Aaron Ramsey erede tecnico di Marchisio?

di Alex Campanelli |

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Date un’occhiata al centrocampo della Juve, e ragioniamo insieme: nonostante la recente crescita di Emre Can in zona gol, la Juventus è dotata di mezzali brave nell’interdizione e negli intercetti, ma che in fase di rifinitura e/o in zona gol latitano (Matuidi, Bentancur, in parte lo stesso Emre), oppure di centrocampisti bravi a inserirsi (Khedira) e a rifinire l’azione (Bernardeschi e Pjanic quando adattati) che però non hanno nei contrasti e nel ripiegamento un loro punto di forza. In poche parole, alla Juventus manca Marchisio; non l’ultimo Marchisio, ovvio, ma quel centrocampista che nelle prime stagioni con Conte aveva saputo dare un contributo quantitativo e qualitativo di eguale livello, diventando l’apriscatole per eccellenza assieme al dirimpettaio Vidal.

Proviamo a porci un quesito: potrebbe essere Aaron Ramsey il successore di Marchisio, per posizione e compiti in campo? Il gallese ha i requisiti giusti per rivestire un ruolo simile a quello del numero 8 prima maniera?

Per le sezioni statistiche del nostro confronto, prenderemo in considerazione da una parte il Marchisio mezzala nelle stagioni 2011/12 e 2012/13, escludendo l’ultima annata di Conte nella quale il principino si è progressivamente spostato verso la cabina di regia, dall’altra il Ramsey delle stagioni 2016/17 e 2017/18, dato che sotto la guida di Emery il gallese ha giocato prevalentemente da trequartista e spesso a partita in corso, eventi che renderebbero meno efficace la nostra analisi.

Posizione in campo e attitudine

Marchisio approda nel calcio professionistico da centrocampista centrale puro, in un periodo nel quale le linee mediane a tre erano meno diffuse, ed è proprio da centrale del 4-4-2 che si afferma nella Juventus, anticipando in un certo modo il suo futuro ruolo di mezzala quando Delneri lo inventerà falso esterno sinistro per far spazio a Krasic a destra. L’esplosione con Antonio Conte arriva grazie alla sua propensione al sacrificio e alla lotta unita con l’elevata qualità dei suoi inserimenti e delle sue conclusioni, che ne fanno un tassello imprescindibile del puzzle che porterà allo Scudetto.

Il percorso di Ramsey è ben diverso: Wenger lo getta nella mischia già a 21 anni nelle prime giornate del campionato 2011/12, imponendolo da titolare con continuità nel ruolo di trequartista/equilibratore del suo 4-2-3-1, con compiti di rifinitura ma soprattutto di gestione e lettura, nel tentativo di dare raziocinio al proprio quartetto offensivo, spesso composto da giocatori poco propensi al ripiegamento come Arshavin, Walcott o Gervinho. Non a caso il gallese, pur disputando quasi ogni gara e ricevendo elogi dagli addetti ai lavori, segna e fa segnare ben poco. Al termine della stessa stagione, e per tutta quella seguente, Ramsey viene spostato nel ruolo di mediano davanti alla difesa, in coppia con compagni dalle propensioni tra le più svariate come Song, Arteta e più avanti Elneny e Flamini; proprio da qui, partendo a fari spenti, il centrocampista imparerà a diventare letale negli inserimenti senza palla, diventati un suo vero e proprio marchio di fabbrica. Nel corso degli anni Ramsey è poi stato impiegato nei ruoli più svariati, addirittura da esterno alto, con Wenger che ha sempre trovato spazio per lui indipendentemente dal modulo e dai compagni di reparto.

Il diverso cammino dei due centrocampisti ci racconta innanzitutto che Ramsey non è una mezzala di ruolo, ha giostrato in tale ruolo solo nel Galles in alcune occasioni, ma possiede tutte le caratteristiche per fare benissimo in questa posizione: è abile nelle letture difensive e nelle coperture, possiede qualità nella circolazione bassa del pallone e nello stesso tempo è propenso ad inserirsi in area e sa cosa fare quando si trova a gestire la sfera in posizioni avanzate. Starà all’allenatore, il prossimo anno, incanalare al meglio le sue qualità.

Gestione del pallone

Né Ramsey né Marchisio, pur possedendo una tecnica pulita nel passaggio, si avvicinano al ruolo del regista in senso stretto; il quasi-ex Arsenal tuttavia passa nel complesso più palloni nell’arco dei 90′ (anche in rapporto ai passaggi totali effettuati dalle rispettive squadre), con un numero decisamente inferiore di lanci lunghi e con una percentuale di riuscita degli appoggi simile. Si può affermare che Ramsey è più propenso all’impostazione bassa di Marchisio, e può vantare inoltre un numero superiore di Key Pass nonostante la posizione di partenza più arretrata rispetto a Claudio negli anni presi in considerazione.

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tutte le statistiche sono parametrate sui 90′ – Fonte: WhoScored

Fase difensiva

Qui la differenza è decisamente più marcata: pur avendo giocato davanti alla difesa e anche in coppia con compagni che dell’interditore avevano poco o nulla, come Arteta o Cazorla, Ramsey è decisamente meno incline al lavoro difensivo rispetto a Marchisio, che lo sopravanza nettamente nei contrasti, come prevedibile, ma anche negli intercetti. Preoccupa inoltre il dato riguardante i dribbling subiti, il doppio rispetto all’ex numero 8 bianconero. L’impressione è che, se Ramsey verrà davvero impostato da mezzala a tutto campo, ci sarà molto da lavorare per portarlo a un buon livello relativamente a compiti che quasi mai gli sono stati chiesti, e almeno inizialmente dovrà giostrare assieme a compagni capaci di aiutarlo in fase di non possesso.

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Fase offensiva

La bilancia torna a pendere in favore del gallese quando passiamo alla fase conclusiva, soprattutto per quanto riguarda i tiri da dentro l’area: le grandi capacità d’inserimento, unite al gioco dell’Arsenal di Wenger, portano Ramsey a trovarsi in condizione di battere a rete in condizioni favorevoli più del doppio delle volte rispetto a Marchisio, anche se rispetto all’ex bianconero il centrocampista dei gunners è complessivamente meno preciso nel centrare lo specchio e meno tendente a cercare la soluzione da fuori area.

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Il quadro emerso nel suo complesso illustra Ramsey come una versione di Marchisio più pulita e tecnica nella fase di rifinitura dell’azione, con capacità di gestire la palla simili a quelle dell’ultimo numero 8 bianconero, del quale però non possiede la tendenza innata nell’incrociare i tacchetti con gli avversari e la capacità di fornire copertura al reparto arretrato. Molto dipenderà dall’atteggiamento della Juventus nella prossima stagione, e quindi dalla sua guida tecnica, ma al momento Ramsey va etichettato come mezzala di qualità, sicuramente non come centrocampista box to box qual’eravamo soliti definire Claudio.