Rampulla: «Ronaldo da vendere, Dybala da tenere. Pirlo meglio in campo che in panchina»

di Giordano Straffellini |

Chi meglio di Michelangelo Rampulla può analizzare l’attuale momento della Juventus? Lui che ha vissuto una situazione simile con Ciro Ferrara. Dalle parole di Nevdev ai senatori, passando per Pirlo e i problemi dell’attuale Juventus ecco le parole dell’ex portiere bianconero nella puntata odierna di Casa Juventibus.

Le parole di Nevdev a DAZN

Nevdev fa benissimo a difendere Pirlo e a dire che rimarrà anche nella prossima stagione. In un momento in cui le cose vanno male, la società deve stare vicina all’allenatore ed al suo staff. Ai miei tempi non fu così, e pagammo l’assenza della società. C’è un però, le parole di Pavel, sono frasi di facciata, il futuro di Andrea dipenderà dal finale di stagione. Se non si dovesse centrare la qualificazione Champions dubito che la società punterà nuovamente su Pirlo.

Ronaldo da vendere Dybala da tenere

Ronaldo è ovviamente un campione indiscutibile, i gol parlano per lui. Il dubbio è che a questa età, la sua priorità non sia la Juventus ma i record personali. Se la Juventus vuole ripartire con un progetto innovativo non può farlo puntando su un giocatore di 38 anni. Negli altri campionati si da spazio ai giovani, e poi arrivano le finali europee, da noi ci sono ancora giocatori come Ibrahimovic che fanno la differenza, non è normale. Avere un giocatore di spicco come Ronaldo, deresponsabilizza gli altri, c’è timore e il pensiero fisso di fare il compitino che tanto poi ci pensa Cristiano. La Juve deve puntare su Dybala, ha le qualità tecniche per essere determinante inoltre è  più uomo squadra.

La presenza del pubblico.

Questo campionato è di difficile interpretazione. Giocare senza pubblico altera i valori. In questa situazione un giocatore normale rende un 20-30% in più, mentre un campione senza stimoli può perdere il 20% del suo rendimento. Vedendo come molte piccole squadre siano riuscite a fare punti in casa delle grandi difficile dargli torto.

Il bel gioco non esiste

Interpellato sulla questione cambio allenatore per raggiungere il bel gioco Michelangelo è lapidario. Il bel gioco non esiste, la gente si ricorda le vittorie non di chi gioca bene o male. Le recenti nostalgie bianconere per Max Allegri non fanno che avvalorare questa tesi.

Il centrocampo bianconero.

Il problema principale del centrocampo bianconero è la mancanza di personalità. Rabiot ha un grande fisico ed un’ottima tecnica, ma gioca senz’anima e senza quella le qualità che hai passano in secondo piano. Ci sono partite dove non ti è permesso di giocare a calcio, li è il giocatore che deve mettere qualcosa in più. Mckennue e Bentancur sono buoni giocatori, sono giovani e gli va data fiducia. Su Arthur sono perplesso, leggo che non sbaglia mai passaggi e mi chiedo, ma che passaggi fa? Di uno due metri? Per forza non sbaglia, alla Juventus servono giocatori di personalità, che si prendano le responsabilità quando le cose non vanno bene. Ci vuole velocità di pensiero, Arthur e Bentancur a centrocampo sono più lenti di me. Ci vorrebbe uno come Pirlo, lo vedrei meglio in campo che in panchina.

Senatori

Da quello che posso vedere attualmente i senatori non stanno aiutando la squadra. Poi ci sono delle riflessioni da fare per il futuro. Chiellini è arrivato ad un’età in cui purtroppo il fisico fa sempre più fatica a restare integro, salta troppe partite. Bonucci invece è da tenere, è ancora relativamente giovane e la sua esperienza può essere d’aiuto a Demiral e De Ligt nel loro percorso di crescita. I senatori non devono essere invidiosi dei giovani, li devono supportare anche se capisco sia difficile accettare per un campione che un giovane ti tolga spazio.

Posizioni in campo e sicurezze

I giovani vanno lanciati e fatti giocare, vediamo Chiesa quanto è cresciuto. Certo vanno fatti giocare in posizioni a loro congeniali. Penso a Kulusewski, cambiare ruolo quasi ogni partita e non giocare mai in una posizione ideale va a minare quelle che sono le tue sicurezze. Se un giocatore non ha delle certezze difficilmente poi in campo dimostra personalità. In questo deve essere bravo l’allenatore.