Re Cristiano e altri motivi per non preoccuparsi

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Si parla fin troppo spesso di sconfitta salutare, necessaria, dalla quale imparare qualcosa e via dicendo; posto che questa è probabilmente una di quelle cadute che davvero possono essere utili a riportarci sulla terra, è interessante soffermarsi come la Juventus esca con più certezze che dubbi dalla partita contro il Manchester United.

Pur potendosi accontentare del pari, e con tutte le attenuanti del caso (diversi giocatori al rientro da un infortunio, centrocampo e attacco praticamente contati, assenze pesanti come Douglas e Cancelo), la squadra di Allegri è scesa in campo a imporre il proprio calcio, il proprio ritmo, a definire un proprio contesto sulla partita al quale lo United non ha potuto che adeguarsi.

Come sottolineato ieri notte da Sandro Scarpa, è inoltre interessante constatare come la Juve abbia fatto tesoro della lezione della partita d’andata, che l’ha vista arrivare agli ultimi minuti in debito d’ossigeno: i bianconeri sono partiti piano, gestendo la gara senza alzare i ritmi se non con gli strappi di Dybala e Cristiano, dalla mezz’ora in poi hanno lentamente quanto inesorabilmente alzato i giri del motore, fino a diventare nella ripresa totalmente ingiocabili per un Manchester United del tutto in bambola e salvato, diciamo le cose come stanno, da due episodi estemporanei.

Siamo nella fase a gironi, la nostra squadra ha già un’identità ben precisa, abbiamo dominato due partite contro una big continentale come lo United vincendone solamente una per colpa di qualche cruciale, sanguinoso dettaglio, restando comunque in testa al Gruppo H; come si fa a non pensare che la strada intrapresa sia quella giusta?

In tutto ciò, un’importanza imprescindibile la riveste il nostro numero 7, che ieri sera ha deciso di regalarci il suo primo gol europeo in una maniera non troppo banale:

Il lancio di Bonucci è chirurgico ma lunghissimo, già prevedere dove cadrà non è semplice, impattarlo al volo è da fuoriclasse, colpire un pallone che arriva da centrocampo con quella coordinazione, quella potenza e con l’avversario addosso è assolutamente INUMANO. Il video qui sopra, in particolare il terzo replay, fa capire quanto Cristiano sia concentrato sulla palla e quanto Lindelof, De Gea e la porta stessa siano accessori non fondamentali nella genesi di tale prodezza: Cristiano guarda il pallone partire e capisce che può essere buono, per una frazione di secondo (quel tanto che basta per staccare Lindelof) carica a testa bassa, una volta superato il marcatore CR7 si gira e non stacca MAI gli occhi dalla palla se non quando se la ritrova ad altezza spalla. Fateci caso: Cristiano guarda la porta solo quando ha praticamente già segnato.

Ridurre la partita del fenomeno lusitano a tale prodezza sarebbe comunque ingeneroso; Cristiano Ronaldo nell’arco di tutta la gara ha aperto spazi, lanciato contropiedi, creato situazioni pericolose e messo nitidamente in porta i compagni per quattro volte. Non fosse stato per la mira imprecisa degli altri bianconeri, saremmo qui a parlare di uno one man show.

Al 19′ mette Khedira davanti al portiere con una sponda di testa di altissimo livello, il tedesco non ha più lo scatto dei giorni migliori (in realtà non sembra neanche crederci più di tanto), e viene anticipato.

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Alla mezz’ora Cristiano ci riprova con Sami; ottimo l’uno-due con un ispirato De Sciglio, il cross è come sempre al laser, il numero 6 però spreca mandando la palla sul palo.

Al 67′, appena dopo il gol, Cristiano riceve palla largo a destra, approfitta della passività (e della paura?) della retroguardia mancuniana per entrare in area con un doppio passo e servire Pjanic, che calcia angolato ma poco potente.

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Al 74′ CR7 riceve palla da Cuadrado, attira su di sé due uomini e con una finta semplice e disarmante permette al colombiano di concludere da solo a centro area, con risultati da matita rossa.

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In pratica, tolta la traversa di Dybala, Cristiano Ronaldo ha messo lo zampino in TUTTE le azioni più pericolose della Juventus. Chi si aspettava una prestazione da giocatore totale anche in Champions League non può che essere soddisfatto (anche alla luce dell’ottima gara d’andata), chi era perplesso sull’adattabilità del fuoriclasse portoghese alla Juventus dovrà constatare che, alzatosi il livello di gioco della Juve, si è alzato notevolmente anche quello di Cristiano. In realtà è vero anche il contrario: grazie alla presenza di Ronaldo, alle sue doti tecniche ma anche alla pressione psicologica esercitata sugli avversari, la Juventus sta giocando il miglior calcio da quando è risalita dalla Serie B.

Non siete ancora tranquilli riguardo a ieri sera? Date un’occhiata agli expected goals (qui la spiegazione) di Juventus – Manchester United:

In estrema sintesi, ieri sera la Juventus ha prodotto più del quadruplo delle occasioni rispetto al Manchester United, andando al tiro molto più spesso e da posizione più favorevole rispetto agli ospiti; al contrario della scorsa stagione, dove per lunghi tratti la Juve ha raccolto addirittura più di quanto seminato, in questi mesi i bianconeri stanno producendo un volume di occasioni mostruoso, concretizzandone una minima parte nonostante il grande valore dei propri interpreti. Nel corso del tempo è probabile che le due statistiche andranno ad allinearsi, la Juve segnerà di più e magari creerà qualcosa in meno, è un trend che va invertito ma senza la smania del risultatismo ad ogni costo, non se attraverso il gioco si riescono a produrre così tanti pericoli.

Ah, indovinate un po’ chi è il giocatore che produce più occasioni?