Ramsey chi sei? dove stai? dove andrai?

di Andrea Mangia |

Non sono mai stato un fanatico di Aaron Ramsey. Non sentivo il bisogno del suo acquisto e non sento la sua mancanza quando (troppo spesso) non c’è.

Nei deliri collettivi post-sconfitta contro il Milan, tra le critiche contro tutto e tutti, alcuni hanno infierito anche sul buon Aaron, entrato (in modo un po’ spaesato) nel peggior momento possibile.
Pur rimanendo molto scettico sul gallese, direi che non è quella la partita giusta per criticarlo, piuttosto, lo spunto per notare tutti i suoi difetti, uniti a quelli sul suo utilizzo.
Ramsey, classe ’90 (come Pjanic) arrivato a zero dall’Arsenal ed a bilancio con un compenso annuo di 7 milioni netti a stagione, “Troppo mezz’ala per fare il trequartista, troppo trequartista per fare la mezz’ala”. Ramsey lo descriverei così, specialmente in una compagine allenata da Sarri.

Inutile addentrarsi in tatticismi del tipo “all’Arsenal giocava in un centrocampo diverso, non è adatto a ricevere spalle alla porta”… Diciamo la verità, soltanto Roberto Murgita, Sasa Bjelanovic e Shaquille O’neal sarebbero strutturalmente adatti a ricevere “spalle alla porta” nel gioco del calcio, mentre per gli altri sarebbe sempre meglio giocare fronte alla porta, trequartisti compresi (e ci mancherebbe). La realtà è che, al di là delle sue collocazioni all’Arsenal o in Premier, ora Ramsey è alla Juventus con Sarri, non Emery o Wenger, e la Juventus (per ora) non partecipa alla Premier League bensì alla Serie A.

La (dura) verità è che Ramsey, in questa Juve, non ha pressoché alcuna collocazione tattica “naturale” e, di conseguenza, non ha alcuna utilità concreta.
Credo che in tutta la stagione non sia mai stato schierato nel suo ruolo. Il suo ruolo, appunto… ma qual è il suo ruolo, in questa Juve? Dove è stato “pensato”?

Le volte che è stato schierato trequartista erano esperimenti o emergenza, le volte in cui è stato schierato mezz’ala erano… esperimenti o situazioni d’emergenza…

Sfido chiunque a nominare una sola gara in cui Ramsey è partito titolare in un ruolo perché volutamente schierato in quella posizione e ritenuto utile più di ogni altro in quel ruolo, dopo aver vinto un ballottaggio, senza alcun tipo di esperimento tattico in atto.

Anzi, vi sfido semplicemente a dirmi, con certezza, qual è il ruolo di Ramsey nello scacchiere tattico attuale. Qualsiasi risposta secca e perentoria sarebbe comunque smentita categoricamente da altri commenti. Perché?

Perché Ramsey in questa Juve non ha un ruolo e non ha nemmeno un’utilità ben definita. Se la stessa domanda fosse fatta riguardo al pur deludente Rabiot di quest’anno, l’altro innesto in mediana, quanto meno non ci sarebbero dubbi nel rispondere: “mezz’ala sinistra”.
Mi chiedo se sia plausibile, alla Juventus, considerare Ramsey semplicemente “il trequartista adattato di un modulo sperimentale”. Forse nemmeno più quello al momento, in considerazione del fatto che oggi Bernardeschi, che sembrava sparito dai radar, le gioca tutte e, pur con evidenti limiti, viene preferito al gallese. Tra l’altro, l’ingresso in campo di Ramsey coincide spesso con un cambio di modulo o con un cambio di atteggiamento tattico, e dopo parecchi minuti dal suo ingresso in campo ancora ci si domanda “ma come siamo messi in campo attualmente”?

Triste a dirsi, ma oggi Ramsey è un tappabuchi da sette milioni l’anno.
C’è chi vorrà comunque difenderlo, dando la colpa ai ripetuti infortuni, che tuttavia sono un aggravante e non un attenuante per la valutazione complessiva del giocatore. I ripetuti infortuni non li perdono allo scintillante Douglas Costa, figuratevi all’opaco Ramsey.

Inoltre trovo poco comprensibile il suo “rientro graduale” per non forzare (cosa?) alla ripresa degli impegni, senza alcun infortunio significativo e dopo 2 mesi e mezzo di inattività.

Non ci sono buone argomentazioni a favore del buon Aaron, bravino in tutto senza eccellere in nulla. Subentrare in momenti delicati o stanchi non lo aiuta, ma noto una difficile integrazione tattica per un profilo come il suo nel nostro sistema.
Ciononostante, la gara col Milan ha mostrato l’assoluta necessità di far rifiatare i titolari da qui alla fine, per evitare black out eclatanti. Per questo motivo, attingere anche da ciò che Ramsey può dare è doveroso, equivoci tattici e fisici a parte, dopodiché, una stretta di mano, un ringraziamento per impegno e sobrietà, in linea con lo stile Juve, ed in mano un biglietto di sola andata per tornare oltremanica con su scritto “plusvalenza”… o “acconto”, se preferite…