppe di Lega.

L’Arsenal non e’ mai stato nelle mie grazie perché fu causa del mio primo pianto dovuto ad una partita di calcio e la partita era Juventus-Arsenal, semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe stagione 79-80. A Londra era finita 1-1 (Cabrini nel primo tempo e autorete di Bettega a una manciata di secondi dalla fine) e a Torino il risultato non si schiodava dallo 0-0, ma al 90′ un cross beffardo, un gol di testa a porta sguarnita e io che guardavo in lacrime Dino Zoff che andava a raccogliere il pallone in fondo al sacco su un piccolo televisore in bianco e nero. In finale l’Arsenal perse ai rigori con il Valencia (5-4 dopo un noioso 0-0) cosa che capito’ anche nella finale di Uefa nel 99-2000 contro il Galatasaray mentre nel 95 dopo aver eliminato la Sampdoria in semifinale si arrese in finale al Real Saragozza (!).

Nel corso degli anni 2000 l’Arsenal batteè record su record in patria  vincendo titoli a raffica, anche due double, e nel 2006 dopo che nella sua storia non aveva MAI superato i quarti di Champions League si presento’ in finale al cospetto del Barcellona con 2 sole reti subite e porta inviolata per ben 995 minuti (record) ma si arrese, dopo essere passata in vantaggio, ai catalani per 1-2. I titoli internazionali dell’Arsenal sono 2: una Coppa delle Fiere (1970) ed una Coppa delle Coppe (1994): l’Arsenal (fondato nel 1893) non ha in bacheca nessuno dei trofei internazionali attualmente “in vigore”. Eppure e’ considerato dagli inglesi uno dei Club di maggior successo del Paese citato in Cinema, Teatro, Musica e libri sempre come esempio positivo non ultimo dal proprio scrittore-tifoso Nick Hornby.

Nessuno in Inghilterra si pone la questione perché vincono in patria e non all’estero e forse ne avrebbero ben donde perché 2 trofei e 5 finali non sono 10 trofei e più di 20 finali (così per dire). Ne ho sentite tante in queste ore, non sto dalla parte di Allegri e Marotta o dall’altra parte: sto dalla parte del tifoso, cercando di non prendermi in giro da solo immaginando di dover acquistare un corso di cinese a 46 anni. E’ vero senza ombra di dubbio che ci sono stati momenti in cui si poteva vincere di più all’estero, 82-86 oppure 96-2003 ma solo chi non sa cos’e’ la Juve può non capire che solo tenendo Vieri, Inzaghi, Zidane e prendendo Salas, e prendendo Buffon, e prendendo Nedved e tenendoli tutti, ecco solo facendo ciò che fa oggi il Real o che ha fatto ieri il Milan si possono aprire cicli continui di vittorie internazionali.

E voi pensate che con clausole da 222 milioni in giro questo sia possibile?

Vi faccio una previsione sin troppo facile: il Real Madrid vincerà anche quest’anno la Champions League e credo anche il prossimo perché se il buon giorno si vede dal mattino le prime due partite ufficiali della stagione con Utd e Barca ci raccontano di una squadra in ciabatte che senza il suo giocatore migliore poteva vincerle tutte e due con 5 gol di scarto, che gioca al gatto col topo, che ogni qual volta entra uno dalla panchina tira segna e chissenefrega se si gioca 10 contro 11! Ma di Real ce n’e’ uno solo (e negli ultimi 4 anni solo noi siamo riusciti a eliminarli dalla CL), il Barcellona ,  il Bayern e l’Atletico sono attualmente al nostro livello. L’unico errore che fanno il nostro allenatore e i nostri dirigenti e’ di presentarsi all’inizio della nuova stagione parlando di Kiev: bisogna viaggiare a fari spenti in Europa e capire e far capire che e’ estremamente difficile in questo contesto vincere il trofeo.

di Stefano Uda