Ibra re del mercato. Del suo, mica degli altri

di Claudio Pellecchia |

Lo ammetto. Ero tra i centomila che alle 17 hanno aperto Facebook per sapere del futuro di Zlatan Ibrahimovic. Salvo poi vedersi rispondere “il mio futuro è A-Z” (la sua nuova linea di abbigliamento sportivo). Geniale operazione di marketing, trollata o mancanza di rispetto verso tifosi, giornalisti e addetti ai lavori? Nessuna o forse tutte e tre le cose.

Col sempre inutile senno del poi, mi è tornata alla mente una famosa puntata di “Carramba che sorpresa” (1999) in cui avrebbe dovuto essere presente Maradona, al suo primo ritorno in Italia dopo la fuga del ’91. Share pazzeschi, tutta Napoli collegata (con appositi maxischermi) e, alla fine, dopo due ore di balletti, giochini e “carrambate”, Diego effettivamente arriva: dieci minuti, un saluto ai napoletani, qualche palleggio con i vecchi compagni e via.

Ieri, stesso modus operandi, fatta eccezione per il “lieto fine”. Quasi un’ora di nulla cosmico (a qualcuno interessa il materiale del suo outfit?) e poi, alla domanda di un imp(r)udente giornalista sul suo futuro club, Zlatan risponde secco: “Non c’è nulla di scritto, nulla di confermato. Dovete avere pazienza. vi dirò tutto quando vi vedrò stanchi”.

Ora, ho perso un’ora che avrei comunque speso gurdando fuori al finestrino del treno che mi riportava a casa, ma penso ai giornalisti pronti a battere sulla tastiera per dare la BIG NEWS prima degli altri, ai milioni di fan che hanno sospeso tutto per sapere del suo (e del loro) futuro. E capisco perché a tutti gli girino e non poco.

Capisco anche Zlatan. Perfettamente in linea con il personaggio che si è costruito, ha agito nell’unico modo possibile, sfruttando la situazione a suo esclusivo vantaggio: un’attesa spasmodica costruita giocando di sponda con le favolistiche ricostruzioni degli odiati giornalisti, tutti a pendere dalle sue labbra, il trucco svelato alla fine quando era impossibile fare marcia indietro. Qualcosa di talmente banale nella sua semplicità da risultare imprevedibile, arrogante e sfrontato anche nella realizzazione di uno schema così facile. Un po’ come accade in campo quando c’è lui.

Il vero re del mercato, del marketing, della marchetta (?!). Del SUO mercato e del SUO business. ovvio. Per quello degli altri che ci pensino pure insider, guru ed esperti vari. Tanto lui parlerà solo quando si saranno stancati. Quindi, non prima di settembre.