Ramsey, la qualità sprecata dei muscoli fragili

di Mauro Bortone |

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Aaron Ramsey si è fermato ancora: l’infortunio nella trasferta alla Puskas Arena di Budapest nella sfida di Champions contro il Ferencvaros è solo l’ennesimo di una lunga serie che rimette al centro del dibattito la fragilità muscolare del centrocampista gallese.

Quando il centrocampista è stato acquistato a parametro zero, la Juventus, orfana di materia grigia e di gol sulla mediana, era convinta di aver trovato il giocatore che per rendimento e qualità potesse dare un contributo decisivo al reparto più in difficoltà del proprio impianto di squadra. Merito dei suoi 40 gol in Premier League arricchiti da 51 assist e dei 65 totali con 65 assist con la maglia dell’Arsenal.

Ma poche settimane dopo, nel ritorno dei quarti di Europa League contro il Napoli, Ramsey si fa male e finisce fuori per la fase più importante della stagione dei Gunners fino a condizionare il suo esordio in bianconero. Il suo inserimento, infatti, nella squadra, che mister Sarri all’epoca cerca di costruire su nuovi principi, risulta complicato per ragioni di ambientamento e per le difficoltà fisiche, che convincono lo staff tecnico a centellinare l’impiego del gallese.

Così salta le prime due di campionato con Parma e Napoli per problemi di condizione e una lombalgia, poi accusa un fastidio agli adduttori che gli fa saltare altre due gare in Serie A e la sfida col Lokomotiv Mosca; e ancora per un sovraccarico perde la trasferta di Roma con la Lazio e il ritorno di coppa col Leverkusen. Gioca spesso spezzoni di partita, facendo pure intravedere sprazzi delle sue potenzialità ma una cosa è evidente a tutti: ha muscoli deboli che lo mettono fuorigioco proprio nei momenti topici della stagione.

Il dato più eclatante è che Ramsey riesce a completare i suoi primi 90 minuti in campo con la Juve solo nella sfida di marzo contro l’Inter, prima del lockdown, in cui peraltro scardina la difesa nerazzurra e sforna una prestazione importante. Dopo lo stop forzato, accusa un nuovo infortunio al rientro che lo esclude dalla semifinale di ritorno contro il Milan in Coppa Italia: da allora solo frazioni di gara in cui anche fisicamente evidenzia un’involuzione. Sono 8 le partite mancate a fine stagione causa infortunio, 200 i minuti giocati in Champions e 1050 in campionato con una media di 43′ nelle 24 presenze (condite da 3 gol e un assist). La media si abbassa se si analizzano i dati totali: 35 partite in stagione, 1384 minuti in campo, ovvero 39′ di media a gettone.

Questo il motivo che ha spinto la società a considerare Ramsey un profilo che, al di là delle qualità tecniche, poteva essere messo sul mercato quest’estate: a conti fatti, il suo costo a bilancio non giustifica la scarsa affidabilità.

Andrea Pirlo, al suo arrivo, ha provato a rilanciarlo convinto dei mezzi tecnici del gallese (che sulla carta è il più qualitativo centrocampista della rosa) e le prime apparizioni sembravano dargli ragione, ma poi un nuovo forfait lo ha messo per la trasferta di Crotone, sino all’ennesimo stop, arrivato contro il Ferencvaros, che lo terrà fuori uso per più di un mese a causa di una lesione alla coscia.

Ma è il suo storico ad essere ancora più angosciante, perché infortuni e ricadute rappresentano una costante della sua carriera: sono 52 le partite saltate tra il 2009 e il marzo 2012 tra un infortunio a tibia e perone, un problema all’inguine e le non convocazioni dovute alla condizione.

Nella stagione 2013-14, uno stiramento alla coscia gli fa saltare 20 gare (14 in Premier, la doppia sfida agli ottavi di Champions col Bayern, 4 in FA Cup); in quella successiva, ne perde altre 12 per problemi alla coscia: con le non convocazioni, sono 35 partite partite saltate in un biennio.

Tra il 2015-16 e il 2016-17 i problemi alla coscia si acuiscono: fuori per 10 gare nella prima stagione e per 19 in quella successiva, tra cui 11 su 17 all’avvio della Premier, dove accusa anche un guaio anche a un polpaccio. Con le 7 mancate convocazioni sono altre 36 gare in cui non è disponibile.

Nel 2017-18 per problemi alla coscia salta 8 partite, mentre per questioni fisiche non viene convocato in altre 20 occasioni; nel 2018-19, ha un problema al bicipite femorale che gli fa saltare 5 partite di Premier, semifinali e finale di Europa League, senza calcolare altre 6 gare in cui non è neanche convocato. Nelle ultime due stagioni di Arsenal sono 44 le gare per cui non sarà a disposizione del gruppo per un totale negli anni coi Gunners di 167 partite saltate.

Poi arriva la Juve, ma la storia non cambia: Ramsey conferma tutta la sua scarsa tenuta. Muscoli troppo deboli i suoi per poterci fare affidamento e giustificare un ingaggio da 7 milioni di euro annui: la Juventus si è già scottata con Khedira e Douglas Costa, per pensare che il destino del proprio centrocampo passi dai piedi del gallese. Uno spreco di qualità che arricchisce la galleria dei bravi giocatori vittime della propria fragilità fisica.


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