Aaron Ramsey, il gallese timido uomo del destino di Sarri

di Gianluca Garro |

E’ tornato! E’ tornato!! Al tifoso juventino da ieri sera brillano gli occhi quando pensa ad Aaron Ramsey. Il centrocampista bianconero è tornato a segnare, con la sua Nazionale, il romantico e anacronistico Galles, addirittura con una bella doppietta. Difficile, di testa, il primo gol, più da rapinatore d’area il secondo. Bene così.

Ma cosa è, e cosa è stato  Aaron Ramsey in questi primi mesi in bianconero? Il timido gallese, che comunica per sottrazione, cioè con silenzi alternati a frasi chiare e semplici, ma non per questo banali. Che tentò una mossa comunicativa alla conferenza stampa di presentazione parlando in italiano, almeno nelle frasi di saluto. Ma lo sappiamo, l’italiano è difficile, neanche CR7 ci si avventura.

Il punto che a noi interessa però è tecnico-tattico. Sul valore tecnico non ci sono dubbi, il problema di Aaron lo conoscono tutti, è la tenuta del suo fragile fisico, spesso falcidiato da infortuni fastidiosi e lunghi. Sul fatto che che sia un fine dicitore che conosce anche la dinamicità, il famoso “tempo del gioco” non ci sono dubbi di sorta. Anche la sua umiltà (che insieme ad una certa grinta e attaccamento alla maglia hanno innescato l’amore sconfinato dei tifosi dell’Arsenal per lui) e un buon feeling che ha già creato con i compagni concorrono al suo ambientamento.

L’incertezza su Aaron alla Juve è di natura tattica. E’ meglio che giochi trequartista a dialogare con i due attaccanti e con Pjanic o mezz’ala sinistra? Ognuno può avere una sua idea. E Sarri ha dimostrato di vederlo ottimamente come trequartista, dove a mio avviso ha offerto le sue prestazioni più belle. Contro il Brescia per esempio. Ma il mio gusto personale (che mi rendo conto non sia così decisivo) è che il suo ruolo naturale sia la mezz’ala sinistra. Come ha giocato per innumerevoli partite nell’Arsenal. E’ vero che Ramsey non farà mai il gioco di Matuidi nel recupero dei palloni e nella rottura del gioco degli avversari. Ma vederlo nel centrocampo a tre a offrire prestazioni magnifiche stile primo Marchisio con scambi, inserimenti, qualche gol, assist a CR7… sì è questo il Ramsey che sogniamo.
Mettere Aaron lì significa mettere un’altra mezz’ala “forte”, un “incontrista”? E perché no? Ma fatelo giocare come sa, nell’ambito del gioco di Sarri, di cui può diventare veramente la chiave di volta tattica e vedrete come ci divertiamo!


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