Se Ramsey e Douglas Costa non si escludono

di Sabino Palermo |

La Juventus di Maurizio Sarri è pronta a cambiare pelle. Nonostante l’allenatore toscano sia stato definito più volte come un “dittatore” del 4-3-3, la rosa dei bianconeri a sua disposizione può essere disegnata in modi differenti: uomini e schemi di gioco cambieranno a seconda delle esigenze del nuovo tecnico. La rivoluzione, come dichiarato sin dalle prime conferenze, partirà dal possesso palla e dallo sviluppo della manovra offensiva. Ma qual è il modulo migliore per far rendere meglio la Juve?

PARTENZA A RILENTO Siamo a metà luglio, in piena preparazione estiva, e la Vecchia Signora è pronta a partire per la tournée promozionale in Asia. Rimangono alla Continassa due nomi importanti della trequarti bianconera: Douglas Costa e Aaron Ramsey. Il brasiliano, messo ai margini del progetto tecnico di Massimiliano Allegri lo scorso anno – complici alcuni problemi muscolari ed una condotta disciplinare piuttosto discutibile – ha anticipato il rientro dalle vacanze e si è subito messo a disposizione di Sarri per prendersi il posto da titolare. Il gallese, ennesimo colpo a zero del mercato juventino, ha iniziato le terapie riabilitative già a maggio ed è rimasto a Torino per mettersi a disposizione della squadra dopo un’altra stagione da protagonista (a metà) con la maglia dell’Arsenal. Due talenti eccezionali, due storie simili e pronte ad incrociarsi in un unico destino bianconero.

DOUGLAS PRIMA DI TUTTI Sarri aveva dichiarato in conferenza che gli unici imprescindibile nella sua nuova Juve fossero il capitano, Giorgio Chiellini, e l’extraterrestre, al secolo Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro. Il primo, sfortunato protagonista di inizio stagione, non sarà a disposizione fino alla prossima primavera; mentre il secondo, come suo solito, è partito a rilento ma pronto a caricarsi sulle spalle la compagine bianconera alla conquista dell’Europa. 

Subito dopo questi due mostri sacri, arriva Douglas Costa nelle gerarchie sarriane: l’uomo “in più” negli ultimi minuti di gioco, è diventato improvvisamente titolare inamovibile di un 4-3-3 (poi 4-4-2 con Higuain e CR7 terminali offensivi) frizzante, basato soprattutto sulla sua capacità di improvvisazione e di raccordo. L’ex Bayern Monaco, però, è uscito malconcio dalla trasferta di Firenze – in uno dei momenti migliori della sua carriera juventina – ed ha costretto Sarri a fare a meno di uno dei suoi pupilli. La nuova Juve si stava forgiando sul brasiliano, ma il percorso di crescita si è fermato improvvisamente ed il tecnico è stato costretto a cambiare direzione in corsa.

RAMSEY READY FOR USE – Nelle prime gare di campionato era diventato un “oggetto misterioso”, finito addirittura in tribuna per recuperare al meglio dall’infortunio. Nel giro di un mese, però, Aaron Ramsey ha conquistato sul campo un ruolo centrale nel nuovo progetto tecnico di Sarri: trequartista, alle spalle delle due punte, e tassello fondamentale della Juve. A suon di prestazioni convincenti, la creatura bianconera si sta modellando sulle caratteristiche del gallese, diventando un 4-3-1-2 con libertà di offendere e senza essere costretta ad allargare il gioco. Tocchi di prima, combinazioni veloci e possesso palla: questo il dogma dell’allenatore ex Napoli per la zona offensiva. Dopo aver bagnato l’esordio all’Allianz Stadium con un gol da fuori area, ora Aaron – grazie anche all’ottima gara contro il Brescia in campionato – è pronto a far cambiare pelle alla Juventus. Intorno a lui Sarri potrà costruire una manovra più fluida, meno improvvisata, ma con una creatività differente: Dybala, Higuain, Bernardeschi, Cristiano Ronaldo saranno i suoi partner ideale per duetti ed inserimenti in avanti.

UNO ESCLUDE L’ALTRO? – Ora la domanda è lecita: Douglas Costa e Ramsey potranno convivere nel progetto tecnico di Sarri? Al momento la risposta sembra scontata, visto che entrambi hanno contribuito positivamente in ruoli differenti, ma in zone di campo simili. Non parliamo di moduli, ma di idee di gioco: Douglas è uno dei pochi (insieme a Cuadrado e CR7) in grado di saltare l’uomo e partire in velocità, Aaron invece (forse insieme solamente a Dybala) è capace di trovare nella trequarti la zona ideale per mettere in moto se stesso ed i compagni. Non è solo questione di 4-3-3 o 4-3-1-2. Il brasiliano tornerà, probabilmente, dopo la seconda sosta per le Nazionali: sarà in grado l’ex Arsenal di diventare titolare inamovibile di questo nuovo ciclo bianconero? E soprattutto, “Dougy” – uno dei pochi giocatori a cui Sarri ha affibbiato un soprannome – riuscirà a ripartire con la stessa voglia, motivazione e prepotenza con il quale aveva cominciato la stagione?

I tifosi bianconeri vorrebbero vederli in campo assieme, in una trequarti basata su freschezza e novità offensiva, ma l’unica soluzione sarebbe quella di sacrificare una parte nevralgica del gioco di Sarri: il centrocampo. Sempre per dare numeri frivoli, il modulo perfetto sarebbe il 4-2-3-1, ma ci sarebbero almeno due problematiche da risolvere. In primis, chi affiancherebbe Pjanic nel lavoro di recupero palla e possesso? Ma soprattutto, Cristiano rimarrà largo a sinistra lasciando ad Higuain il centro dell’attacco oppure potremo vedere un trio dietro CR7 formato da Douglas Costa, Dybala e Ramsey? Per ora rimane solo una suggestione, bellissima, ma ancora solamente una suggestione a tinte bianconere.